Legislazione e Giurisprudenza, Impresa, società, fallimento -  Tarantino Gianluca - 2015-09-18

RESPONSABILITA' DEGLI AMMINISTRATORI E DANNO DEL TERZO EX ART. 2395 C.C. - Cass. 17794/2015 - G. TARANTINO

Società

Danno del terzo

Prova del nesso di causalità

A fronte dell'inadempimento contrattuale di una società di capitali, la responsabilità risarcitoria degli amministratori nei confronti dell'altro contraente non deriva automaticamente da tale loro qualità, ma implica, secondo la previsione dell'art. 2395 c.c., la prova di una condotta dolosa o colposa degli amministratori medesimi, del danno e del nesso causale tra questa e il danno patito dal terzo contraente. In particolare, in ipotesi di bilancio contenente indicazioni inveritiere, che si assumano avere causato l'affidamento del terzo circa la solidità economico-finanziaria della società e la decisione del medesimo di contrattare con essa, il terzo che agisca per il risarcimento del danno avverso l'amministratore che abbia concorso alla formazione del bilancio asseritamente falso è onerato di provare non soltanto tale falsità, ma anche, mediante qualsiasi mezzo di prova, il nesso causale tra il dato falso e la propria determinazione di concludere il contratto, da cui sia derivato un danno in ragione dell'inadempimento della società alle proprie obbligazioni.

Così la Cassazione, con la pronuncia dell'8 settembre 2015, n. 11794 - pubblicata al link in calce - ribadisce il principio per il quale il terzo, che agisce per ottenere il risarcimento del danno nei confronti della società e degli amministratori ai sensi dell'art. 2395 c.c., deve provare non solo il danno ma anche il c.d. nesso eziologico, essendo il tipo di responsabilità in questione da ricondursi nell'ambito della responsabilità extracontrattuale con necessità, quindi, per il danneggiato, di offrire un riscontro probatorio anche in ordine alla causazione del danno lamentato.

Nel caso in specie, la Cassazione rimette la causa innanzi alla Corte di Appello di Trieste la quale, appurata la falsità del bilancio e la responsabilità, in tale falsificazione, degli amministratori, ha ritenuto di accogliere la domanda risarcitoria promossa dal terzo, indotto ad effettuare alcune operazioni con la società in ragione della solidità della stessa, come risultante dai bilanci, senza svolgere alcuna verifica in ordine alla derivazione del danno.

Il S.C. ritiene, per contro, non sufficiente, per il terzo, fornire la prova dell'effettività del danno, dovendo, invece, provare che il danno lamentato è direttamente riconducibile ad una condotta dolosa o colposa degli amministratori.



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