Varie, Ingresso, soggiorno -  Centonze Salvatore - 2014-02-19

Reato di clandestinità e speciale tenuità del fatto

G.d.P. Lecce, 10.2.2014 "REATO DI CLANDESTINITA' E SPECIALE TENUITA' DEL FATTO" S.C.

Interessante e coraggiosa sentenza del dr. Cosimo Rochira, giudice di pace di Lecce già noto per aver avere in passato sollevato - tra i primi - dubbi di legittimità costituzionale dell'art. 10 bis t.t. imm. innanzi alla Corte costituzionale e dubbi sulla compatabilità della norna con la direttiva sui rimpatri innanzi alla Corte di giustizia europea.

Questa volta si inserisce nel solco della sentenza costituzionale del 5 luglio 2010, n. 250, per affermare che la occasionalità della condotta, unita alla mancanza di precedenti penali o di fatti di particolare allarme sociale, può giustificare la speciale tenuità del fatto e quindi l'assoluzione dello straniero.

N.R.1070/2012 R. G. G. di P. N.R. 85/12 R.G.N.R.

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

UFFICIO DEL GIUDICE DI PACE DI LECCE

Il Giudice di Pace avv. Cosimo ROCHIRA

HA PRONUNCIATO LA SEGUENTE

SENTENZA

Nei confronti di:

J. S. M., nato a New Delhi (India) il ######

Elettivamente domiciliato in Lecce presso  lo studio del loro difensore di ufficio  avv.to #####

IMPUTATO

Della contravvenzione di cui all'art.10.bis del D.Lgs nr.286/1998 per avere, quale cittadino stranierio, fatto ingresso ed essersi trattenuto nel territorio dello Stato in violazione delle disposizioni del medesimo decreto legislativo e dell'art. 1 della legge nr. 68/2007 essendo privo di valido titolo di soggiorno.

Reato commesso in Lecce il 19.4.2012

Con l'intervento del P.M. Dott. G. Lefons

*********

Le parti concludevano come segue:

Il Pubblico Ministero chiedeva: Non doversi procedere per tenuità del fatto.

Il  difensore  dell' imputato si associava.

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

Con atto del  17.5.2012 la Procura della Repubblica di Lecce, autorizzava la presentazione immediata dell' imputato dinanzi a questo Giudice di Pace per il reato di cui al capo di imputazione.

All'udienza del 4.7.2012 il procuratore dell'imputato chiedeva un rinvio in attesa della pronuncia della Corte di Giustizia in merito alle questioni pregiudiziali.

All'udienza  del 10.2.2014 il giudicante acquisiva il permesso di soggiorno rilasciato dalla Questura di Lecce all'imputato per motivi di giustizia, e  sentite le conclusioni come in epigrafe, leggeva il dispositivo in udienza.

MOTIVAZIONE

All'esito dell'istruzione dibattimentale è emerso che l' imputato J S M in data 16.5.2012 presentava denuncia-querela presso la Procura della Repubblica di Lecce nei confronti   dei propri   datori di lavoro,  per sfruttamento lavorativo;  in data

19.4.2012 veniva fermato da agenti della Polizia sprovvisto di valido titolo di soggiorno, e veniva sottoposto a rilievi decadattiloscopici.

Dall'esame del teste risulta che l' imputato non ha opposta resistenza, trattandosi di soggetto tranquillo e sereno e non risultano precedenti penali a suo carico.

Il reato in questione è un reato permanente, per cui il fatto è unico e può essere applicato l'art. 34 del D.D.Lgs nr.28/8/2000 n.274.

L'applicabilità di detto istituto è stata riconosciuta dalla Corte Costituzionale con sentenza n.250/2010 e n.321/2010, nonché  dalla Corte di  Cassazione I  Sezione   Penale N.13412 del 1.4.2011, naturalmente rimane subordinata alla concorrente sussistenza di alcuni requisiti,  quali l'esiguità dell'offesa all'interesse tutelato; l'occasionalità della violazione; il ridotto grado di colpevolezza; il pregiudizio che il procedimento penale è idoneo ad arrecare alle esigenze di lavoro, di studio, di famiglia o di salute dell'imputato, nonché la mancata conoscenza da parte dello straniero, della illecità della condotta e della sua sanzione penale prevista dall'art.10-bis.

Nella fattispecie peculiare sussistono, infatti, i requisiti oggettivi, quelli soggettivi nonchè la volontà non ostativa della parte offesa e dell' imputato.

L'esiguità dell'offesa all'interesse tutelato è stata già qualificata dal legislatore prevedendo solo una pena pecuniaria per detta contravvenzione; inoltre l'esperienza fin qui aquisita dimostra che l'art.10-bis si è rivelato, per un verso inutile, perchè nessuna ammenda  irrogata è stata versata dal condannato, per un altro verso inutile ed estremamente costoso, perché i provvedimenti amministrativi previsti dalla normativa sull'immigrazione sono già adottati tempestivamente. L'esiguità del danno o del pericolo che è derivato dall'odierno imputato è così basso da integrare il criterio di particolare tenuità e da escludere la procedibilità dell'azione penale.

L'occasionalità della violazione è provata in atti sia perché l' imputato é stato fermato per la prima volta, sia perché allo stesso non è stato mai  irrogato  un provvedimento di espulsione.

Il ridotto grado di colpevolezza è provato innanzitutto dalla nazionalità dell' imputato, privo di tutela dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali,  dalla sua situazione di emarginazione sociale ed economica.

Infine incide notevolmente anche la mancata conoscenza  inevitabile da parte dello straniero, della illecità della condotta e della sua sanzione penale prevista dall'art.10-bis, come per la fattispecie de qua, anche alla luce della sentenza della Corte Costituzionale n.364 del 24.3.1988 che esclude la punibilià quando l'ignoranza della legge penale è inevitabile.

La disciplina prevista dall'art.10-bis, più volte rivisitata dalla Corte Costituzionale e dalla Corte Europea per sospetti dubbi e per quesiti interpretativi in parte fugati, sospettata di irragionevolezza, comunque di inefficacia, ignorata anche da intellettuali italiani, come potrebbe mai essere conosciuta da uno straniero ed in particolare dall' odierno imputato.

Infine si deve rilevare che una eventuale condanna dell' imputato comporterebbe grave pregiudizio per le sue esigenze di integrazione lavorativa, di salute, di famiglia e di studio.

P. Q. M.

Il Giudice di Pace di Lecce,

visto l'art. 34 del D.D.Lgs nr.28/8/2000 n.274

dichiara

non doversi procedere nei confronti dell' imputato  per il reato di cui all'art. 10 bis D.Lgs nr.286/1998,  perché il fatto è di particolare tenuità.

Lecce 10.2.2014

Il Giudice di Pace

Avv. Cosimo ROCHIRA



Autore

immagine A3M

Visite, contatti P&D

Nel mese di agosto 2020 Persona & Danno ha registrato oltre 241.000 visite.

Articoli correlati