Articoli, saggi, Reo, vittima -  Mazzon Riccardo - 2014-03-08

REATI EDILIZI: RESPONSABILITA' DEL PROPRIETARIO DEL FONDO OVE INSISTE IL MANUFATTO ABUSIVO - RM

Uno dei soggetti che con maggior frequenza viene chiamato a rispondere del reato urbanistico-edilizio è, ovviamente, il proprietario del fondo sul quale risulta realizzato l'immobile abusivo o del manufatto nel quale l'abuso è stato effettuato.

Naturalmente, la problematica acquista spessore giuridico quando il proprietario non è anche committente formale dell"opera:

"in tema di reati edilizi, la responsabilità del proprietario, non formalmente committente, del fabbricato demolito e ricostruito con dimensioni maggiori, in difetto delle prescritte autorizzazioni, può dedursi da indizi quali la avvenuta presentazione di una denunzia di inizio di opere di manutenzione ordinaria e la successiva domanda di sanatoria delle opere realizzate" Cass. pen. 5.7.06, sez. III, n. 33487, CP, 2007, 11, 4309 – conforme, nel senso che, in materia di reati edilizi, la responsabilità del proprietario, che non risulti committente o esecutore dei lavori, può ricavarsi da indizi precisi e concordanti, quali l"abitare sul luogo dove si svolge l"attività illecita di costruzione, la assenza di manifestazioni di dissenso, la fruizione dell"opera secondo le norme civilistiche dell"accessione, ed altri comportamenti positivi o negativi valutabili dal giudice, consistenti, ad esempio, nella presentazione della domanda di condono piuttosto che nella presenza sul luogo del fabbricato: Cassazione penale, sez. III, 17/02/2010, n. 11526 C. Riv. giur. edilizia 2010, 3, 1007 - cfr., amplius, "I rapporti di vicinato e le distanze legali: tutela e risarcimento" - Riccardo Mazzon - CEDAM 2013, in Collana SapereDiritto -.

In tali frangenti, infatti, la giurisprudenza deve, necessariamente, recuperare indizi di responsabilità: si tratta di una responsabilità affermata (nei casi in cui il proprietario sia estraneo alla esecuzione delle opere e non le abbia ordinate) non sulla base di un dovere generale di controllo gravante sullo stesso e finalizzato ad impedire qualsiasi realizzazione edilizia ad opera di terzi,

"in tema di costruzione abusiva, il proprietario del terreno sul quale sono stati eseguiti i lavori non è responsabile del reato di cui all'art. 44 d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 (testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia), che ha sostituito l'art. 20 l. 28 febbraio 1985, n. 47, per la sola qualità rivestita, ma occorre quantomeno la sua piena consapevolezza dell'esecuzione delle opere da parte del coimputato, nonché il suo consenso anche implicito o tacito, in relazione all'attività edilizia posta in essere" Cass. pen. 1.10.03, sez. III, n. 44160, CP, 2004, 4198

bensì in presenza di situazioni e comportamenti, che possono assumere sia forma positiva che negativa, dai quali ricavare elementi integrativi della colpa, anche a livello di compartecipazione, anche solo morale (nella pronuncia che segue, ad esempio, la Corte ha ulteriormente precisato proprio che il giudice deve verificare l'esistenza di comportamenti, che possono assumere sia forma positiva che negativa, dai quali si possa ricavare una compartecipazione anche solo morale nella altrui condotta illecita),

"in tema di costruzione edilizia abusiva, il proprietario non formalmente committente risponde del reato edilizio, ex artt. 44 d.P.R. n. 380 del 2001 e 110 cod. pen., allorché, a conoscenza dell'assenza del preventivo rilascio del permesso di costruire, abbia fornito un contributo causale che abbia agevolato la edificazione abusiva" Cass. pen. 12.1.07, sez. III, n. 8667, CEDCP, 2007, 236081

alla esecuzione dell'opera abusiva; elementi integrativi che possono consistere nel fatto che destinatario finale secondo le norme civilistiche dell'accessione è il proprietario dell'area (nella fattispecie che segue è stato ritenuto elemento indiziario sufficiente, in mancanza di ogni altra contraria risultanza probatoria, l'interesse del proprietario del suolo alla realizzazione del manufatto ivi esistente, pure allo stesso appartenente in virtù della disciplina civilistica dell'accessione),

"in tema di reati edilizi, la responsabilità del proprietario per la realizzazione di costruzione abusiva può essere ricostruita sulla base di indizi e presunzioni gravi, precise e concordanti, desumibili dalla disponibilità giuridica e di fatto del suolo" Cass. pen. 24.5.07, sez. III, n. 35376, CEDCP, 2008, 237405

nel rilievo che esecutore e/o committente sia stato un soggetto in rapporto di convivenza con il predetto,

