Legislazione e Giurisprudenza, Reato -  Gasparre Annalisa - 2016-02-03

REATI CONTRO LA PERSONA: LE PERCOSSE - Cass. pen. 4272/16 - A.G.

-       spinta l"insegnante per farla entrare in classe

-       risarcimento alla parte civile

violenza privata o percosse?

Anche una spinta che si concreta in energia fisica esercitata con violenza e direttamente sulla persona integra il percuotere.


Corte di Cassazione, sez. V Penale, sentenza 14 settembre 2015 – 2 febbraio 2016, n. 4272 - Presidente Lombardi – Relatore De Bernardinis

Fatto e diritto

Con sentenza in data 3/4/14 il Giudice di Pace di Locri condannava D.A.V., quale responsabile del reato di cui all'art.581 CP (acc. in danno di L.T.) alla pena di €258,00 di multa, oltre al risarcimento del danno, di €500,00, a favore della costituita parte civile.
Avverso tale sentenza proponeva ricorso per cassazione il PG presso la Corte di Appello di Reggio Calabria, deducendo:
1-erronea qualificazione giuridica del fatto; in particolare il requirente riteneva configurabile nella specie l'ipotesi della violenza privata osservando che la persona offesa, insegnante, era stata costretta dall'imputato con una spinta, ad entrare in aula -
Pertanto, il PG riteneva che il Giudice di pace avrebbe dovuto rilevare la propria incompetenza, e disporre la trasmissione degli atti al PM.
Il ricorso risulta inammissibile.
Invero, si rileva in primo luogo che dal testo dei provvedimento impugnato emerge la adeguata valutazione dei presupposti che integrano la fattispecie di percosse, alla stregua di quanto dichiarato in sede dibattimentale sia dalla persona offesa che da altra teste e che tali elementi valgono a confortare l'accusa formulata ai sensi dell'art.581 CP. secondo i principi enunciati da questa Corte secondo cui il termine "percuotere" non è assunto nell'art.581 CP. nel suo significato di battere, colpire, picchiare, bensì in quello più lato comprensivo di ogni violenta manomissione dell'altrui persona fisica, sicchè anche la spinta, concretandosi in un'energia fisica esercitata con violenza e direttamente sulla persona integra il percuotere (v. in tal senso Cass. sez. V del 22/3/1988,n.3764)­
Alla luce di tali rilievi i motivi di ricorso articolati dal PG devono ritenersi inammissibili, in quanto fondati su deduzioni in fatto, che -in assenza di riferimenti ad elementi che il giudice di merito abbia omesso di verificare-tendono alla diversa interpretazione delle risultanze dibattimentali.
Va pertanto dichiarata l'inammissibilità dei ricorso.

P.Q.M.

Dichiara inammissibile il ricorso del PG..



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