Legislazione e Giurisprudenza, Urbanistica, edilizia -  Mazzon Riccardo - 2014-02-08

REATO URBANISTICO E CAUSE DI GIUSTIFICAZIONE: INEVITABILITA' DEL PERICOLO? - Riccardo MAZZON

Perché operi la scriminante di cui all"art. 54 c.p. è necessario che sussistano tutti i requisiti legalmente previsti relativi, da un lato, alla situazione necessitante (l"attualità del pericolo, la non volontaria causazione del pericolo, l"inevitabilità del pericolo, danno grave alla persona) e, dall"altro, al fatto necessitato (la costrizione, la proporzionalità).

Le maggiori applicazioni in tema di inevitabilità del pericolo si riscontrano in materia urbanistica - cfr., amplius, "I rapporti di vicinato e le distanze legali: tutela e risarcimento" - Riccardo Mazzon - CEDAM 2013, in Collana SapereDiritto; c.f.r. anche, dello stesso autore, Le Cause di Giustificazione, CEDAM 2006 - ove spesso il reato di costruzione abusiva è stato considerato scriminate dall"inevitabilità di sopperire altrimenti a variegate esigenze di sopravvivenza e cura:

"in tema di operatività dello stato di necessità con riferimento al reato di costruzione abusiva, pur dovendosi ritenere corretta una interpretazione di tale scriminante che si riferisca alla esigenza di un alloggio salubre ed idoneo a garantire condizioni abitative minime essenziali, occorre potere escludere in modo assoluto la sussistenza di ogni altra concreta possibilità, priva di disvalore penale, di evitare il danno" Cass. Pen. 6.10.00, n. 12429, CP, 2001, 3163.

Così, in caso di soccorso del figlio malato e costruzioni in muratura di circa 40 mq:

"è ravvisabile la scriminante prevista dall'art. 54 c.p. in relazione all'imputazione ex art. 20 lett. b) l. n. 47 del 1985 - ascritta in concorso al padre, committente, e al figlio, proprietario del suolo nell'ipotesi di costruzione eseguita nei limiti strettamente indispensabili al fine di alloggiarvi chi si trovi in condizioni psicofisiche tali da non consentire concretamente altra soluzione compatibile con le sue attuali esigenze di sopravvivenza e cura (nella specie, trattavasi di manufatto in muratura, di circa 40 mq., costruito su terreno del figlio del malato, affinché questi - affetto da meloma multiplo e nell'impossibilità di deambulare autonomamente - vi potesse abitare)" Trib. Catania 26.3.03, GM, 2003, 1808.

Sempre in materia urbanistica è stata esclusa l"inevitabilità:

-          quando esista la possibilità concreta di soddisfare il bisogno attraverso il mercato e lo stato sociale:

"in tema di costruzione abusiva, il pericolo di restare senza abitazione è evitabile, e quindi la scriminante dello stato di necessità non è applicabile, quando esista la possibilità concreta (non essendo sufficiente quella meramente astratta) di soddisfare il bisogno essenziale dell'abitazione attraverso i meccanismi del mercato e dello stato sociale. In tema di operatività dello stato di necessità (art. 54 c.p.) con riferimento al reato di costruzione abusiva - premesso che per danno grave alla persona deve intendersi ogni danno grave ai suoi diritti fondamentali, ivi compreso quello all'abitazione - va tuttavia affermato che la scriminante non opera quando il pericolo di restare senza abitazione è evitabile, e cioè quando esiste la possibilità di soddisfare la necessità attraverso i meccanismi del mercato o dello stato sociale. (Ha inoltre precisato la Corte che comunque occorre che il fatto commesso sia proporzionale al pericolo e che l'imputato che invoca la causa di giustificazione ha l'onere di allegare tutti gli elementi concreti che configurano la sussistenza della scriminante)" Cass. Pen. 1.10.97, n. 11030, CP, 1998, 3085;

-          quando comunque con altri mezzi si possa evitare il danno:

"la esimente dello stato di necessità postula il pericolo grave ed imminente di danno alla persona, di intensità tale che non possa essere evitato se non ricorrendo all'illecito penale, ragione per cui la costrizione a violare la legge viene a mancare tutte le volte che con altri mezzi si possa ottenere quanto è indispensabile per evitare quel danno. (Nella specie l'imputato aveva invocata la esimente "de qua" in relazione alla contravvenzione di cui all'art. 221 t.u. leggi sanitarie, assumendo di aver abitato in un immobile privo della licenza di abitabilità perché spintovi dalla necessità)" Cass. Pen. 6.5.83, GP, 1984, II,2;

-          quando esistono comunque concrete alternative:

"l'esimente di cui all'art. 54 c.p. richiede per la sua configurabilità non solo la concreta, accertata esistenza di un pericolo grave "alla persona", bensì pure che tale situazione di pericolo, ancorché relativa all'alimentazione, alle cure mediche, ecc., abbia tale carattere di indilazionalità e cogenza da non lasciare all'agente altra alternativa che quella di violare la legge. (Nella specie è stata esclusa l'applicabilità della esimente dello stato di necessità in relazione ad una costruzione abusiva eseguita in zona vincolata a parco pubblico)" Cass. Pen. 2.3.81, CP, 1982, 975.



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