Legislazione e Giurisprudenza, Servizi sociosanitari, volontariato -  Santuari Alceste - 2015-08-17

REGIONE VENETO: PDL DI RIFORMA DELLE IPAB (QUARTA PARTE) – Alceste SANTUARI

La legge 328/2000 e il d.lgs. 207/2001 avevano delegato le Regioni ad attuare la riforma delle IPAB

Molte regioni in questo decennio hanno legiferato in materia

La Regione Veneto, dopo molti tentativi, ri-avvia il percorso di trasformazione

Con il progetto di legge n. 25 presentato alla Presidenza del Consiglio Regione del Veneto in data 26 giugno 2015, dal consigliere Luca Zaia (Presidente della Giunta Regionale), la Regione riprende l"iniziativa legislativa in materia di trasformazione delle IPAB. Persona e Danno intende seguire l"iter di discussione e di approvazione del progetto di legge in parola, continuando con l"analisi dell"articolo 4 della proposta.

L"art. 4 elenca le disposizioni esecutive che dovranno essere approvate dalla Giunta regionale entro 120 giorni dall"entrata in vigore della legge, una volta sentita la commissione consiliare competente. Le disposizioni sono così sintetizzate (comma 1):

  1. Le procedure di trasformazione disciplinate dall"art. 2;
  2. Le modalità di gestione e la disciplina del Fondo di cui all"art. 3;
  3. I criteri di alienazione dei beni appartenenti al patrimonio delle APSP di cui all"art. 17;
  4. Le cause di conflitto d"interesse, di incompatibilità e i divieti di cui all"art. 8;
  5. L"elenco regionale dei Direttori di cui all"art. 11 e la sua pubblicità;
  6. Le modalità di fusione di raggruppamento tra IPAB di cui all"art. 13.

Il comma 2 dell"art. 4 stabilisce che la Regione "gestisce in forma elettronica l"Elenco regionale dei Direttori, i bilanci di cui all"articolo 16 e la banca dati delle APSP".

Qualche riflessione, in questa sede, rinviando a successivi commenti per le opportune analisi e ulteriori approfondimenti, meritano alcune tra le disposizioni esecutive contenute nell"art. 4, comma 1. In linea generale, preme evidenziare che – anche sulla scorta dell"esperienza regionale maturata in questi anni in altri contesti territoriali che hanno affrontato la trasformazione delle IPAB – la Giunta regionale dispone di un certo margine di manovra che può essere utilizzato per rafforzare ulteriormente (ovvero per limitare), ovviamente nell"ambito delle prescrizioni contenute nel testo della legge approvata) il processo di trasformazione. Muovendo da un approccio che intenda favorire un certo cammino riformatore, fondato sulla semplificazione e sulla sostenibilità del sistema di erogazione dei servizi socio-sanitari territoriali, la Giunta potrebbe indicare un percorso di trasformazione volto, da un lato, a favorire, laddove possibili e auspicabili, i processi di aggregazione e fusione, anche in ragione delle finalità perseguite dalle singole IPAB trasformande e dal settore di attività in cui esse operano. Tali procedure possono sostenere percorsi di raggruppamento ovvero di fusione in presenza di una programmazione regionale che intenda, per esempio, rafforzare talune prestazioni in luogo di altre. I raggruppamenti e le fusioni potrebbero altresì favorire la realizzazione di proficue e virtuose sperimentazioni gestionali nel settore del welfare socio-sanitario. Dall"altro, le procedure approvate dalla Giunta regionale del Veneto potrebbero essere finalizzate a valorizzare un"autonoma capacità di risposta ai bisogni socio-assistenziali e socio-sanitarie che potrà provenire direttamente dalle IPAB interessate alla trasformazione. Si intende qui affermare che le procedure relative alla trasformazione possono invero rappresentare un terreno fertile per accompagnare uno sviluppo ordinato ed armonico, con la programmazione regionale, delle strutture disciplinate dalla legge.

Parimenti, quanto la Giunta regionale sarà chiamata a decidere in ordine alle modalità di gestione e di organizzazione del Fondo di cui all"art. 3 della proposta Zaia potrà avere degli impatti positivi sulla sostenibilità economico-finanziaria del Fondo medesimo, per esempio, contemplando qualche misura di natura giuridico-organizzativa che possa contribuire a rendere il fondo maggiormente efficace ed efficiente sotto il profilo della risposta alle istanze per cui è stato disegnato.



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