Legislazione e Giurisprudenza, Infortuni, malattie professionali -  Ricc√≤ Riccardo - 2014-01-25

RESPONSABILITÀ DA AMIANTO – Cass. 1477/2014 – Riccardo RICCÒ

Sentenza fresca d"inchiostro (di oggi 24 gennaio 2014) della sezione IV, pres. Lamorgese, rel. Nobile, per cui si ringrazia Cassazione.net, che sancisce il diritto del lavoratore - alla riparazione integrale del danno - nei confronti del datore di lavoro per esposizione al rischio amianto (dal 1976 al 1979), pur assodata la possibile "multi-fattorialità" eziogenetica della patologia contratta dal danneggiato.

Le questioni (quelle fondamentali) trattate dal supremo collegio:

- responsabilità: a parte le discipline speciali, chiude il sistema e regola il processo la norma dell"art. 2087, di natura contrattuale, così che si impone al lavoratore danneggiato di provare il danno subito, la nocività dell"ambiente di lavoro, nonché il nesso causale tra l"uno e l"atro, mentre si impone al datore di lavoro convenuto – ai fini esimenti – di provare "di avere fatto tutto il possibile per evitare il danno, ovvero di aver adottato tutte le cautele necessarie per impedire il verificarsi del danno medesimo".

V. anche, p. es,  Cass. 23.2.2010, n. 4370, in questa rivista.

In dottrina, v. ad es.: Barassi, Il diritto del lavoro, II, Milano, 1949, 234; Casola, Esonero da responsabilità del datore di lavoro e conseguenze processuali, ecc., RIDL, 2009, 1, 99; Donini, La causalità omissiva e l"imputazione per "l"aumento del rischio", RIDPP, 1999, 1, 32, § 6; Galantino, Obbligo di sicurezza, ecc., ISL, 2003, 343.

- causazione: posto il principio di equivalenza delle condizioni, si richiede evidenza di una "relazione probabilistica concreta tra comportamento ed evento dannoso, secondo il criterio, ispirato alla regola della normalità causale, ossia del più probabile che non", che consenta di ritenere attendibile - "qualificato" - il ragionamento causale probabilistico.

Per il rilievo - per ciò che interessa - degli studi epidemiologici rimando a, ex professo, Cass. 26.5.2006, n. 12559, RCDL, 2006, 947; ma v. anche Cass. 5.9.2006, n. 19047, RIML, 2008, 342, con nota di Barni; o Cass. 17.3.2005, n. 5890, RIML, 2006, 418; Cass. 12.5.2004, n. 9057, RGL, 2005, II, 204.

Sul danno da amianto in generale, anche se è ormai davvero copiosa la dottrina in argomento, si può v. da ultimo: Aa. Vv., Amianto: responsabilità civile e penale e risarcimento danni, Maggioli, 2012, e anche Coggiola, Alla ricerca delle cause. Uno studio sulla responsabilità per i danni da amianto, ESI, Napoli, 2011.

Per questioni particolari, v. Aa. Vv. (tra cui Gualtieri), L"industria e l"amianto: i nuovi materiali e le nuove tecnologie a dieci anni dalla Legge 257/1992, Riassunti del convegno, a cura del Consiglio Nazionale delle Ricerche; Buoli, Soluzione del problema amianto attraverso la bonifica in situ con resina epossodica. Comprensione dei fenomeni di interazione resina-amianto, Tesi di laurea, anno accademico 1998/99, Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, rel. Gualtieri; e Tartaglia, Inertizzazione di materiali amiantosi e riciclo nel gres porcellanato, Tesi di laurea, anno accademico 1997/98, Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, rel. Gualtieri e Vezzalini. Tesi che possono consultarsi presso la biblioteca Enzo Ferrari, Unimore, Facoltà di ingegneria.



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