Legislazione e Giurisprudenza, Beni, diritti reali -  Mazzon Riccardo - 2013-10-01

REGOLAMENTO CONFINI: L'AZIONE COMPRENDE LA DOMANDA DI RILASCIO DEL TERRENO INDEBITAMENTE OCCUPATO - RM

La domanda di rilascio della porzione di terreno, asseritamente occupata sine titulo dalla controparte - sempre che il conflitto riguardi i fondi e non i titoli

"nel giudizio di regolamento di confini può proporsi la richiesta di rilascio di una zona compresa tra i due fondi contigui ove il possesso di essa da parte del convenuto derivi da mera incertezza dei confini (incertezza oggettiva dovuta alla promiscuità del possesso della zona confinaria o anche incertezza meramente soggettiva, come nel caso in cui si contesti che il confine apparente corrisponda a quello reale), senza che tale richiesta snaturi l'azione proposta trasformandola in rivendicazione, perché l'effetto recuperatorio è soltanto una conseguenza dell'accertamento del confine. Tuttavia, se l'attore assuma che la superficie del fondo da lui in concreto posseduta sia inferiore a quella indicata nel proprio titolo d'acquisto e denunci lo sconfinamento del vicino, il quale contesti quanto dedotto dall'attore invocando, a sua volta, il proprio titolo d'acquisto, il conflitto non è più tra fondi, ma tra titoli, con la conseguenza che l'attore è soggetto all'onere probatorio proprio dell'azione di rivendicazione" Cass. 3.5.93, n. 5114, GCM, 1993, 800 - cfr., amplius, "I rapporti di vicinato e le distanze legali: tutela e risarcimento" - Riccardo Mazzon - CEDAM 2013, in Collana SapereDiritto -;

non snatura l"azione di regolamento di confini,

"allorquando viene proposta l'azione di regolamento di confini la determinazione del confine può comportare la attribuzione a una delle parti di una zona occupata dall'altra, con la conseguenza che la richiesta di tale attribuzione non incide sulla essenza dell'azione, trasformandola in rivendica, ma integra soltanto una naturale conseguenza della domanda di individuazione del confine" Cass. 26.1.85, n. 404, GCM, 1985, 1; - nel giudizio instaurato con l'azione per regolamento di confini può proporsi la domanda di rilascio, anche se riferita a zona già ben individuata, purché questa sia intermedia tra fondi contigui e il possesso da parte del convenuto derivi da mera incertezza soggettiva circa la reale estensione dei fondi in base ai titoli" Cass. 26.1.85, n. 404, GCM, 1985, 1;

risultandone mero corollario,

"mentre nell'azione di rivendica il "thema decidendum" è costituito dalla individuazione del titolo che giustifichi il diritto di proprietà conclamato dall'attore, nell'azione di regolamento dei confini il tema è rappresentato dalla rimozione dell'incertezza relativa ai confini stessi, incertezza che può avere carattere oggettivo, quando non esista alcun confine di fatto e la zona confinaria sia posseduta promiscuamente dalle parti in contesa, ovvero può avere carattere soggettivo, allorché sussista un confine di fatto, ma vi sia incertezza circa la sua rispondenza alla realtà giuridica; ne consegue che si è in presenza di un'azione di regolamento di confini, in relazione alla quale assumono primaria importanza probatoria i titoli, ma non sussiste l'onere probatorio di cui all'art. 948 c.c., sia nel caso in cui l'attore sostenga che il confine di fatto non è conforme ai titolo e chieda l'accertamento di quello reale, sia nell'ipotesi in cui domandi che venga riconosciuta l'esattezza del confine di fatto contestato dal proprietario vicino, mentre l'attribuzione della proprietà della zona di confine costituisce un corollario dell'accertamento del confine e non vale a snaturare l'azione proposta" (Cass. 28.5.79, n. 3091, GCM, 1979, 5)

ed, anzi, è da considerarsi implicita in quest"ultima,

"si ha azione di regolamento di confini quando, pur essendovi un confine apparente, se ne deduca l'incertezza per essere avvenuta una usurpazione e si chieda, quindi, l'accertamento giudiziale della esatta linea di confine e della esatta determinazione della superficie dei fondi confinanti senza porre in discussione i titoli di proprietà. In tale ipotesi è irrilevante che l'accertamento della proprietà di una delle parti sulla porzione di terreno controverso comporti l'effetto recuperatorio della proprietà stessa risolvendosi in una vindicatio duplex incertae partis, giacché l'accertamento della proprietà è meramente conseguenziale all'esperimento dell'azione di regolamento di confini, la quale tende soltanto a eliminare l'incertezza e la contestazione della linea divisoria, prescindendo da ogni controversia sul diritto di proprietà" Cass. 7.7.86, n. 4427, GCM, 1986, 7,

mentre dev"essere espressamente proposta, in via riconvenzionale, dal convenuto:

"nell'azione di regolamento di confini, mentre l'attore è dispensato dal proporre un'espressa domanda di rilascio della porzione di terreno indebitamente occupata dalla controparte essendo essa implicita nella proposizione di detta azione, il convenuto, ove intenda non solo resistere alla domanda altrui, ma anche ottenere la restituzione del terreno che assume essere ingiustificatamente occupato in eccedenza, ha l'onere di proporre tempestivamente apposita domanda riconvenzionale, sia pure avente contenuto analogo e reciproco rispetto a quella proposta dall'attore. In mancanza di una domanda riconvenzionale il giudice non può, pertanto, disporre il rilascio della porzione che risulti illegittimamente goduta dall'attore ed ove lo faccia ricorre il vizio di ultrapetizione. Per ottenere il rilascio il convenuto, in mancanza di un rilascio spontaneo dell'attore, deve agire con un successivo giudizio, facendo valere l'intervenuto accertamento sullo stato di godimento" Cass. 16.1.07, n. 858, GCM, 2007, 1.



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