Legislazione e Giurisprudenza, Circolazione stradale -  Mazzon Riccardo - 2014-01-10

RC AUTO E DL 145 DESTINAZIONE ITALIA DEL 23 DICEMBRE 2013: RIASSUMENDO - Riccardo MAZZON

L"articolo 8 del Decreto Legge n. 145 del 23 dicembre 2013, denominato "Interventi urgenti di avvio del piano "Destinazione Italia", per il contenimento delle tariffe elettriche e del gas, per la riduzione dei premi RC-auto, per l'internazionalizzazione, lo sviluppo e la digitalizzazione delle imprese, nonché misure per la realizzazione di opere pubbliche ed EXPO 2015", in Gazzetta Ufficiale n. 300 di pari data, ed entrato in vigore il 24 dicembre 2013, ha apportato alcune innovazioni nella materia della RC-auto, innovazioni che, peraltro, trattano eminentemente materia processuale ed assicurativa; in particolare, viene modificato il Codice delle assicurazioni private, con lo scopo precipuo e dichiarato di calmierare i premi RC-auto, intervenendo anche in ordine all"identificazione dei testimoni presenti sul luogo di accadimento dell'incidente, identificazione che deve risultare dalla denuncia di sinistro, prevista dall'articolo 143 del Codice delle Assicurazioni, nonché dalla richiesta di risarcimento, presentata all'impresa di assicurazione ai sensi degli articoli 148 e 149: fatte salve le risultanze contenute in verbali delle autorità di polizia intervenute sul luogo dell'incidente: infatti, l'identificazione dei testimoni avvenuta in un momento successivo comporterà l'inammissibilità della prova testimoniale addotta, a meno che non risulti comprovata l'oggettiva impossibilità della loro tempestiva identificazione.

E" previsto inoltre come, nei processi attivati per l'accertamento della responsabilità e la quantificazione dei danni, il giudice debba verificare l"eventuale ricorrenza dei medesimi testimoni già chiamati in altre cause nel settore dell'infortunistica stradale e, ove dovesse riscontrare, anche avvalendosi dell'archivio integrato   informatico di cui all'articolo 21 del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, la ricorrenza dei medesimi nominativi in più di tre cause negli ultimi cinque anni, egli debba trasmette l'informativa alla Procura della Repubblica, competente per gli ulteriori accertamenti; il principio, ovviamente, non si applica agli ufficiali e agli agenti delle autorità di polizia.

Il decreto prevede altresì, disciplinandone il procedimento e sempre nell"ottica evidenziata, come sia facoltà delle imprese di assicurazione, in alternativa al risarcimento per equivalente - ed in assenza di   responsabilità concorsuale -, il risarcire in forma specifica danni a cose (fornendo idonea garanzia sulle riparazioni effettuate, con una validità non inferiore a due anni per tutte le parti non soggette a usura ordinaria; resta comunque fermo il diritto del danneggiato al risarcimento per equivalente nell'ipotesi in cui il costo della riparazione sia pari o superiore al valore di mercato del bene e, in tali casi, la somma corrisposta a titolo di risarcimento non potrà, comunque, superare il medesimo valore di mercato); il danneggiato, peraltro, anche se diverso dall'assicurato, potrà comunque rifiutare il risarcimento in forma specifica individuando un riparatore differente, rispetto a quello proposto dall"assicurazione; ma, in tal caso, la somma corrisposta a titolo di risarcimento non potrà comunque superare il costo che l'impresa di assicurazione avrebbe sostenuto provvedendo alla riparazione delle   cose danneggiate mediante impresa convenzionata e sarà versata direttamente all'impresa che abbia svolto l'attività di autoriparazione.

Ulteriore previsione facoltizza l'impresa di assicurazione (previa applicazione di una significativa riduzione del premio, a beneficio dell'assicurato) a prevedere, in deroga agli articoli contenuti nel libro quarto, titolo I, capo V, del codice civile, all'atto della stipula   del   contratto   di assicurazione e in occasione delle scadenze successive, che il diritto al risarcimento dei danni derivanti dalla circolazione dei veicoli a motore e dei natanti non sia cedibile a terzi senza il consenso dell'assicuratore tenuto al risarcimento.

Particolari enfasi merita, inoltre, la modifica apportata al secondo comma dell'articolo 2947 del Codice civile, ove è introdotta una particolare figura di decadenza nel senso che, in ogni caso, il danneggiato decadrà dal diritto di risarcimento del danno subito, qualora la richiesta del risarcimento medesimo non venga presentata entro tre mesi dal fatto dannoso, salvo i casi di forza maggiore (cfr., amplius, "Trattario Giuffrè 2014", di imminente pubblicazione).



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