Articoli, saggi, Responsabilità oggettiva, semioggettiva -  Redazione P&D - 2013-10-02

RESPONSABILITÀ CIVILE DEL DATORE DI LAVORO EX ART. 2049 C.C. - Giuseppe DE MARCO

Riceviamo e volentieri pubblichiamo il seguente articolo dell'Avv. Giuseppe De Marco relativo al rapporto di lavoro tra l"imprenditore ed il suo dipendente alla luce della sentenza della Cassazione penale n. 32462 del 25 luglio 2013.

L"ultima sentenza della Cassazione, che qui si annota, sull"istituto della responsabilità ex art. 2049 c.c., ha ribadito l"interpretazione ormai consolidatasi sulla natura del c.d. rapporto di preposizione. L"imprenditore (nella fattispecie, Casa di riposo) è responsabile civilmente, insieme al dipendente, pur in assenza di uno stabile rapporto di lavoro, dei danni arrecati dal dipendente stesso al paziente ricoverato; è sufficiente l"inserimento nell"organizzazione aziendale anche solo temporaneo.

Questa la massima enucleabile dalla sentenza Cassazione penale 25 luglio 2013 n. 32462: "per l"affermazione della responsabilità civile per il fatto penalmente illecito posto in essere dal dipendente non è necessario che la persona responsabile dell"illecito sia legata all"imprenditore da uno stabile rapporto di lavoro subordinato, ma è sufficiente che la stessa sia inserita, anche se temporaneamente od occasionalmente, nell"organizzazione aziendale, ed abbia agito, in questo contesto, per conto e sotto la vigilanza dell"imprenditore. È quindi rilevante un rapporto di occasionalità necessaria, nel senso che l"incombenza disimpegnata deve aver determinato una situazione tale da agevolare o rendere possibile il fatto illecito e l"evento dannoso, anche se l"agente abbia operato oltre i limiti delle sue incombenze, purché sempre nell"ambito dell"incarico affidatogli, così da configurare una condotta del tutto estranea al rapporto di lavoro".

La Suprema Corte ha deciso sul ricorso presentato dalla società che gestisce una casa di riposo per anziani, che era stata condannata in solido con l"assistente della stessa struttura, quale responsabile civile del reato di lesioni personali volontarie; in particolare, per avere la assistente colpito volontariamente, con una violenta spinta, un"anziana ospite ricoverata nella casa di riposo, cagionandole lesioni personali.



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