Legislazione e Giurisprudenza, Responsabilità oggettiva, semioggettiva -  Redazione P&D - 2014-06-18

RESPONSABILITA' DEL COMUNE PER MANUTENZIONE DELLA STRADA APPALTATA A TERZI - Trib.Milano 7544/14 - S.BATTISTON

Caduta su ghiaccio? Responsabilità del Comune anche se la manutenzione della strada è stata appaltata a terzi. Trib. Milano, X Civile, 09/06/2014, n. 7544

Con la sentenza in oggetto il Tribunale di Milano prende posizione sull'applicabilità dell'art. 2051 c.c. chiarendo che in caso di danni derivanti da caduta del pedone a causa di ghiaccio e neve presenti sul manto stradale deve essere ritenuto responsabile il Comune proprietario della strada in qualità di custode della stessa.

In particolare nel caso in esame l'attrice, nel percorrere un passaggio pedonale obbligato per raggiungere la stazione ferroviaria, scivolava sul ghiaccio formatosi a causa della scarsa manutenzione del marciapiede. Il Comune si costituiva in giudizio asserendo la carenza di qualsivoglia responsabilità a suo carico sostenendo che la caduta era da imputarsi unicamente a disattenzione del pedone e che, ad ogni modo, la responsabilità andava imputata a terzi soggetti ai quali aveva affidato la manutenzione della strada con regolare contratto di appalto.

Secondo il Giudice di merito, tuttavia, la devoluzione dei servizi di manutenzione delle strade ad altro soggetto non fa venir meno il potere di fatto e la custodia in capo al Comune relativamente alla strada aperta al pubblico costituendo, semmai, giusto titolo per la domanda di manleva in relazione ai danni derivati dalla carente manutenzione.

Tale pronuncia si inserisce nell'ambito di un consolidato filone giurisprudenziale secondo il quale l'ente proprietario di una strada aperta al pubblico transito si presume responsabile, in base all'art. 2051 c.c., dei sinistri causati dalla particolare conformazione della strada o delle sue pertinenze. Siffatta responsabilità è esclusa solo dal caso fortuito, consistente nell'alterazione dello stato dei luoghi imprevista, imprevedibile e non tempestivamente eliminabile o segnalabile agli utenti neppure con l'uso dell'ordinaria diligenza. A tal fine, il caso fortuito può ravvisarsi anche nella condotta della stessa vittima, consistita nell'omissione delle normali cautele esigibili in situazioni analoghe e che, mediante l'impropria utilizzazione del bene pubblico, abbia determinato l'interruzione del nesso causale tra lo stesso bene in custodia e il danno (così Cass. Civ., 18/02/2014, n. 3793; si veda anche Cass. Civ. 20/12/2013, n. 28616).

In applicazione di tali principi, in caso di caduta dovuta alla presenza di neve e ghiaccio, i giudici di merito hanno ribadito che la responsabilità per danni da cosa in custodia di cui all'art. 2051 c.c. ha natura oggettiva in quanto si fonda sul mero rapporto di custodia, cioè sulla relazione intercorrente fra la cosa dannosa e colui il quale ha l'effettivo potere su di essa. Ai fini dell'affermazione di tale responsabilità, pertanto, mentre da un lato è necessario che il danno sia prodotto nell'ambito del dinamismo connaturale del bene, seppure provocato da elementi esterni, dall'altro si richiede che la cosa, pur combinandosi con l'elemento esterno (come, nella specie, la strada resa scivolosa dalla neve divenuta ghiacciata), costituisca la causa o la concausa del danno. Quanto al riparto dell'onere probatorio è sufficiente che il pedone provi la presenza del ghiaccio sulla strada, nonché del nesso di causalità tra tale circostanza e la caduta riportata ed i danni da ciò derivati, mentre all'Ente Comunale non basterà provare di aver predisposto un sistema di sgombero della neve (si veda Trib. Ivrea, 26/05/2010).

Ed infatti, in linea con tale orientamento, il Tribunale di Milano ha ritenuto sussistente la responsabilità ex art. 2051 c.c. in capo al Comune convenuto in qualità di custode del marciapiede del sottopasso pedonale, pur riconoscendo alla condotta della danneggiata una incidenza concorsuale sull'evento di danno. L'attrice, infatti, secondo il giudicante ha, comunque, concorso in maniera paritetica alla causazione del danno in quanto le condizioni di innevamento erano chiaramente percepibili e la stessa avrebbe dovuto prestare adeguata attenzione nell'incedere.

Si ritiene opportuno segnalare, tuttavia, che proprio in caso di scivolamento dovuto a presenza di neve e ghiaccio, il Tribunale di Milano aveva già avuto occasione di pronunciarsi aderendo ad un diverso orientamento. Con sentenza del 14/01/2011 i Giudici meneghini affermavano, infatti, che non si configura la responsabilità della pubblica amministrazione in relazione ai danni riportati dall'attrice in conseguenza della caduta nella quale sia incorsa scivolando rovinosamente a terra su una lastra di ghiaccio formatasi per effetto di una abbondante nevicata. In particolare, in tale sentenza, si legge che non è ravvisabile il rapporto di causalità, fondamentale ai fini dell'addebitabilità del fatto alla responsabilità dell'ente, in quanto l'intrinseca pericolosità del manto stradale e la gelata dovuta alle rigide temperature, interrompe il dinamismo causale del danno sino ad escludere la responsabilità del custode ai sensi dell'art. 2051 c.c.



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