Legislazione e Giurisprudenza, Beni, diritti reali -  Mazzon Riccardo - 2013-07-23

REGOLAMENTI LOCALI RICHIAMATI DALL'ART. 873 C.C.: QUANDO ACQUISTANO EFFICACIA? - Riccardo MAZZON

Presupposti limiti e contenuti del richiamo operato dall"articolo 873 del codice civile, qual'è il momento temporale nel quale acquistano efficacia vincolante i regolamenti locali da quest"ultimo richiamati?

Ci si è chiesti, in particolare, se l"efficacia vincolante possa sussistere sin dal momento dell"adozione, da parte dei competenti enti pubblici territoriali, delle norme urbanistiche interessate, ovvero se si debba attendere il compimento dell"intero iter legislativamente previsto per la loro approvazione;

"in materia urbanistica - poiché il p.r.g. edilizio si perfeziona, in quanto atto amministrativo complesso, solo dopo la sua approvazione da parte dei competenti organi di controllo e la relativa pubblicazione, non essendo sufficiente la mera adozione dello stesso - prima del perfezionamento di questo iter tale strumento urbanistico non può spiegare effetti integrativi del codice civile; ne consegue, in tal caso, che la disciplina delle distanze legali può essere regolata dall'art. 41 quinquies comma 1 lett. c) l. 17 agosto 1942 n. 1150 - che impone un distacco non inferiore all'altezza di ciascun fronte dell'edificio da costruire - soltanto se la nuova costruzione venga a fronteggiarne altra preesistente, nel quale caso è applicabile anche il principio civilistico della prevenzione dettato dall'art. 875 c.c." Cassazione civile, sez. II, 18/05/2009, n. 11431 Vespa e altro c. Romano Giust. Civ. 2010, 2, 386 Giust. civ. Mass. 2009, 5, 786 – conforme, in quanto, in tema di distanze fra le costruzioni, le prescrizioni del piano regolatore, atto complesso risultante dal concorso della volontà del Comune e della Regione, acquistano efficacia di norme giuridiche integrative del codice civile solo con l'approvazione del piano medesimo da parte dell'autorità regionale. Qualora uno dei due atti che costituiscono l'atto complesso sia annullato a seguito di ricorso giurisdizionale, il piano regolatore decade con effetto retroattivo e non ha alcuna idoneità a regolare i rapporti in materia di distanze legali, fino a quando non intervenga una sua nuova approvazione e salva l'applicazione delle misure di salvaguardia: Cassazione civile, sez. II, 28/01/2009, n. 2149 Filianoti c. Tripepi Giust. civ. Mass. 2009, 1, 128 Giust. civ. 2009, 4-5, 888 - cfr., amplius, "I rapporti di vicinato e le distanze legali: tutela e risarcimento" - Riccardo Mazzon - CEDAM 2013, in Collana SapereDiritto -;

la giurisprudenza si è pronunciata, anche recentissimamente, a favore della seconda tesi:

"le norme urbanistiche acquistano efficacia vincolante non dal momento della loro adozione da parte dei competenti enti pubblici territoriali, ma solo quando, compiuto l'"iter" legislativamente previsto, vengono approvate dall'organo a ciò preposto, così che, prima di tale approvazione, le disposizioni in esse contenute, prive dell'efficacia propria delle norme giuridiche, non valgono ad integrare, sostituendola, la disposizione di cui all'art. 873 c.c. in tema di rapporti di vicinato; fino al momento della definitiva approvazione delle norme ricordate, pertanto, tali rapporti restano regolati dalle precedenti (e vigenti) norme locali e, in mancanza, dal c.c. o dalle leggi speciali, non rilevando, nella specie l'obbligatorietà dell'applicazione delle c.d. misure di salvaguardia, atteso che tali misure, rivolte in via esclusiva a sindaci e prefetti per fini di interesse pubblico, non sono idonee ad interferire sulla disciplina dei rapporti privati" Cass. 22.10.97, n. 10369, BLT, 1998, 67 – recentemente conforme, in tema di rispetto delle distanze legali tra costruzioni e sopraelevazione di un edificio preesistente, affermando come a quest'ultima è applicabile la normativa vigente al momento della modifica e non opera il criterio della prevenzione se riferito alle costruzioni originarie, in quanto sostituito dal principio della priorità temporale correlata al momento della sopraelevazione; né assume rilievo il fatto che la parte ricorrente abbia dedotto l'intervenuta modifica del piano regolatore, perché la disciplina più favorevole, eventualmente derivante da tale modifica, è in vigore (e, come tale, applicabile) solo dopo il completamento del relativo iter amministrativo, cioè dopo l'approvazione da parte dell'organo di controllo e la pubblicazione: Cassazione civile, sez. II, 03/01/2011, n. 74 Calvi ed altro c. Soc. Imm. Santa Caterina Ditta Giust. civ. Mass. 2011, 1, 12.

Si veda anche, a proposito di norme contenute in un piano regolatore, la seguente pronuncia:

"le norme dei regolamenti comunali edilizi e i piani regolatori sono, per effetto del richiamo di cui agli art. 872, 873 c.c., integrativi delle norme del codice civile in materia di distanze tra costruzioni, sicché il giudice deve applicare le richiamate norme locali indipendentemente da ogni attività assertiva o probatoria delle parti, acquisendone conoscenza o attraverso la sua scienza personale o attraverso la collaborazione delle parti o attraverso la richiesta di informazioni ai comuni… omissis ...invero, nell'ambito delle norme dei piani regolari (e, in generale, dei regolamenti locali) il carattere di norma integrativa rispetto alla disciplina dettata dal codice civile resta individuato dallo scopo della norma regolamentare, con la conseguenza che la stessa è integrativa se è dettata nelle materie disciplinate dagli artt. 873 e ss. c.c. e tende a completare - nel pubblico interesse di un ordinato assetto urbanistico - la disciplina dei rapporti intersoggettivi di vicinato, mentre non è integrativa se ha come scopo principale la tutela di interessi generali e urbanistici, quali - tra l'altro - le limitazioni del volume degli edifici (cfr., fra le altre, Cass. 5.11.1990 n. 10615)… omissis …in tema di distanze fra costruzioni, le prescrizioni di piano regolatore acquistato efficacia di norme giuridiche, integrative dell'art. 873 c.c., solo con l'approvazione del piano medesimo, mentre non rileva a tal fine che le stesse prescrizioni, in pendenza di quell'approvazione, sin traducano in misure di salvaguardia adottate dal sindaco o dal prefetto, atteso che l'operatività di questi provvedimenti si esaurisce nel rapporto fra le predette autorità ed i rispettivi destinatari (cfr. sentenze a S.U. nn. 8060-90 e 2759-93)" Cass. 3.2.98, n. 1047, GCM, 1998, 221 – recentemente conforme, precisando che i piani regolatori generali e i regolamenti edilizi con annessi programmi di fabbricazione, per diventare esecutivi ed acquistare efficacia normativa, devono, dopo l'approvazione, essere portati a conoscenza dei destinatari nei modi di legge, ossia mediante pubblicazione da eseguirsi con affissione all'albo pretorio, essendo tale pubblicazione condizione necessaria per l'efficacia e l'obbligatorietà dello strumento urbanistico: Cassazione civile, sez. II, 29/07/2009, n. 17692 Merendoni c. Morbidoni Giust. civ. Mass. 2009, 7-8, 1161 Vita not. 2009, 3, 1455.



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