Legislazione e Giurisprudenza, Beni, diritti reali -  Mazzon Riccardo - 2013-10-05

RAPPORTO TRA REGOLAMENTO DI CONFINI E DOMANDA DI RILASCIO DEL TERRENO INDEBITAMENTE OCCUPATO - RM

Dal fatto che l'azione di regolamento di conifini i comprende la domanda di rilascio del terreno indebitamente occupato consegue:

  • la possibilità che l'espressa domanda di rilascio della porzione di terreno, indebitamente occupata dalla controparte, possa essere specificata all'udienza di precisazione delle conclusioni;

"nell'azione di regolamento di confini l'attore non è tenuto a proporre un'espressa domanda di rilascio della porzione di terreno indebitamente occupata dalla controparte, essendo tale domanda implicita nella proposizione dell'azione. Essa, pertanto, può essere specificata all'udienza di precisazione delle conclusioni, senza che ciò configuri la proposizione di una domanda nuova e, dunque, inammissibile, il cui accoglimento vizierebbe di ultrapetizione la pronuncia del giudice"

Cassazione civile, sez. II, 22/02/2011, n. 4288 Fratalia ed altro c. Biscarini ed altro Giust. civ. Mass. 2011, 2, 282- cfr., amplius, "I rapporti di vicinato e le distanze legali: tutela e risarcimento" - Riccardo Mazzon - CEDAM 2013, in Collana SapereDiritto -;

  • la qualificazione (non come rivendica, ma) come regolamento di confini, della domanda con la quale si chieda la condanna del vicino all'arretramento dei confini, qualora la tutela invocata postuli unicamente l'identificazione dei limitrofi immobili;

"la domanda con la quale si chieda la condanna del vicino all'arretramento dei confini va qualificata non come rivendica ma come regolamento di confini qualora la causa petendi dell'azione proposta rilevi che la tutela invocata postula unicamente l'identificazione dei limitrofi immobili e cioè l'eliminazione di ogni certezza circa la loro estensione, non essendo in discussione la proprietà dei contigui fondi" Cass. 29.8.90, n. 8962, GCM, 1990, 8)

  • la possibilità di proporre per la prima volta nel giudizio di appello la domanda diretta ad ottenere il rilascio della zona illegittimamente in possesso del confinante;

"presupposto dell'azione di regolamento di confini è l'incertezza della linea di demarcazione tra i fondi limitrofi e, qualora in primo grado sia stata esercitata detta azione, nel giudizio di appello può essere proposta, per la prima volta, la domanda diretta ad ottenere il rilascio della zona illegittimamente in possesso del confinante, senza incorrere nella violazione del divieto dell'art. 345 c.p.c., in quanto si tratta di domanda che costituisce il logico e conseguenziale sviluppo della richiesta dedotta originariamente dalla parte, fondata appunto sull'incertezza del confine tra i fondi" Cass. 3.12.04, n. 22775, GCM, 2004, 12; "il convenuto con azione di regolamento di confini, che abbia anche genericamente espresso in primo grado la pretesa alla parte di suolo "ex adverso" occupata, può chiedere per la prima volta in appello (o in sede di rinvio), senza alcuna violazione dell'art. 167 in relazione all'art. 345 (o 394) c.p.c, il rilascio della zona di terreno di sua proprietà risultata dalle indagini espletate in possesso dell'attore, poiché tale richiesta non concreta domanda nuova, bensì solo specificazione della "vindicatio duplex incertae partis" (immanente nell'"actio finium regundorum"), attraverso la precisa individuazione dell'oggetto della medesima, inizialmente indeterminato, resa possibile dagli accertamenti istruttori" Cass. 20.11.81, n. 6186, GCM, 1981, 11;

  • la natura di titolo esecutivo, idoneo ad ottenere il rilascio della porzione d"immobile, della pronuncia sulla domanda di regolamento di confini;

"la pronuncia sulla domanda di regolamento di confini, ove sia controversia l'appartenenza all'uno od all'altro dei proprietari dei fondi confinanti di una zona di terreno intermedia, già individuata, che risulti detenuta arbitrariamente da una delle parti, costituisce titolo idoneo ad ottenere il rilascio di tale zona, profilandosi questo come un mero corollario dell'azione esperita, in quanto intesa alla giudiziale precisazione delle conseguenze giuridiche dell'esatta determinazione della linea di confine" Cass. 26.10.81, n. 5597, GCM, 1981, 10; "il capo della sentenza (costituente, nella specie, titolo esecutivo) che, dopo aver regolato il confine tra due fondi, condanna una delle parti al rilascio della zona di terreno illegittimamente posseduta deve essere interpretato, per accertarne l'effettiva portata in relazione al capo (essenziale) concernente la determinazione del vero confine" Cass. 2.9.82, n. 4798, GCM, 1982, 8;

  • l"applicabilità dell"articolo 948, comma primo, ultima ipotesi, del codice civile (pagamento del controvalore del bene usurpato):

"l'"actio finium regundorum" ha la connotazione di un'azione reale recuperatoria, da cui deriva, oltre la demarcazione del confine tra due fondi, anche il rilascio di aree occupate dal vicino che non ne è proprietario, essendo il rilascio di tali porzioni possedute dal confinante conseguenza dell'istanza principale di esatta determinazione del confine. Pertanto nell'ipotesi in cui il fondo oggetto della pronuncia di rilascio adottato in accoglimento dell'"actio finium regundorum" ha cessato di essere nella disponibilità del convenuto ("qui dolo desiit possidere") è applicabile, a cagione del carattere reale e recuperatorio comune a tale azione ed alla revindica, la particolare norma di cui all'art. 948 comma 1 ultima ipotesi c.c., che legittima la richiesta di pagamento del controvalore del bene usurpato" Cass. 27.10.87, n. 7911, GCM, 1987, 10.



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