"in materia edilizia, ai fini della configurabilità della responsabilità del proprietario del fondo sul quale risulta realizzato un manufatto abusivo, può tenersi conto non soltanto della piena disponibilità, giuridica e di fatto, del suolo e dell'interesse specifico ad effettuare la nuova costruzione (in applicazione del principio del "cui prodest"), ma altresì dei rapporti di parentela o di affinità tra esecutore dell'opera abusiva e proprietario, dell'eventuale presenza in loco di quest'ultimo, dello svolgimento di attività di materiale vigilanza dell'esecuzione dei lavori, della richiesta di provvedimenti abilitativi successivi, del regime patrimoniale dei coniugi, e complessivamente di tutte quelle situazioni e comportamenti, sia positivi che negativi, da cui possano trarsi elementi integrativi della colpa e prove di una compartecipazione, anche solo morale, all'esecuzione delle opere da parte del proprietario" Cass. pen. 8.10.04, sez. III, n. 216, CP, 2006, 7-8, 2582 - conforme, nel senso che in materia di reati edilizi, la responsabilità del comproprietario, qualora questi non risulti committente o esecutore dei lavori, non può essere fondata solo sul generico riferimento all'anzidetta qualità soggettiva, ma deve essere desunta da indizi precisi e concordanti, quali l'accertamento della concreta situazione in cui è stata svolta l'edificazione abusiva, i rapporti di parentela con l'esecutore dell'opera, ovvero il committente o il proprietario: Cassazione penale, sez. III, 24/10/2008, n. 42892 I. Guida al diritto 2008, 49, 88 (s.m.)

nella destinazione dell'opera ad esigenze familiari, nella presenza in loco del proprietario, nello svolgimento di materiale vigilanza dell'esecuzione dei lavori,

"in tema di violazioni edilizie, al fine di configurare la responsabilità del proprietario di un'area per la realizzazione di una costruzione abusiva è necessaria la sussistenza di elementi in base ai quali possa, ragionevolmente presumersi che questi abbia concorso, anche solo moralmente, con il committente o l'esecutore dei lavori, tenendo conto della piena disponibilità giuridica e di fatto del suolo e dell'interesse specifico ad effettuare la nuova costruzione, così come dei rapporti di parentela o affinità tra terzo e proprietario, della sua eventuale presenza in loco, dello svolgimento di attività di vigilanza dell'esecuzione dei lavori, della richiesta di provvedimenti abilitativi in sanatoria, del regime patrimoniale dei coniugi, ovvero di tutte quelle situazioni e comportamenti positivi o negativi dai quali possano trarsi elementi integrativi della colpa" Cass. pen. 12.4.05, sez. III, n. 26121, CP, 2006, 9, 2937 – conforme, nel senso che la qualità di proprietario del terreno può giustificare la condanna per l'abuso edilizio solo se accompagnata ad altri indizi di colpevolezza concordanti, quali la presenza sul cantiere, la sottoscrizione di domande per la sanatoria, il rapporto coniugale o di convivenza con il committente dell'opera, l'occupazione o comunque il godimento dell'immobile abusivo, e simili. (Da queste premesse, la Corte ha annullato con rinvio, per difetto di motivazione, la sentenza di condanna che aveva affermato la responsabilità dell'imputato solo "in quanto proprietario del terreno su cui le opere erano state realizzate": Cassazione penale, sez. III, 02/12/2008, n. 5496 V. Guida al diritto 2009, 13, 91 (s.m.)

nella richiesta di provvedimenti abilitativi anche in sanatoria ovvero forme di consenso anche tacite:

"in tema di reati edilizi, la responsabilità del proprietario del fondo sul quale risulta realizzato l'immobile abusivo, o del manufatto nel quale l'abuso è stato effettuato può dedursi da indizi precisi e concordanti quali la qualità di coniuge del committente, la presentazione di istanze per la realizzazione di opere edilizie di portata di gran lunga minori di quelle realizzate, la presenza in loco all'atto dell'accertamento" Cass. pen. 13.7.05, sez. III, n. 32856, CED, 2005, RV232200 – si confronti anche la seguente, laddove la responsabilità del proprietario del fondo, che non risulti formalmente committente, per la realizzazione di una costruzione abusiva può dedursi da indizi gravi, precisi e concordanti tra i quali assumono rilievo, come elementi indicativi di un contributo soggettivo all'abusiva edificazione, la presenza "in loco" all'atto dell'accertamento e i rapporti di parentela con il beneficiario dell'opera: Cassazione penale, sez. fer., 09/09/2008, n. 38375 G. Guida al diritto 2008, 45, 82 (s.m.).



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