Legislazione e Giurisprudenza, Beni, diritti reali -  Mazzon Riccardo - 2013-09-10

REGOLAMENTO DI CONFINI E LEGITTIMAZIONE AD AGIRE - RM

Nel caso in esame, la legittimazione spetta esclusivamente ai proprietari di fondi confinanti,

"poiché l'azione di regolamento di confini spetta unicamente ai proprietari confinanti, la mancata prova del diritto di comproprietà esclude la legittimazione attiva all'esercizio di tale azione" Cass. 10.10.07, n. 21245, GCM, 2007, 10 - cfr., amplius, "I rapporti di vicinato e le distanze legali: tutela e risarcimento" - Riccardo Mazzon - CEDAM 2013, in Collana SapereDiritto -,

anche nel caso in cui, per stabilire l"esatta demarcazione, sia necessario l'esame di titoli di acquisto di soggetti diversi dai contendenti,

"legittimati ad agire e a resistere nell'azione di regolamento di confini sono solo i titolari dei fondi confinanti, relativamente ai quali si pretende stabilire l'esatta demarcazione del confine, e ciò anche nel caso in cui per tale demarcazione sia necessario l'esame di titoli di acquisto di soggetti diversi dai contendenti, giacché nessun altro soggetto, al di fuori dei titolari dei fondi il cui confine deve essere regolato, rimane o può rimanere coinvolto nel giudicato che regola tra costoro in confine" Cass. 6.12.79, n. 6333, GCM, 1979, 12, AC, 1980, 462,

perciò

"nell'azione di regolamento di confini, deve ritenersi privo di legittimazione passiva il convenuto il quale sia proprietario di un fondo non contiguo a quello dell'attore" Cass. 20.11.81, n. 6186, GCM, 1981, 11.

Naturalmente,

"il proprietario di un terreno che sia confinante con una pluralità di fondi altrui, può esperire l'azione di regolamento, ai sensi dell'art. 950 c.c., al limitato scopo di risolvere l'incertezza della linea di demarcazione con uno soltanto di detti fondi altrui, senza che insorga necessità di integrazione del contraddittorio nei confronti dei proprietari degli altri fondi" Cass. 7.4.86, n. 2401, GCM, 1986, 4.

Inoltre, data la natura dichiarativa dell"azione che ci occupa,

"in tema di azione di regolamento di confini, se i fondi confinanti appartengono a più proprietari, non ricorre un'ipotesi di litisconsorzio necessario e ciascuno dei comproprietari è legittimato ad agire o resistere senza l'intervento degli altri, in ragione della natura dichiarativa della sentenza che occorre pronunciare. Parimenti, non è necessaria l'integrazione del contraddittorio nel caso in cui alla domanda di regolamento di confini si accompagni la richiesta, di uno - o di alcuni - soltanto dei comproprietari di uno dei fondi confinanti, di rilascio o di riduzione in pristino della zona che si ritiene usurpata in conseguenza dell'incertezza oggettiva o soggettiva dei confini, sempre che, però, tale domanda sia stata proposta nei confronti dell'unico proprietario dell'altro fondo" Cass. 27.8.02, n. 12558, GCM, 2002, 1586.

Il principio è operante anche nel caso di azione proposta a tutela della proprietà condominiale contro uno dei condomini:

"nel caso di domanda proposta da un comproprietario per l'abbattimento di un manufatto illegittimamente costruito sull'immobile comune da altro comproprietario e per l'accertamento dell'estensione della proprietà condominiale, dell'illegittima occupazione di parte di essa e per il risarcimento del danno, non sussiste la necessità dell'integrazione del contraddittorio nei confronti di tutti gli altri comproprietari, trattandosi di azione volta alla tutela della proprietà comune, cui è legittimato ogni comproprietario senza necessità dell'intervento in giudizio degli altri" Cass. 28.4.93, n. 5000, GCM, 1993, 774; Al 1993, 758; GC, 1994, I, 1939.

Al contrario, tutte le volte che nei confronti di più persone venga richiesto il rilascio e la riduzione in pristino, si rende necessario il litisconsorzio passivo:

"nell'azione di regolamento di confini, così come in quella di rivendicazione, non ricorre un'ipotesi di litisconsorzio necessario ove il fondo o i fondi i cui confini debbono essere delimitati, appartengono a più proprietari essendo ciascun condomino legittimato attivamente e passivamente all'esercizio di tali azioni e di tutte le altre a tutela della proprietà della cosa comune, senza bisogno dell'intervento in giudizio degli altri condomini. Peraltro, quando alla domanda di regolamento di confini, che è strutturalmente diretta ad ottenere una sentenza dichiarativa, si accompagni la richiesta di rilascio e/o di riduzione in pristino della zona che si ritiene usurpata in conseguenza dell'incertezza oggettiva o soggettiva dei confini, ferma restando la non necessità del litisconsorzio dal lato attivo, dal lato passivo il contraddittorio deve essere esteso ed eventualmente integrato nei confronti di tutti coloro che sulla zona in questione o sulle opere e manufatti su di essa inesistenti vantino diritti reali, stante l'inscindibilità e indivisibilità dell'obbligazione dedotta in giudizio" Cass. 9.2.95, n. 1462, GCM, 1995, 314.

Parimenti,

"nel caso di un fondo dovuto a vari soggetti con assegnazione a ciascuno di essi di porzioni uguali e determinate, la controversia che insorga tra due soltanto dei donatari in ordine al confine tra le parti di terreno loro assegnate non dà luogo a litisconsorzio necessario con gli altri, a nulla rilevando che in sede tecnica, al fine di stabilire ed accertare i dati obiettivi occorrenti al giudice per la richiesta pronuncia sul regolamento dei confini, il consulente di ufficio abbia proceduto a determinare anche la estensione delle rimanenti porzioni del fondo. Tale calcolo, infatti, da un lato ha carattere meramente strumentale e, dall'altro, non coinvolge minimamente chi non partecipa al giudizio, nè gli impedisce di far valere i propri diritti sul bene pervenutogli in donazione" Cass. 12.6.87, n. 5146, GCM, 1987, 6,

e, sempre in applicazione dello stesso principio,

"il giudizio di regolamento di confine fra due fondi attribuiti, in sede di divisione di un compendio indiviso, in proprietà esclusiva a due distinti proprietari, deve svolgersi soltanto fra questi ultimi, non sussistendo il litisconsorzio necessario nei confronti di tutti gli altri soggetti che hanno partecipato alla pregressa divisione" Cass. 6.3.80, n. 1512, GCM, 1980, 3.



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