Legislazione e Giurisprudenza, Servizi sociosanitari, volontariato -  Santuari Alceste - 2015-08-31

REGIONE VENETO: PDL DI RIFORMA DELLE IPAB (DODICESIMA PARTE) – Alceste SANTUARI

La legge 328/2000 e il d.lgs. 207/2001 avevano delegato le Regioni ad attuare la riforma delle IPAB

Molte regioni in questo decennio hanno legiferato in materia

La Regione Veneto, dopo molti tentativi, ri-avvia il percorso di trasformazione

Con il progetto di legge n. 25 presentato alla Presidenza del Consiglio Regione del Veneto in data 26 giugno 2015, dal consigliere Luca Zaia (Presidente della Giunta Regionale), la Regione riprende l"iniziativa legislativa in materia di trasformazione delle IPAB. Persona e Danno intende seguire l"iter di discussione e di approvazione del progetto di legge in parola, continuando con l"analisi dell"articolo 16 della proposta.

Il comma 1 dell"articolo in parola dispone che le APSP continuano ad applicare una contabilità economico-patrimoniale, così come disciplinata e introdotta dall"art. 8, l.r. n. 43/2012, avuto particolare riguardo ai sistemi di controllo di gestione, all"individuazione dei centri di costo e di responsabilità e di analisi dei costi e dei rendimenti. Si tratta – come è noto – di una delle più rilevanti differenze tra le APSP "di nuovo conio" e le precedenti IPAB, caratterizzate, alla stregua degli enti locali, dalla contabilità di natura finanziaria.

Conseguentemente, le APSP, che devono assicurare una gestione economico-patrimoniale in pareggio, adottano un apposito regolamento di contabilità, definendo l"organizzazione contabile interno nel rispetto dei criteri contabili indicati nello schema di bilancio approvato dalla Giunta regionale (comma 2).

Nello specifico, il regolamento di cui sopra deve evidenziare i centri di costo che permettano la programmazione e la rendicontazione della gestione economica e amministrativa, nonché delle risorse umane e strumentali. Una siffatta rappresentazione analitica per centri di costo e responsabilità è finalizzata a permettere le verifiche periodiche dei risultati raggiunti da parte degli organi competenti dell"Azienda (comma 3).

Il bilancio di esercizio, che deve essere approvato dal Consiglio di amministrazione entro cinque mesi successivi alla chiusura dell"esercizio annuale fissata al 31 dicembre dell"anno precedente, nonché l"inventario del patrimonio aggiornato sono trasmessi, entro quindici giorni dall"approvazione, all"Area sanità e sociale della Regione e contestualmente pubblicato per almeno 15 giorni all"albo aziendale. Il Consiglio di amministrazione approva inoltre il documento di programmazione economico-finanziaria di durata triennale, redatto rispettando gli schemi del bilancio di esercizio, che contiene anche la relazione inerente il patrimonio e il relativo piano di valorizzazione (comma 4). Il comma 4, al pari di altre disposizioni contenute nella proposta, dedica particolare attenzione al patrimonio delle APSP. Non si tratta, infatti, soltanto di assicurare un"adeguata valorizzazione economica dell"asset principale delle IPAB trasformate, ma di assoggettare lo stesso ad un"attenta valutazione, manutenzione e, quindi, controllo, in specie ai fini di evitare distorsioni e distrazioni del medesimo non conformi alle finalità istituzionali e statutariamente previste. Si rammenta, al riguardo, che il d. lgs. n. 20/2001 aveva previsto la possibilità per le ASP di definire le modalità più efficaci, anche di natura gestionale, giuridica ed organizzativa, per garantire un"adeguata gestione del patrimonio, finanche prevedendo una separazione tra attività "core" dell"Azienda e la gestione del patrimonio, in specie nelle strutture di dimensioni rilevanti.

Il comma 5 prevede che al bilancio di esercizio e al documento di programmazione economico-finanziaria siano allegate, rispettivamente, la relazione del Consiglio di amministrazione e quella del revisore contabile.

Il successivo comma 6 impone alle APSP di utilizzare gli eventuali utili conseguiti nell"esercizio della loro attività unicamente per la riduzione dei costi delle prestazioni, lo sviluppo delle attività istituzionali definite gli statuti, la conservazione e l"incremento del patrimonio dell"Azienda, nel rispetto dei principi di qualità e rispetto degli standard dei servizi erogati. Si tratta, come è facile intuire, di una previsione che, prima facie, potrebbe apparire pleonastica, atteso che a quali altri obiettivi le APSP dovrebbero indirizzare gli eventuali utili conseguiti? Al contrario, invece, la disposizione esprime la chiara intenzione del legislatore regionale di vincolare in modo specifico gli eventuali utili che potrebbero ottenere le APSP nella conduzione e gestione delle loro attività alla sostenibilità economica delle Aziende, non compromettendo la qualità dei servizi erogati. Il "vantaggio" competitivo rappresentato dagli assets patrimoniali delle ex IPAB, dalla cui valorizzazione potrebbe anche trarsi qualche utilità marginale aggiuntiva nel corso di un esercizio finanziario deve – secondo le intenzioni della proposta in oggetto – poter essere incanalato verso una riduzione dei costi delle prestazioni a beneficio degli utenti. Si rammenta, al riguardo, che spesso gli utenti e in particolar modo i loro famigliari sono chiamati a compartecipare alle spese per i servizi socio-sanitari erogati dalle strutture residenziali. Pertanto, alle APSP, in ragione delle loro specifiche caratteristiche, si chiede di partecipare, nell"ambito del sistema pubblico di organizzazione dei servizi, a contribuire, con risorse proprie, ad abbattere, laddove questo risulti possibile, i costi delle prestazioni. Ma ciò deve realizzarsi nel rispetto degli standard (regionali e nazionali) dei servizi, la cui qualità deve rimanere il tratto distintivo del sistema di welfare territoriale.

Infine, il comma 7 dell"art. 16 prevede che, in caso di perdita di esercizio ovvero di violazione dell"obbligo di destinare gli eventuali utili secondo quanto stabilito nel comma 6 (si evidenzia un errore materiale nella scrittura di questo comma: si ritiene che il riferimento all"articolo 17, comma 1 sia alla lettera b) e non alla lettera c), che peraltro non esiste) vengono considerati presupposti per l"avvio delle procedure di commissariamento dell"Azienda, fatta salva la presentazione di adeguata giustificazione da parte dell"Azienda.



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