Legislazione e Giurisprudenza, Reato -  Bernicchi Francesco Maria - 2015-03-09

REATO DI MALTRATTAMENTI E ASSORBIMENTO DI ALTRE FATTISPECIE - Cass. Pen. 5300/15 - F.M. BERNICCHI

Diritto penale

Reato di maltrattamenti e fattispecie oggettiva

Il reato di maltrattamenti, chiarisce la Corte Suprema, può assorbire alcuni reati in dipendenza dalla diversa obiettività giuridica dei reati medesimi

Si prende in esame una recentissima sentenza della Corte di Cassazione (Sezione VI penale n. 5300/2015) con la quale la Suprema Corte si occupa del reato di cui all"articolo 572 "maltrattamenti in famiglia" e, in particolare, il rapporto tra questo e i reati di estorsione, percosse, lesioni e minacce.

Il fatto, in breve:  la Corte d'appello di Catania, con sentenza del 12/11/2013, in parziale riforma del provvedimento del Tribunale di quella città - sezione distaccata di Adrano - confermava la condanna pronunciata con provvedimento del 11/04/2012 nei confronti di G.I. in relazione al reato di cui all'art. 572 cod. pen., rideterminando così la pena in anni due e mesi quattro di reclusione.

Proponeva ricorso l"Avv.to denunciando, per quanto ci interessa, violazione di cui all'art. 606 c.p.p., comma 1, lett. b) ed e) sull'identificazione degli elementi costitutivi del reato ritenuto, individuabile nell'abitualità, oltre che vizio di motivazione quanto ai rilievi formulati nel gravame di merito, in relazione ai quali la Corte si è limitata ad un richiamo alla pronuncia di primo grado, ed ha svolto un riferimento generico alle sue risultanze, senza argomentare riguardo alle conclusioni giuridiche dalle stesse desumibili.

I giudici di Piazza Cavour considerano il ricorso  inammissibile per genericità.

In particolare, vi è da fare un riferimento all"impugnazione della condanna per il delitto di lesioni per violazione di legge, reato in relazione al quale in appello era stato richiesto solo l'accertamento di improcedibilità, per difetto di querela. Contrariamente a quanto eccepito in ricorso si deve rilevare che, per costante giurisprudenza "Il reato di maltrattamenti in famiglia assorbe i delitti di percosse e minacce anche gravi, ma non quelli di lesioni, danneggiamento ed estorsione, attesa la diversa obiettività giuridica dei reati" (da ultimo Sez. 2, n. 15571 del 13/12/2012 - dep. 04/04/2013, Di Blasi, Rv. 255780), principio pacifico rispetto al quale l'opposta deduzione risulta manifestamente infondata, oltre che inammissibile ai sensi dell'art. 606 c.p.p., comma 3 risultando assente la sua deduzione nel giudizio d'appello.

P.Q.M.

Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di Euro 1.000 in favore della Cassa delle ammende nonchè a rifondere le spese sostenute dalla parte civile, che si liquida in Euro 3.000, oltre IVA e CPA. Così deciso in Roma, il 21 gennaio 2015.

Depositato in Cancelleria il 4 febbraio 2015



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