Legislazione e Giurisprudenza, Responsabilità oggettiva, semioggettiva -  Mazzon Riccardo - 2013-08-19

RESPONSABILITA' DA COSE IN CUSTODIA: PUBBLICA AMMINISTRAZIONE E CONCORSO DEL DANNEGGIATO - RM

In ambito di responsabilità da cose in custodia, la condotta del danneggiato – con l'avvertenza che, in tema di responsabilità civile, affinché la violazione di una norma possa costituire causa o concausa di un evento, è necessario che essa sia preordinata ad impedirlo; nella pronuncia che segue, ad esempio, relativa ad un sinistro mortale occorso ad un soggetto che, alla guida della sua auto, era stato trafitto da una sbarra di ferro posta in corrispondenza dell'accesso all'argine di un fiume, la Suprema Corte ha confermato la sentenza di merito che aveva ritenuto sussistente la responsabilità della p.a. che aveva la custodia, cura e manutenzione dell'argine e degli impianti e dispositivi ad essi inerenti, essendo stato accertato sia che il divieto di transito era stato apposto per impedire di accedere alle sommità arginali del fiume utilizzandole come strada e non per impedire di avvicinarsi alla sbarra, posta dopo il cartello e priva di un sistema di fissaggio che, se adottato, sarebbe stato idoneo ad impedire l'evento, sia che la mobilità di tale sbarra era stata la causa esclusiva dello sfondamento del parabrezza dell'auto, sicché la trasgressione del conducente al divieto di transito era degradata a mera occasione dell'evento:

"in tema di responsabilità civile, affinché la violazione di una norma possa costituire causa o concausa di un evento, é necessario che essa sia preordinata ad impedirlo; in caso contrario la condotta trasgressiva del contravventore assume autonoma rilevanza giuridica, non però costitutiva di un rapporto di causalità con l'evento, in relazione al quale diviene un mero antecedente storico occasionale" (Cass. Civ., sez. III, 9 giugno 2010, n. 13830, GCM, 2010, 6, 876; AGCSS, 2010, 10, 786 - da ultimo, amplius, cfr., amplius, da ultimo, "Responsabilita' oggettiva e semioggettiva", Riccardo Mazzon, Utet, Torino 2012) -,

ove possa qualificarsi abnorme, può assumere efficacia causale esclusiva;

"l'ente proprietario di una strada aperta al pubblico transito si presume responsabile, ai sensi dell'art. 2051 c.c., dei sinistri riconducibili alle situazioni di pericolo immanentemente connesse alla struttura o alla conformazione stessa della strada e delle sue pertinenze, indipendentemente dal fatto che l'una o l'altra dipendano da scelte discrezionali della p.a.; su tale responsabilità influisce certamente la condotta della stessa vittima, la quale può assumere efficacia causale esclusiva (con esclusione quindi della responsabilità di cui all'art. 2051 c.c.), però, soltanto ove possa qualificarsi abnorme e cioè estranea al novero delle possibilità attuali congruamente prevedibili in relazione al contesto; diversamente, la condotta stessa potrà rilevare ai fini del concorso nella causazione dell'evento ai sensi dell'art. 1227 c.c., secondo le circostanze del caso da apprezzarsi dal giudice di merito e incensurabili in sede di legittimità purché congruamente e logicamente motivate" (Cass. Civ., sez. III, 22 marzo 2011, n. 6550, GDir, 2011, 28, 59),

diversamente, la condotta stessa potrà rilevare ai fini del concorso nella causazione dell'evento, ai sensi dell'articolo 1227 del codice civile, secondo le circostanze del caso, da apprezzarsi dal giudice di merito e incensurabili in sede di legittimità, purché congruamente e logicamente motivate:

"la Provincia, quale proprietario e custode della strada, deve rispondere, ex art. 2051 c.c., dei danni patiti dal conducente a seguito della caduta da un ciclomotore dovuta ad una sconnessione del manto stradale; ma può essere configurato un concorso di colpa ex art. 1227 comma 1 c.c. da parte del danneggiato, con conseguente percentuale diminuzione della responsabilità risarcitoria del custode, nel caso di comportamento imprudente da parte del danneggiato stesso" (Trib. Rimini 18 settembre 2010, n. 1399, GM, 2011, 5, 1278).



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