Legislazione e Giurisprudenza, Impresa, società, fallimento -  Tarantino Gianluca - 2013-11-15

RESPONSABILITA' DEI SINDACI E DISSESTO SOCIETARIO - Cass. 23233/2013 - Gianluca TARANTINO

Con la sentenza del 14 ottobre 2013, n. 23233, la Cassazione si pronuncia sui presupposti della responsabilità dei sindaci, in solido con gli amministratori, in caso di perdite patrimoniali subite della società. Il S.C., al riguardo, precisa che una tale responsabilità dei sindaci, seppur in concorso con gli amministratori, richiede sia il mancato rispetto da parte dei sindaci dei doveri di vigilanza inerenti alla loro carica, sia l'esistenza di un nesso di causalità tra le violazioni addebitate e il danno accertato, onde i sindaci possono essere chiamati a rispondere delle perdite patrimoniali della società solo nel caso e nella misura in cui queste ultime siano ad essi direttamente imputabili.

Nel corso dei giudizi di merito, infatti, il fallimento della società ha sostenuto la tesi che i sindaci non si erano opportunamente attivati per ridurre il danno subito dalla società per la gestione degli amministratori e, in particolare, ritardando la dichiarazione di fallimento e, quindi, aggravando il dissesto con conseguente aumento degli interessi dovuti, impedendo l'effetto di cristalizzazione degli interessi di cui all'art. 55 della legge fallimentare.

Secondo la Cassazione, i giudici di merito hanno correttamente rilevato che il danno cagionato dalla condotta omissiva dei sindaci non può identificarsi, in sè, con il dissesto della società, "ma nel suo aggravamento conseguito, per effetto dell'aumentato ammontare degli interessi, al ritardo con cui è stato dichiarato il fallimento". Da ciò si individua "in re ipsa, il nesso di causalità considerato che ai sindaci si è addebitato la mancata formulazione di rilievi critici su poste di bilancio palesemente ingiustificate ed il mancato esercizio di poteri sostitutivi che, secondo l'id quod plerumque accidit, avrebbero condotto ad una più sollecita dichiarazione di fallimento".



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