Legislazione e Giurisprudenza, Obbligazioni, contratti -  Luca Leidi - 2016-02-18

RATIFICA DEGLI ATTI EX ART.1399 C.C.: NECESSARIO FIDARSI DA SEMPRE – Cass. 8 febbraio 2016 n.2403 - Luca LEIDI

- difetto di rappresentanza e ratifica degli atti

- negozio compiuto dal falsus procurator è a formazione successiva

- efficacia sanante retroattiva della ratifica

La recentissima sentenza n.2403 della Prima Sezione della S.C. consolida, ancora una volta, l"orientamento sull"ambito di operatività della ratifica in tema di rappresentanza e della sua estensione ex tunc (da allora) agli atti compiuti dal falsus procurator.

Il quesito di diritto posto in essere è il seguente: "la ratifica degli atti compiuti dall"ex socio accomandatario rende ex tunc gli atti pienamente validi?".

IL CASO

Caio era socio accomandatario della Società, titolare di due conti correnti presso la Banca. A partire dal 25/7/97 era mutato l"accomandatario della Società, da Caio a Tizio – variazione iscritta nel Registro delle Imprese il 31/7/97 e comunicata alla Banca il 12/11/1997, quando Caio e Tizio si recarono presso la Banca stessa e quest"ultimo rilasciò dichiarazione scritta nella quale affermava la validità delle obbligazioni già contratte dalla Società. Tutto secondo diritto, sennonché risultò prelevata la somma di Lit.400.000.000 da Caio fino alla fine dell"anno, in difetto di potere.

La Società convenì in giudizio la Banca, chiedendo la restituzione delle somme "indebitamente" prevelate mediante l"emissione di assegni.

In primo grado, il Tribunale accolse la domanda e condannò la Banca al ristoro.

La causa finì in secondo grado, dove la Corte d"Appello si pronunciò nello stesso senso.

Avverso tale pronuncia, la Banca propose ricorso in Cassazione per violazione delle disposizioni inerenti alla rappresentanza, in particolare, ex artt.1387 e ss., 1399 e 2320 c.c.

I GERMELLINI

Parte ricorrente deduce che l"Appello aveva "illegittimamente ristretto l"effetto ex tunc della ratifica escludendovi i pagamenti effettuati dalla cessazione della posizione di accomandatario in capo a Caio fino alla data della dichiarazione di assunzione delle obbligazioni contratte dalla società da parte del nuovo accomandatario.". Ai fini della disamina del caso concreto prospettato, bisogna tenere a mente che:

-    la Banca ha avuto conoscenza del cambiamento del socio-accomandatario solo il giorno 12/11/1997, quando si recarono presso quest"ultima Tizio e Caio congiuntamente;

-    Caio, in pari data, rilasciò e sottoscrisse dichiarazione con cui confermò le obbligazione assunte sino a quel momento dalla Società e, di conseguenza, dal predecessore Tizio.

Nota la Cassazione che l"Organo d"Appello – ingiustificatamente – non ha dato rilievo al momento della effettiva conoscenza, rilevando – erroneamente – che la ratifica non poteva riguardare atti emessi in difetto dei poteri di gestione e rappresentanza da parte dell"accomandatario. In realtà, "l"istituto della ratifica ha la specifica finalità di sanare ex tunc il difetto di potere con il quale sono stati eseguiti atti di disposizione da parte del falsus procurator inerenti alla sfera giuridica del rappresentato.".

Si deve sottolineare, tra l"altro, che la natura di "ratifica" della dichiarazione da parte di Caio non è in questa sede neanche messa in discussione, poiché già l"Appello le attribuiva tale qualifica – salvo farne discendere conseguenze giuridicamente incompatibili con la disciplina dell"istituto e con la legge. Difatti, "dall"esame della sentenza impugnata (in Appello n.d.r.), inequivocamente emerge la qualificazione giuridica in termini di ratifica dell"impegno del nuovo accomandatario in ordine alle obbligazioni assunte dal precedente, nella medesima qualità.". Di conseguenza, la limitazione dell"efficacia temporale di tale ratifica alle sole obbligazioni successive alla comunicazione alla Banca costituisce una palese violazione della disciplina normativa della ratifica. Le disposizioni degli artt.1398 e 1399 c.c. non consento di aderire all"assunto della Corte d"Appello, dal momento che "la finalità della dichiarazione di volontà espressa della ratifica è specificatamente finalizzata a sanare ex tunc gli atti compiuti dal falsus procurator ovvero da colui il quale, come nella fattispecie, abbia agito nella "qualità" di rappresentante ma in difetto del potere conferitogli dal rappresentato.".

Nel caso de quo, la Cassazione ha ribadito un concetto già fatto proprio in altre pronunce: "Il negozio compiuto dal falsus procurator non è invalido, ma soltando "in itinere", ovvero a formazione successiva, sicché il "dominus" può ratificare e fare propri gli effetti del negozio concluso in suo nome con effetti retroattivi." (conf. Cass. 17 giugno 2010 n.14618; Cass. 28 dicembre 2009 n.27399).

P.Q.M.

Per tali motivi, la S.C. ha cassato la sentenza impugnata e rinviato alla Corte d"Appello in diversa composizione "perché applichi il regime legale della ratifica (artt.1398 e 1399 c.c.) anche in ordine agli effetti sananti ex tunc alla dichiarazione resa dall"accomandatario (…)".

Una bella lezione per la Corte d"Appello.

Luca Leidi

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