Legislazione e Giurisprudenza, Servizi sociosanitari, volontariato -  Santuari Alceste - 2015-08-25

REGIONE VENETO: PDL DI RIFORMA DELLE IPAB (OTTAVA PARTE) – Alceste SANTUARI

La legge 328/2000 e il d.lgs. 207/2001 avevano delegato le Regioni ad attuare la riforma delle IPAB

Molte regioni in questo decennio hanno legiferato in materia

La Regione Veneto, dopo molti tentativi, ri-avvia il percorso di trasformazione

Con il progetto di legge n. 25 presentato alla Presidenza del Consiglio Regione del Veneto in data 26 giugno 2015, dal consigliere Luca Zaia (Presidente della Giunta Regionale), la Regione riprende l"iniziativa legislativa in materia di trasformazione delle IPAB. Persona e Danno intende seguire l"iter di discussione e di approvazione del progetto di legge in parola, continuando con l"analisi degli articoli 10 e 11 della proposta.

L"art. 10 è dedicato al Presidente del Consiglio di Amministrazione, che – come ricordato in un precedente contributo – risulta compreso, insieme al Consiglio di amministrazione, tra gli organi di indirizzo politico-amministrativo e di governo. Il Presidente, eletto tra i membri del Consiglio con voto favorevole della maggioranza assoluta degli stessi e revocabile con la stessa procedura, è il legale rappresentante dell"Azienda. Egli è altresì il responsabile della vigilanza sul buon andamento dell"APSP e sull"esecuzione delle deliberazioni approvate dal Consiglio di Amministrazione e al medesimo lo statuto, nel rispetto dei ruoli degli altri organi, può attribuire ulteriori funzioni (comma 1). Si tratta – come ribadito nel precedente contributo pubblicato su questo sito – di una funzione che non può essere derubricata a "semplice volontariato", attesa la responsabilità non soltanto personale ma organizzativa attribuita alla figura del Presidente. Quest"ultimo, infatti, dovrà rapportarsi e interfacciarsi non soltanto con gli altri membri del Consiglio di Amministrazione, della cui convocazione, del cui andamento e, in generale, del cui funzionamento egli è tenuto a rispondere, ma anche con l"intera struttura organizzativa, a cominciare dal Direttore.

Il comma 2 prevede le ipotesi in cui il vice-presidente, che deve essere eletto con le stesse modalità descritte al comma 1 per l"elezione del Presidente, deve sostituirsi al presidente.

L"art. 11 è invece dedicato alla figura del direttore, responsabilità gestionale per antonomasia e che ha segnato lo spartiacque con le "vecchie" IPAB disciplinate dalla legge Crispi del 1890, che conoscevano la figura del segretario-direttore. Il direttore è nominato dal Consiglio di Amministrazione con contratto di diritto privato rinnovabile, che dovrà prevedere le cause di recesso, di mancato rinnovo ovvero di revoca (comma 1). L"incarico del direttore, anche per assicurare una certa continuità gestionale, non potrà comune superare i sei mesi successivi alla data di cessazione del CdA che ha provveduto alla nomina (comma 3).

Il direttore – come è stato già anticipato in un precedente contributo pubblicato su questo sito – dovrà essere scelto da un apposito Elenco regionale tenuto presso l"Area Sociale costituito e gestito sulla base di criteri e procedure che dovranno essere oggetto di apposita deliberazione da parte della Giunta regionale (comma 2).

Quali sono i compiti assegnati al Direttore? A questa figura apicale, il comma 4 assegna i seguenti compiti:

  1. Gestione finanziaria, tecnica e amministrativa;
  2. Adozione degli atti che impegnano l"APSP verso l"esterno;
  3. Organizzazione delle risorse umane e strumentali;
  4. Responsabilità della gestione e dei risultati conseguenti, in specie nei confronti del Consiglio di amministrazione
  5. Direzione, coordinamento e controllo delle attività;
  6. Cura dei rapporti sindacali e di istruttoria dei procedimenti disciplinari nei confronti del personale;
  7. Esecuzione delle delibere del consiglio di amministrazione
  8. Collaborazione e assistenza giuridico-amministrativa a supporto degli organi dell"Azienda

Qualora il Consiglio di Amministrazione, a seguito della propria attività di monitoraggio e supervisione delle attività svolte dal direttore, dovesse riscontrare un esito negativo delle stesse, tale riscontro costituisce la condizione per poter procedere alla revoca dell"incarico di direzione.

Il compenso del direttore è parametrato (non può essere superiore) a quello previsto per il direttore di Sezione della Regione del Veneto (cfr. art. 13, l.r. 31 dicembre 2012, n. 54) (comma 5).

Infine, il comma 6 prevede che il direttore partecipi, secondo la programmazione definita dal Consiglio di Amministrazione, ad attività di formazione e aggiornamento inerenti le proprie competenze. Preme evidenziare che, anche se, spesso, trattasi di previsione considerata marginale, formazione e aggiornamento, in specie in virtù dei molteplici adempimenti (gare d"appalto, misure anticorruzione, modello 231, certificazione di qualità, rapporti con altri soggetti del territorio) cui le APSP sono assoggettate, rivestono una importanza strategica nella definizione di un profilo professionale adeguato per la gestione di realtà complesse e articolate come le strutture impegnate nell"erogazione di servizi alla persona.



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