Legislazione e Giurisprudenza, Obbligazioni, contratti -  Mazzon Riccardo - 2016-03-16

RESPONSABILITA' DA INADEMPIMENTO DEL CONTRATTO: RECIPROCITA' E PRESUPPOSIZIONE - Riccardo MAZZON

L"esame della libera determinabilità del contenuto contrattuale – nell"ottica rivolta alla responsabilità derivante da un eventuale inadempimento - non risulterebbe completo senza l"accenno ai principi di reciprocità e presupposizione, i quali sovente lambiscono, nella pratica giudiziaria, l"istituto oggetto d'esame.

Si pensi, quanto al primo (reciprocità), a come sia stato recentemente confermato che le forme di esercizio dell'autonomia negoziale, dirette a acquistare la proprietà di beni immobili, non possono, di per sé, inquadrarsi tra i diritti fondamentali della persona e, in tal ambito, pertanto, la condizione di reciprocità (di cui all'art. 16 delle preleggi) mantiene, accanto alla sua vigenza, la sua funzione di stimolo e di invito alle altre comunità statali, diverse da quelle facenti parte dell'Unione europea, a modificare la propria legislazione nel senso più liberale possibile, a favore dei cittadini italiani che si trovano all'estero.

Peraltro, aggiunge la pronuncia che segue, nel godimento dei diritti civili in genere, i cittadini stranieri - regolarmente soggiornanti - non sottostanno ad alcuna condizione di reciprocità, salvo che la stessa sia richiesta dal testo unico sulla immigrazione o da convenzioni internazionali: anche in questo ambito, pertanto, l'accertamento della sussistenza del principio dì reciprocità, da regola che era, è divenuta eccezione; l'art. 16 delle preleggi, quindi, è destinato ad avere uno spazio di applicazione, non inciso dalla deroga, solo in relazione all'attività giuridica negoziale posta in essere dalle persone giuridiche dagli enti collettivi stranieri ovvero dai cittadini stranieri che

"non siano in possesso dello status di soggiorno regolare previsto dalla disciplina sulla immigrazione" (Cass. civ. sez. II 21 marzo 2013 n. 7210 GDir, 2013, 23, 57).

Si osservi, quanto al secondo, che la presupposizione, elemento accidentale del contratto, di costruzione dottrinale e giurisprudenziale, non attenendo all'oggetto, né alla causa, né ai motivi del contratto, consiste in una circostanza ad esso esterna.

La presupposizione, peraltro, pur se non specificamente dedotta come condizione, costituisce specifico e oggettivo presupposto di efficacia del contratto - cfr., amplius, "RISARCIMENTO DEL DANNO PER INADEMPIMENTO CONTRATTUALE", Riccardo Mazzon, Rimini 2014 - assumendo, per entrambe le parti - o anche per una sola di esse, ma con riconoscimento da parte dell'altra - valore determinante ai fini del mantenimento del vincolo contrattuale,

"il cui mancato verificarsi legittima l'esercizio del recesso" (Cass. civ. sez. un. 2 ottobre 2012 n. 16728 GC, Massimario 2012, 10, 1174).



Autore

immagine A3M

Visite, contatti P&D

Nel mese di agosto 2020 Persona & Danno ha registrato oltre 241.000 visite.

Articoli correlati