Legislazione e Giurisprudenza, Beni, diritti reali -  Mazzon Riccardo - 2014-03-25

REQUISITI PER L'IDENTIFICAZIONE DEL C.D. MURO DI CINTA - Riccardo MAZZON

Nell"affrontare il concetto di costruzione, è, gioco forza, doveroso soffermarsi sulla differenza esistente tra tale nozione e il c.d. muro di cinta;

"al muro di cinta viene equiparato ogni altro muro isolato che non abbia un'altezza superiore ai tre metri: per muro isolato s'intende il muro che non fa corpo con un edificio e mira alla chiusura del fondo" (Messineo, Manuale di diritto civile e commerciale, Milano, 1965, 360);

è, inoltre, doveroso affrontare la particolare problematica relativa al rapporto tra tale concetto e il c.d. muro di contenimento (Per un approfondimento del confronto, nonché per ulteriori, particolari aspetti delle nozioni in oggetto, si rinvia al volume "I rapporti di vicinato e le distanze legali: tutela e risarcimento" - Riccardo Mazzon - CEDAM 2013, in Collana SapereDiritto: ai paragrafi 6., 6.1., 6.2. e 6.3. del capitolo primo, per quanto concerne il muro di cinta; ai paragrafi 7., 7.1., 7.2., 7.3., 7.3.1. e 7.4. del medesimo capitolo, per quanto riguarda il muro di contenimento).

Quanto, in particolare, al c.d. muro ci cinta

"la ratio dell'esonero dei muri di cinta dall'obbligo delle distanze è rintracciabile nella circostanza che i muri di cinta sono considerati dalla legge come mezzi di demarcazione della linea di confine e di chiusura della proprietà" De Martino, Proprietà. Beni in generale, in Comm. Scialoja, Branca, sub art. 878, Bologna-Roma, 1976, 300; deve pertanto dedursi che il muro di cinta è considerato come inesistente, tamquam non esset, agli effetti delle distanze legali, sicché l'intercapedine minima di tre metri si applica solo tra edifici ed edifici. Di conseguenza, l'esistenza di un muro di cinta sul confine non impedisce al vicino di costruire sul suo fondo anche a distanza minore di tre metri dal confine. Ove poi l'edificio di un proprietario sia situato a meno di un metro e mezzo dal confine, l'eventuale costruzione di un muro di cinta sul confine da parte dello stesso proprietario, non impedirà al vicino di fabbricare in unione o in aderenza al detto edificio, travolgendo il muro di cinta ed occupando il suolo interposto tra questo e l'edificio Albano, Le limitazioni legali della proprietà, in Tratt. Rescigno, 7, I, Torino, 1982; 577,

il principale requisito atto alla sua identificazione è la sua esclusiva funzione di demarcare e recingere le proprietà limitrofe:

"al muro posto accanto al confine tra le proprietà della ricorrente e del controinteressato non può essere negata la qualifica di "muro di cinta" ai sensi e per gli effetti dell"art. 878, 1 comma, c.c. stante l"esclusiva funzione di demarcare e recingere le proprietà limitrofe di ricorrente e controinteressato. In considerazione di tale esclusiva funzione non è quindi assoggettato alla normativa sul rispetto delle distanze legali" T.A.R. Calabria Catanzaro, 3.4.06, n. 348 - Redazione Giuffrè 2007.

Con maggior precisione,

"in tema di limitazioni legali della proprietà, i requisiti del muro di cinta che, ai sensi dell'art. 878 c.c. non va considerato ai fini del computo delle distanze ed è accomunato ad ogni altro muro isolato che non abbia altezza superiore a tre metri, sono: a) di essere isolato, nel senso che le facce di esso emergano dal suolo e siano distaccate da ogni altra costruzione; b) di essere destinato alla demarcazione della linea di confine e alla separazione e chiusura delle proprietà limitrofe; c) di avere un'altezza non superiore ai tre metri. Ne consegue che il muro realizzato a confine per la recinzione della proprietà, qualora sia unito - con una platea in cemento realizzata sotto il piano di campagna - ad altro muro edificato a ridosso ed in corrispondenza di esso, perde la natura di muro di cinta per acquistare quella di vera e propria costruzione da edificarsi nel rispetto delle distanze legali" Cass. 7.7.04, n. 12459, GCM 2004, 7-8.

Peraltro, l"idoneità a delimitare un fondo (e la funzione e l'utilità di demarcare la linea di confine e di recinzione del fondo medesimo) può (possono) supplire alla carenza degli ulteriori requisiti:

"un muro può essere qualificato come muro di cinta quando ha determinate caratteristiche: destinazione a recingere una determinata proprietà, altezza non superiore a tre metri, emergere dal suolo ed avere entrambe le facce isolate dalle altre costruzioni; in presenza di tali caratteristiche è applicabile la disciplina prevista dall'art. 878 c.c. e dalle norme di esso integrative, in ordine all'esenzione dal rispetto delle distanze tra costruzioni; tuttavia tale normativa si applica anche nel caso in cui si abbia un manufatto in tutto o in parte carente di alcune di esse, purché sia idoneo a delimitare un fondo e gli possa ugualmente essere riconosciuta la funzione e l'utilità di demarcare la linea di confine e di recingere il fondo" Cass. 25.6.01, n. 8671, GCM 2001, 1260.



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