Legislazione e Giurisprudenza, Urbanistica, edilizia -  Mazzon Riccardo - 2013-12-20

RAPPORTI TRA AZIONE PENALE PER VIOLAZIONI EDILIZIE E SANATORIA - RM

Interessante questione riguarda il rapporto esistente tra l'azione penale relativa alle violazioni edilizie e il procedimento amministrativo di sanatoria di cui all"articolo 36 del T.U. dell"Edilizia.

Infatti, l'azione penale relativa alle violazioni edilizie rimane sospesa finché non siano stati esauriti i procedimenti amministrativi di sanatoria di cui all"articolo 36 del T.U. dell"Edilizia (cfr., amplius, "I rapporti di vicinato e le distanze legali: tutela e risarcimento" - Riccardo Mazzon - CEDAM 2013, in Collana SapereDiritto).

Nel caso di ricorso giurisdizionale avverso il diniego del permesso in sanatoria, l'udienza viene fissata d'ufficio dal presidente del tribunale amministrativo regionale per una data compresa entro il terzo mese dalla presentazione del ricorso.

Il rilascio in sanatoria del permesso di costruire estingue i reati contravvenzionali previsti dalle norme urbanistiche vigenti, ma non i reati cc.dd. paesaggistici:

"la concessione rilasciata a seguito di accertamento di conformità (art. 36 d.P.R. 6 giugno 2001 n. 380) estingue i reati contravvenzionali previsti dalle norme urbanistiche vigenti, ma non i reati paesaggistici previsti dal d.lg. 22 gennaio 2004 n. 42, che sono soggetti ad una disciplina difforme e differenziata, legittimamente e costituzionalmente distinta, avente oggettività giuridica diversa, rispetto a quella che riguarda l'assetto del territorio sotto il profilo edilizio (v. anche Corte cost., ord. 21 luglio 2000 n. 327)" Cass. Pen. 3.7.07, n. 37318, CED, 2007.

Non sono, al contrario, idonei ad estingue i reati contravvenzionali previsti dalle norme urbanistiche vigenti, i provvedimenti amministrativi di sanatoria di immobile abusivo che subordinano gli effetti del beneficio alla esecuzione di specifici interventi finalizzati a ricondurre l'immobile stesso nell'alveo di conformità agli strumenti urbanistici,

"non sono legittimi, e pertanto sono inidonei ad estinguere il reato di cui all'art. 44 lett. b) del d.P.R. n. 380 del 2001, i provvedimenti amministrativi di sanatoria di immobile abusivo che subordinano gli effetti del beneficio alla esecuzione di specifici interventi finalizzati a ricondurre l'immobile stesso nell'alveo di conformità agli strumenti urbanistici, atteso che detta subordinazione è ontologicamente contrastante con la "ratio" della sanatoria, collegabile alla già avvenuta esecuzione delle opere e alla loro conformità agli strumenti urbanistici" Cass. Pen. 4.10.07, n. 41567, CED, 2008,

la "speciale" sanatoria prevista dall'art. 18, comma quarto, della L. Reg. Sicilia 16 aprile 2003, n. 4 per taluni interventi edilizi,

"in materia edilizia, la "speciale" sanatoria prevista dall'art. 18, comma quarto, della L. Reg. Sicilia 16 aprile 2003, n. 4 per taluni interventi edilizi (norma che consente il recupero abitativo dei sottotetti, delle pertinenze, dei locali accessori e dei seminterrati degli edifici esistenti, previa concessione edilizia, anche tacitamente assentita, o denuncia di inizio attività) è inidonea a produrre l'effetto estintivo del reato edilizio, in quanto tale effetto consegue unicamente al rilascio della concessione o permesso di costruire in sanatoria, ai sensi del combinato disposto degli artt. 13 e 22 della L. 28 febbraio 1985, n. 47 (oggi sostituiti dagli artt. 36 e 45 del d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380)" Cass. Pen. 15.2.08, n. 11132, CED, 2008, 239072,

il rilascio di un permesso di costruire relativo ad un immobile già realizzato, ed in assenza del duplice accertamento di conformità alla disciplina urbanistica ed edilizia vigente sia al momento della realizzazione dell'intervento sia al momento di presentazione della domanda,

"il rilascio di un permesso di costruire relativo ad un immobile già realizzato, ed in assenza del duplice accertamento di conformità alla disciplina urbanistica ed edilizia vigente sia al momento della realizzazione dell'intervento sia al momento di presentazione della domanda, non comporta l'estinzione del reato urbanistico in quanto non diviene applicabile l'art. 45 d.P.R. n. 380 del 2001, atteso che trattasi di un provvedimento giustificato dai principi generali attinenti al buon andamento e dall'economia dell'azione amministrativa nell'ipotesi di opere che benché non conformi alle norme urbanistico edilizie ed alle previsioni degli strumenti di pianificazione al momento in cui vennero eseguite lo sono divenute successivamente per effetto di normative o disposizioni pianificatorie sopravvenute, ma diverso da quello disciplinato dall'art. 36 del citato d.P.R. n. 380. (Nell'occasione la Corte ha ulteriormente precisato come l'avvenuto rilascio del permesso di costruire produrrà i propri effetti in tema di emissione dell'ordine di demolizione, rendendolo superfluo o revocabile)" Cass. Pen. 27.10.05, n. 40969, CED, 2005, 232371,

una conformità postuma dell'opera, originariamente abusiva:

"non è applicabile la disciplina del condono edilizio nè è invocabile la cosiddetta sanatoria "giurisprudenziale" o "impropria" in presenza di una conformità postuma dell'opera, originariamente abusiva, alle norme urbanistico-edilizie ovvero alle previsioni degli strumenti pianificatori, atteso che da ciò non seguirebbe comunque alcun effetto estintivo del reato urbanistico per l'inapplicabilità dell'art. 45 d.P.R. n. 380 del 2001. (Fattispecie in tema di lavori abusivi di sbancamento di un terreno in area vincolata. La Corte, nell'enunciare il predetto principio, ha altresì affermato che in tal caso rimane applicabile unicamente la sanatoria a regime disciplinata dall'art. 36 d.P.R. n. 380 del 2001, che presuppone sempre l'accertamento della doppia conformità)" Cass. Pen. 26.4.07, n. 24451, CED, 2008, 236912.

Si noti, inoltre, che

"l'istanza per il cosiddetto condono edilizio, avanzata ai sensi dell'art. 32, commi 25 e ss., d.l. 30 settembre 2003 n. 269, conv., con modificazioni, dalla l. 24 novembre 2003 n. 326, non impedisce l'adozione o la permanenza di un provvedimento di sequestro, preventivo o probatorio, sia perché detta misura ha lo scopo di lasciare inalterata la situazione e/o di impedire la prosecuzione dell'opera e la commissione di ulteriori reati, sia perché, ai fini dell'operatività della speciale causa estintiva, è necessario l'accertamento della ricorrenza di tutti i presupposti e requisiti cui essa è subordinata" Cass. Pen. 8.5.07, n. 35864, GDir, 2007, 48 90.



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