Legislazione e Giurisprudenza, Generalità, varie -  Santuari Alceste - 2015-05-04

REGIONE LIGURIA: UNA LEGGE SULLE COOPERATIVE DI COMUNITA – Alceste SANTUARI

Le Regioni possono legiferare al fine di incentivare l"azione dei corpi intermedi

La Regione Liguria ha disciplinato le cooperative di comunità

Attraverso di esse si punta a valorizzare le risorse umane e sociali e ad aumentare la coesione sociale del territorio

Con la legge 7 aprile 2015, n. 14, recante "Azioni regionali a sostengo delle cooperative di comunità", la Regione Liguria è intervenuta a finalizzare l"azione del movimento cooperativo nella direzione di rafforzarne il ruolo. Nello specifico (art. 1), la legge in parola riconosce il ruolo e la funzione delle cooperative di comunità quale strumento di sviluppo dell"economia civile, basato su crescita, innovazione e qualità (per approfondire il tema delle cooperative di comunità si veda un recente rapporto di ricerca curato dalla prof.ssa Federica Bandini dell"Università di Bologna).

La Regione, che interviene "in assenza di norme nazionali" che riconoscano questa tipologia di cooperazione, intende disciplinare una forma di cooperativa mutualistica che ha per "scopo il rafforzamento del tessuto sociale ed economico delle comunità interessate" (art. 2, comma 1). Il medesimo comma riconosce che le cooperative di comunità sono orientate a creare occasioni di lavoro, nuove opportunità di reddito e, in particolare, alla produzione e la gestione di beni e servizi rivolti prioritariamente alla fruizione piena dei diritti di cittadinanza e al soddisfacimento dei bisogni dei cittadini che vi appartengono. Le cooperative di comunità, qualora acquistino la denominazione di "cooperative sociali", vengono iscritte nel Registro regionale del Terzo settore ex l.r. 42/2012.

Ma quale forma giuridica presentano le cooperative di comunità? Possono essere costituite in forma di cooperative di produzione e lavoro, di supporto, di utenza, sociali o miste in ragione dello scopo mutualistico che le caratterizza (art. 2, comma 3).

Per quanto riguarda gli aspetti formali, esse si costituiscono ai sensi degli artt. 2511 e ss. del codice civile e sono iscritte all"albo delle cooperative di cui all"art. 2512 c.c. e 233-sexiesdecies delle disp. att. Cod. civ. (art. 2, comma 2).

L"art. 3 disciplina le categorie di soci: soci lavoratori, soci utenti e soci finanziari (comma 1), che possono essere:

a) le persone fisiche;

b) le persone giuridiche;

c) le organizzazioni del Terzo Settore definite dal Titolo II della L.R. n. 42/2012 e successive modificazioni e integrazioni;

d) gli enti locali, sul cui territorio opera la cooperativa di comunità

e) altri enti pubblici.

La legge, allo scopo di identificare con precisione la mission delle cooperative di comunità, stabilisce che le stesse possono predisporre progetti integrati che riguardano, in tutto o in parte, le seguenti attività, riferite alle comunità interessate (art. 4):

a) valorizzazione dei beni comuni, culturali e ambientali;

b) cura e valorizzazione dell'ecosistema comunitario;

c) difesa e valorizzazione delle tradizioni tipiche territoriali;

d) valorizzazione delle risorse umane;

e) produzione e gestione di servizi finalizzati all'utilizzo degli stessi da parte degli appartenenti alla comunità;

f) promozione e produzione delle peculiarità locali tipiche;

g) promozione e sviluppo di attività produttive ed economiche;

h) promozione di nuova occupazione.

A garanzia e tutela della cooperativa, dei soci e dei lavoratori, la legge regione prevede che dovrà essere indicata la tipologia, la durata e l'oggetto dei contratti nonché il numero delle unità di personale dedicate al medesimo.

Le cooperative di comunità possono predisporre e realizzare i progetti integrati con il supporto e l'intervento degli enti pubblici, a partire dagli enti locali nel cui territorio hanno sede le cooperative di comunità. In questi casi, la Regione, per agevolare l'attività delle cooperative medesime, predispone schemi di convenzione-tipo, riguardanti i rapporti fra le cooperative di comunità e le amministrazioni pubbliche coinvolte (art. 4, comma 3). Viene pertanto confermato il tradizionale e radicato strumento della convenzione "diretta" quale modalità di partnership istituzionale tra l"ente pubblico e le cooperative di comunità, così come avviene nel comparto delle società cooperative sociali.

La Regione, inoltre, in funzione di sostegno dell'attività delle cooperative di comunità, attraverso contributi destinati alla realizzazione dei progetti integrati: essi possono consistere in finanziamenti agevolati, contributi in conto capitale e incentivi alla creazione di nuova occupazione, in relazione al contenuto del progetto integrato (art. 5, commi 1 e 2).

In un momento in cui il movimento delle cooperative, comprese quelle sociali, vive momenti difficili non soltanto a causa delle note riduzioni dei finanziamenti pubblici, ma anche a cause degli episodi di corruzione in cui esse sono rimaste coinvolte, la legge della Regione Liguria può segnare un punto positivo sulla strada del rilancio della causa mutualistica.



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