Legislazione e Giurisprudenza, Servizi sociosanitari, volontariato -  Santuari Alceste - 2015-08-10

REGIONE VENETO: PDL DI RIFORMA DELLE IPAB (TERZA PARTE) – Alceste SANTUARI

La legge 328/2000 e il d.lgs. 207/2001 avevano delegato le Regioni ad attuare la riforma delle IPAB

Molte regioni in questo decennio hanno legiferato in materia

La Regione Veneto, dopo molti tentativi, ri-avvia il percorso di trasformazione

Con il progetto di legge n. 25 presentato alla Presidenza del Consiglio Regione del Veneto in data 26 giugno 2015, dal consigliere Luca Zaia (Presidente della Giunta Regionale), la Regione riprende l"iniziativa legislativa in materia di trasformazione delle IPAB. Persona e Danno intende seguire l"iter di discussione e di approvazione del progetto di legge in parola, continuando con l"analisi dell"articolo 3 della proposta.

L"art. 3 è dedicato alla tutela del patrimonio delle APSP. Come è noto, il patrimonio costituisce l"elemento centrale e fondamentale dell"origine e della successiva "vita" delle IPAB: esse, infatti, in larga parte, sono nate per iniziativa di privati che le hanno dotate di adeguate risorse patrimoniali affinché queste potessero realizzare i loro scopi statutari.

Il comma 1 dell"art. 3 istituisce un "fondo regionale" finalizzato alla riduzione dei costi derivanti dall"indebitamento delle APSP nei confronti del mondo del credito e, laddove possibile (cfr. artt. 1 e 2), la risanamento gestionale ed economico-finanziario delle aziende stesse. Il comma in parola intende il fondo regionale quale strumento a tutela e garanzia patrimoniale delle risorse del sistema pubblico regionale dei servizi alla persona. In altri termini, si tratta di una fondo vincolato a disposizione dei servizi socio-assistenziali e socio-sanitari.

Il fondo regionale è alimentato nel modo seguente:

  1. Dagli stanziamenti del bilancio regionale dagli eventuali interessi maturati (comma 2);
  2. Dal patrimonio delle IPAB che si estinguono (comma 3);
  3. Dai beni immobili e mobili di pregio storico-artistico che risultano dopo la liquidazione delle IPAB e delle APSP (comma 3);
  4. Da contributi derivanti da istituti di credito, fondazioni bancarie, comuni e altri soggetti privati o pubblici (comma 4).

Al fine di agevolare le contribuzioni derivanti dai soggetti di cui al comma 4, la proposta stabilisce che, compatibilmente con i principi fondamentali dell"ordinamento tributario, la Regione potrà prevedere specifiche provvidenze di natura fiscale a favore degli stessi soggetti (comma 5).

Con delibera di Giunta, la Regione determinerà le modalità di presentazione delle domande per l"accesso al fondo da parte dei soggetti beneficiari e i criteri di erogazione delle somme o delle garanzie (comma 6).

L"Area sanità e sociale della Regione svolgerà una costante attività di monitoraggio e controllo sullo stato di attuazione degli interventi oggetto del fondo regionale, così come disciplinati nel comma 1. Qualora gli interventi non risultassero coerenti con il comma 1, si potrà procedere alla revoca dell"intero intervento e alla restituzione della somma già impegnata o dell"esito della garanzia, fino anche alla nomina di un commissario.

Il legislatore, dunque, ipotizza un fondo regionale:

  1. sostenuto da entrate istituzionali, non profit e private;
  2. che permette una larga partecipazione del sistema socio-economico all"alimentazione di una risorsa vincolata a disposizione del medesimo sistema;
  3. finalizzato a stimolare e rafforzare il sistema dei servizi alla persona;
  4. sul quale dovrà essere svolta un"attenta attività di monitoraggio e vigilanza da parte della Regione.



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