Legislazione e Giurisprudenza, Beni, diritti reali -  Mazzon Riccardo - 2014-01-03

REGOLAMENTO CHE CONSENTE DI EDIFICARE ANCHE SUL CONFINE E DIRITTO DI PREVENZIONE - RM

3Ulteriore recupero del principio di prevenzione in regolamenti locali che, fissando le distanze tra costruzioni e confine parrebbero in prima analisi escluderlo, lo si trova quando i regolamenti medesimi consentono l"edificazione anche sul confine:

"laddove il regolamento edilizia locale disponga che nel caso di ricostruzione e di interventi su aree libere la distanza minima tra fabbricati esistenti deve essere di m. 10 e quella dai confini di m. 5, con espressa ammissibilità dell'edificazione in aderenza, tale previsione deve essere intesa nel senso di fare salvo il principio della c.d. prevenzione previsto dagli art. 873 e 875 c.c., secondo i quali, il proprietario che costruisce per primo ha la facoltà di scelta fra costruire alla distanza regolamentare ed erigere il proprio fabbricato a confine, ponendo così il vicino che voglia a sua volta edificare nell'alternativa di chiedere la comunione del muro e costruire in aderenza, oppure di arretrare la sua costruzione fino a rispettare la maggior distanza imposta dal regolamento locale: da ciò consegue pertanto che se colui il quale ha costruito per primo ha rispettato la prescritta distanza dal confine, il confinante non può essere autorizzato a collocare la sua costruzione sul confine, non essendovi su di questo alcun manufatto al quale aderire" Cons. St. 13.1.04, n. 46, RGE, 2004, I, 725 - cfr., amplius, "I rapporti di vicinato e le distanze legali: tutela e risarcimento" - Riccardo Mazzon - CEDAM 2013, in Collana SapereDiritto -.

Tale opportunità risulterebbe peraltro implicita, per la giurisprudenza, nel caso fosse consentita l"aderenza, in quanto la finalità di tale prescrizione sarebbe quella di ripartire tra i proprietari confinanti l'onere della creazione della zona di distacco tra le costruzioni:

"in tema di distanze nelle costruzioni, il cosiddetto criterio della prevenzione di cui agli art. 873 e 875 c.c., è derogato dal regolamento edilizio locale nel caso in cui questo fissi le distanze non solo tra le costruzioni ma anche delle stesse dal confine, tranne che consenta anche le costruzioni in aderenza o in appoggio; pertanto, fuori dal caso del criterio della prevenzione, in cui è possibile costruire in aderenza o in appoggio al fabbricato preesistente, chi costruisce per, primo ha la scelta fra il costruire alla distanza regolamentare e l'erigere la propria fabbrica fino ad occupare l'estremo limite del confine medesimo, ma non anche quella di costruire a distanza inferiore dal confine, poiché la finalità di tale prescrizione è di ripartire tra i proprietari confinanti l'onere della creazione della zona di distacco tra le costruzioni" Cass. 30.10.07, n. 22896, GCM 2007, 10.

La tematica è certamente problematica e merita l"approfondimento che emerge dall"integrale lettura della recente sentenza in oggetto:

"con l'unico motivo di ricorso, deducendo violazione e/o falsa applicazione dell'art. 41 del regolamento edilizio del Comune di Corciano, in relazione all'art. 360 c.p.c., n. 3 si censura la sentenza impugnata nel punto in cui ha asserito che gli appellanti "avrebbero potuto sottrarsi all'obbligo di costruire a non meno di ml 5 dal confine soltanto con l'erigere la propria fabbrica fino ad occupare l'estremo limite del confine medesimo". Si sostiene che "tale argomentazione appare ontologicamente erronea poichè o si considera applicabile il principio della prevenzione o se ne sancisce l'inapplicabilità; inoltre omette di considerare l'oggettiva inedificabilità del terreno di proprietà di controparte, per la sua natura agricola, a norma della L.R. n. 31 del 1997, art. 34, che, salva eventuale modifica del P.R.G. del Comune di Corciano, rendeva pienamente legittima, sotto ogni profilo, la costruzione di essi ricorrenti.Il ricorso è infondato. E' principio ribadito nella giurisprudenza di legittimità che il criterio della prevenzione previsto dagli artt. 873 e 875 c.c. è derogato dal regolamento edilizio nel caso in cui questo fissi la distanza non solo tra le costruzioni, ma anche delle stesse dal confine, tranne che, pur prevedendo siffatto metodo di misurazione, consenta anche le costruzioni in aderenza o in appoggio.E' chiaro il significato della norma: fuori del caso del criterio della prevenzione, nel qual caso è possibile costruire in aderenza o in appoggio al fabbricato preesistente, chi costruisce per primo ha la scelta fra il costruire alla distanza regolamentare e l'erigere la propria fabbrica fino ad occupare l'estremo limite del confine medesimo, ma non anche quella di costruire a distanza inferiore dal confine, poichè la finalità di tale prescrizione è di ripartire tra i proprietari confinanti l'onere della creazione della zona di distacco tra le costruzioni. (Cass. civ. n. 8222/90, n. 11489/2002).A tale principio si è attenuta la Corte di merito nella decisione adottata, avendo la stessa ritenuto, in applicazione delle citate disposizioni, che gli attuali ricorrenti, avendo costruito per primi, avevano la duplice facoltà di costruire sul confine ovvero di arretrare la propria costruzione sino alla distanza di ml 5 dal confine, come prescritto nel locale regolamento edilizio.Del tutto irrilevante è la dedotta natura agricola del terreno del confinante, dal momento che, ai fini delle distanze fra costruzioni, nelle norme di regolamento, come in quelle codicistiche, non si fa distinzione tra suolo edificatorio e suolo non edificabile.Ne consegue il rigetto del ricorso e la condanna in solido dei ricorrenti al pagamento delle spese del presente giudizio" Cass. 30.1007, n. 22896, GCM, 2007, 10.



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