Legislazione e Giurisprudenza, Reato -  Bernicchi Francesco Maria - 2014-04-29

REATO DI OLTRAGGIO E PRESENZA DI PIÙ PERSONE - Cass. Pen. 17688/14 - Francesco M. BERNICCHI

Si prende in considerazione una recentissima sentenza della Corte di Cassazione (sez. VI Penale, sentenza 16 – 23 aprile 2014, n. 17688) relativa al tema del reato di oltraggio ex art. 341 bis e suoi elementi essenziali.

Il fatto, in breve: la Corte d'appello di Trieste con sentenza del 16.7.2013 confermava la condanna a carico di G.C., per i reati di oltraggio ex art. 341-bis c.p. e rifiuto delle indicazioni sulla proprie generalità come già deciso dal Tribunale di Udine - Sez. distaccata di Cividale del Friuli in data 8.3.2011.

Ricorreva per cassazione l'imputato che, per il tramite del suo legale, enunciava quattro motivi, di cui uno, segnatamente, ci interessa: violazione dell'art. 341-bis c.p. e vizi alternativi della motivazione, sui punti del compimento in essere di attività riconducibile a funzioni di ufficio e della presenza di più persone.

I giudici considerano fondato il ricorso e, per quanto concerne il motivo che si è descritto, così decidono: la Corte di appello non ha affrontato specificamente il punto della presenza di più persone mentre C. rivolgeva ai due appartenenti alla polizia municipale le espressioni di spregio.

Tuttavia, per quanto concerne la fattispecie concreta e per quanto risulta dalle sentenze di merito, emergono tre circostanze: si era sulla pubblica via ed era in svolgimento un servizio di controllo della viabilità, gli operanti avevano appena terminato un controllo, la condotta dell'imputato è continuata a lungo nel tempo.

Da tali elementi, ed in assenza di specifico motivato apprezzamento sul punto (determinante, vertendo su un elemento costitutivo dei delitto ritenuto in appello), non può evincersi comunque, allo stato, la ragionevole certezza che altre persone, diverse dai tre protagonisti, abbiano assistito alla vicenda, percependo le espressioni rivolte dall'imputato alle persone offese.

Si impone pertanto l'annullamento con rinvio ad altra sezione della Corte d'appello di Trieste per nuovo giudizio sul capo A (ed eventuale rideterminazione della pena per il reato di cui al capo B, ove resa necessaria dall'esito del nuovo giudizio).
P.Q.M.

Annulla la sentenza impugnata e rinvia ad altra sezione della Corte d'appello di Trieste per nuovo giudizio.



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