Legislazione e Giurisprudenza, Reato -  Bernicchi Francesco Maria - 2014-10-07

REATO DI STALKING E MINACCIA: RAPPORTO TRA REATI - Cass. Pen. 41182/14 - F.M. BERNICCHI

Si prende in esame una recentissima sentenza della Corte di Cassazione (sez. V Penale, sentenza 10 luglio – 3 ottobre 2014, n. 41182) in materia di rapporto tra reati e, in particolare, quello di minaccia e quello di atti persecutori, quest"ultimo previsto e disciplinato dall"articolo 612 c.p.

Il fatto, in breve: la Corte di Appello di Brescia in data 21/01/2013, confermando una decisione del Tribunale di Mantova, condannava a pena di giustizia S.P. per atti persecutori nei confronti di M.M. e M.G., minorenne (capo a), per minaccia aggravata continuata nei confronti M.M., M.G., M.D. e R.M. (capo c), nonché per ingiuria continuata nei confronti di M.M. e M.G. (capo d), oltre al risarcimento dei danni patiti dalle parti civili costituite M.M. e M.G.

Contro tale sentenza la parte proponeva ricorso per Cassazione lamentando due motivi e, in particolare, per quanto ci interessa si doleva del fatto che non era stata fornita risposta al motivo, già formulato in appello, circa l'assorbimento dei reati di minaccia e ingiuria in quello di "atti persecutori".

Il ricorso, per i giudici di Piazza Cavour, merita accoglimento per i motivi di seguito esposti: il reato di atti persecutori è integrato da "minacce" o "molestie" reiterate che determinino le conseguenze descritte dall'art. 612/bis cod. pen..

"Le minacce rientrano, quindi, a pieno titolo, tra gli elementi qualificanti della fattispecie, sub specie di elemento materiale del reato, sicché non possono essere addebitate due volte al loro autore. Il reato di cui al capo C) resta assorbito, quindi, in quello di cui al capo A), per cui la sentenza va annullata nella parte ad esso relativa. Non possono ritenersi comprese nel reato di atti persecutori, invece, le ingiurie, che sono estranee all'elemento materiale della fattispecie delineata dall'art. 612/bis cod. pen. e, per la loro incidenza su un bene della vita diverso da quello contemplato da quest'ultima norma (vale a dire, l'onore), ben possono concorrere col reato di atti persecutori."
Di conseguenza, la pena irrogata dal giudice di merito di anni uno e mesi quattro di reclusione va ridotta ad anni uno e mesi tre di reclusione, per effetto della eliminazione della pena di un mese di reclusione che è stata disposta in aumento, a titolo di continuazione, per le minacce.

P.Q.M.

Annulla la sentenza impugnata limitatamente al reato di minaccia di cui al capo C) per essere il medesimo assorbito in quello di atti persecutori di cui al capo A) con eliminazione della relativa pena di mesi uno di reclusione. Rigetta nel resto il ricorso



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