Legislazione e Giurisprudenza, Beni, diritti reali -  Mazzon Riccardo - 2014-01-15

REGOLAMENTI EDILIZI CHE CONSENTONO DI COSTRUIRE SUL CONFINE: E IL CRITERIO DI PREVENZIONE? - Riccardo MAZZON

Secondo parte della giurisprudenza, nel caso i regolamenti locali consentano di costruire sul confine, in alternativa al rispetto di una determinata distanza da quest"ultimo, il c.d. criterio di prevenzione permane integralmente,

"l'obbligo di costruire alla distanza di m. 2, 50 dal confine, stabilito a carico del proprietario, che fabbrica per primo ma non sul confine dal paragrafo 5 del regolamento edilizio del comune di Viagrande, riguardante la zona B, è stato previsto unicamente per assicurare che la distanza tra le costruzioni frontistanti non edificate in aderenza, sia ripartita in misura eguale nei confronti delle due proprietà si cui le costruzioni stesse devono sorgere, e non già allo scopo di assicurare necessariamente e inderogabilmente la formazione di distacchi tra costruzioni. Ne consegue che la violazione di detto obbligo può giustificare l'azione di risarcimento del danno e non anche quella di riduzione in pristino, in quanto l'interesse del proprietario che intenda costruire successivamente sul fondo contiguo trova più efficace e completa tutela nella disciplina dell'art. 875 c.c." Cass. 17.2.81, n. 965, GCM, 1981, 2,

con conseguente triplice possibilità di scelta per il preveniente (cfr., amplius, "I rapporti di vicinato e le distanze legali: tutela e risarcimento" - Riccardo Mazzon - CEDAM 2013, in Collana SapereDiritto):

"in tema di distanze legali, solo se i regolamenti edilizi stabiliscono espressamente la necessità di rispettare determinate distanze dal confine, vietando la costruzione sullo stesso, non può trovare applicazione il principio della prevenzione; viceversa, qualora tali regolamenti consentano la predetta facoltà di costruire sul confine (in aderenza o in appoggio), come alternativa all'obbligo di rispettare una determinata distanza da esso, si versa in ipotesi del tutto analoga, sul piano normativo, a quella prevista e disciplinata dagli art. 873 ss. c.c., con la conseguente operatività del principio della prevenzione, in base al quale chi edifica per primo sul fondo contiguo ad altro ha una triplice facoltà alternativa: a) costruire sul confine; b) costruire con distacco dal confine, osservando la distanza minima imposta dal codice civile ovvero quella maggiore distanza stabilita dai regolamenti edilizi locali; c) costruire con distacco dal confine a distanza inferiore alla metà di quella prescritta per le costruzioni su fondi finitimi, salva in tal caso la possibilità per il vicino, che costruisca successivamente, di avanzare la propria fabbrica fino a quella preesistente, pagando la metà del valore del muro del vicino, che diventerà comune, e il valore del suolo occupato per effetto dell'avanzamento della fabbrica" Cass. 7.8.02, n. 11899, GCM, 2002, 1499, D&G 2002, 35- 75.

La tesi sopra descritta trova parziale contraddizione nella giurisprudenza che, nei casi medesimi, consente al primo costruttore la scelta fra il costruire alla distanza regolamentare e l'erigere la propria fabbrica fino ad occupare l'estremo limite del confine medesimo, ma non anche quella di costruire a distanza inferiore dal confine:

"il criterio della prevenzione previsto dagli art. 873, 875 c.c. è derogato dal regolamento comunale edilizio nel caso in cui questi fissi la distanza non solo tra le costruzioni, ma anche delle stesse dal confine, tranne che, pur prevedendo siffatto metodo di misurazione, consenta le costruzioni in aderenza o in appoggio, con la conseguenza che in tale ipotesi il primo costruttore ha la scelta fra il costruire alla distanza regolamentare e l'erigere la propria fabbrica fino ad occupare l'estremo limite del confine medesimo, ma non anche quella di costruire a distanza inferiore dal confine, avendo la detta prescrizione lo scopo di ripartire tra i proprietari confinanti l'onere della creazione della zona di distacco tra costruzioni, senza escludere la possibilità di costruzioni in aderenza o in comunione di muro sul confine" Cass. 05.10.00, n. 13286, GCM, 2000, 2097, Uapp 2001, 190, GBLT 2001, 159.



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