Legislazione e Giurisprudenza, Servizi sociosanitari, volontariato -  Santuari Alceste - 2015-08-27

REGIONE VENETO: PDL DI RIFORMA DELLE IPAB (DECIMA PARTE) – Alceste SANTUARI

La legge 328/2000 e il d.lgs. 207/2001 avevano delegato le Regioni ad attuare la riforma delle IPAB

Molte regioni in questo decennio hanno legiferato in materia

La Regione Veneto, dopo molti tentativi, ri-avvia il percorso di trasformazione

Con il progetto di legge n. 25 presentato alla Presidenza del Consiglio Regione del Veneto in data 26 giugno 2015, dal consigliere Luca Zaia (Presidente della Giunta Regionale), la Regione riprende l"iniziativa legislativa in materia di trasformazione delle IPAB. Persona e Danno intende seguire l"iter di discussione e di approvazione del progetto di legge in parola, continuando con l"analisi degli articoli 13 e 14 della proposta.

L"art. 13 è dedicato al tema delle fusioni e dei raggruppamenti delle APSP. Il comma 1 prevede che sia la Regione, "in considerazione dell"affinità territoriale", a promuovere la fusione e il raggruppamento delle APSP, per tale scopo stabilendo anche incentivi di natura finanziaria.

La fusione tra APSP può realizzarsi a mezzo di a) costituzione di una nuova APSP o b) incorporazione di una APSP in un"altra. In entrambi i casi, lo statuto della nuova Azienda dovrà prevedere il rispetto delle finalità statutarie individuate dal/i fondatore/i (comma 2).

Alternativamente alla fusione, il comma 3 prevede una forma "soft" di integrazione orizzontale tra APSP, segnatamente, il raggruppamento. Esso consiste nella condivisione tra più APSP di un unico consiglio di amministrazione, che dovranno prevedere un unico statuto che dovrà prevalere sugli statuti delle singole Aziende, al fine di permettere un più efficace coordinamento del personale e dei servizi istituzionali e strumentali. Dai documenti contabili del raggruppamento si dovrà inferire l"andamento gestionale delle singole strutture raggruppate.

Come già ribadito in altri articoli della proposta in esame, il comma 4 indica la ragione che deve sostenere i processi di fusione e di raggruppamento: tale processi devono essere finalizzati a conseguire obiettivi di razionalizzazione dei costi e ad una maggiore efficienza dei servizi offerti.

Si ricorda che le modalità per la fusione e il raggruppamento dovranno essere disciplinate da apposita deliberazione della Giunta regionale (comma 5).

Fusioni e raggruppamenti, indubbiamente, laddove opportunamente analizzati e contestualizzati, possono rappresentare un"opportunità per le APSP interessate, sia da un punto di vista della capacità di rafforzare l"offerta di servizi alla persona sul territorio sia sul fronte delle possibilità di realizzare positive e virtuose sperimentazioni gestionali. Interessante la previsione riguardante il "raggruppamento" che potrebbe invero, se giudicata quale esperienza positiva dalle istituzioni coinvolte, aprire la strada per una successiva fusione. Si tratta di processi che necessariamente dovranno raccordarsi con l"organizzazione delle funzioni associate da parte dei comuni e del livello di integrazione socio-sanitaria che prevede un confronto e un dialogo anche di natura organizzativa tra comuni medesimi e aziende sanitarie locali.

L"art. 14 è invece relativo ai processi di liquidazione e di estinzione delle APSP. Al ricorrere delle condizioni stabilite nell"art. 2, comma 4, lett. c), d) e e), e salvo quanto stabilito dal comma 5 dell"art. 2, la Giunta regionale, sia su richiesta dell"APSP interessata ovvero anche d"ufficio, dispone la messa in liquidazione dell"Azienda. All"uopo nominerà un commissario liquidatore con il compito di accertare la cessazione dell"IPAB. Al personale ancora in servizio all"atto della liquidazione, la proposta prevede l"applicazione delle disposizioni contenute negli artt. 33 e 34 d. lgs. n. 165/2001 (comma 2).

Il commissario, una volta dichiarata chiusa la liquidazione, rimette gli atti alla Giunta regionale, la quale dispone l"estinzione dell"APSP e la conseguente devoluzione del patrimonio che eventualmente residui al Fondo di cui all"art. 3 della proposta di legge. Come si è già avuto modo di osservare in occasione del commento dell"art. 3 della proposta in argomento, la previsione del Fondo regionale può in qualche modo "compensare" la definitiva estinzione di strutture e realtà che è bene ricordare vantano anche secoli di storia.



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