Legislazione e Giurisprudenza, Responsabilità oggettiva, semioggettiva -  Mazzon Riccardo - 2015-06-04

RESPONSABILITA' DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE: MAGISTRATI, AGENTI, INFORTUNI, RIFIUTI - Riccardo MAZZON

quiescenza, Affari Esteri, rifiuti ospedalieri speciali

agenti di polizia, infortuni sul lavoro, magistrati

non vi è alcun ostacolo all'applicabilità integrale dell'art. 2049 del codice civile alla Pubblica Amministrazione

Si confrontino, in argomento (cfr., amplius, capitolo sedicesimo del volume "Responsabilita' oggettiva e semioggettiva", Riccardo Mazzon, Utet, Torino 2012), le seguenti pronunce, in ambito di lesione del diritto al trattamento di quiescenza (nella specie, in relazione alla domanda proposta da un dipendente di un Comune, che, sulla base delle informazioni fornite dall'ente in ordine alla sua anzianità lavorativa, aveva rassegnato le dimissioni, conseguendo il trattamento di quiescenza provvisorio, poi revocato dal Ministero del tesoro per carenza del requisito dell'anzianità utile per conseguire il trattamento di pensione, e che, deducendo sia la negligenza dell'ente, che aveva agito al di fuori dei canoni della diligenza che deve richiedersi al datore di lavoro, sia la violazione delle norme contenute negli art. 2043 e 2049 c.c., aveva chiesto la condanna del Comune al pagamento delle somme trattenute sullo stipendio e sulla pensione e al risarcimento del danno, le Sezioni Unite hanno dichiarato la giurisdizione del giudice ordinario),

"poiché il diritto alla pensione - da intendersi come il diritto avente ad oggetto il trattamento pensionistico e come tale distinto da quello ai singoli ratei - trovando il proprio fondamento nella rilevanza degli interessi che ne sono a base e che ricevono tutela dall'art. 38 cost., deve essere considerato alla stregua di un bene primario, come tale non soggetto a prescrizione nè ad atti di disposizione, e poiché di fronte ad un medesimo fatto che integri, contemporaneamente, la violazione di diritti soggettivi primari spettanti alla persona offesa indipendentemente dalla esistenza di un preesistente rapporto giuridico e la violazione di diritti derivanti a una delle parti da un contratto validamente concluso o comunque da un rapporto giuridico già venuto in essere può ipotizzarsi sia l'esistenza della responsabilità extracontrattuale che di quella contrattuale a carico dell'agente, l'azione risarcitoria per la lesione del diritto al trattamento di quiescenza promossa nei confronti della p.a. da parte di un soggetto che sia legato alla stessa da un rapporto di pubblico impiego, attribuita in ipotesi alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo, deve essere qualificata come extracontrattuale, sia nel caso in cui l'attore ponga a fondamento della propria domanda, in modo espresso, la c.d. responsabilità aquiliana, sia qualora non emerga una precisa e chiara scelta del danneggiato in favore della responsabilità contrattuale, sia comunque nel caso in cui la lesione del diritto del lavoratore non sia correlata a poteri della p.a. che si estrinsecano in atti amministrativi di cui si contesti la legittimità, ma venga dedotto un "quid pluris" rispetto al provvedimento amministrativo e ai suoi effetti indiretti, naturali ed inevitabili, sufficiente ad integrare un'attività illecita della p.a. " (Cass. civ., Sez. U., 10 giugno 2003, n. 9219, GCM, 2003, 6; DeG, 2003, 26, 89; FACS, 2003, 1827),

Ministero degli Affari Esteri,

"la legge non conferisce alle organizzazioni non governative nazionali riconosciute idonee alla gestione di programmi di cooperazione alcun potere di rappresentanza del Ministero degli affari esteri, nè tali organizzazioni sono inserite nella struttura organica del Ministero. Pertanto, il Ministero non risponde degli inadempimento di tali organizzazioni, nè in quanto mandante, nè sotto il profilo della responsabilità dei padroni e committenti" (Trib. Roma 10 settembre 2002, GM, 2003, 547),

malattia contratta dal vigile del fuoco venuto a contatto con rifiuti ospedalieri speciali,

"non sussiste la responsabilità della p.a. per la malattia contratta dal vigile del fuoco venuto a contatto con rifiuti ospedalieri speciali, allorquando i propri dipendenti, in stato di sciopero, abbiano infranto i più evidenti limiti del diritto di sciopero, in quanto tale condotta si pone come causa sopravvenuta caratterizzata da anormalità e eccezionalità tale da recidere il nesso di causalità tra la condotta dei convenuti e l'evento lamentato" (Trib. Napoli 18 dicembre 2001, GNap, 2002, 126),

reati commessi da agenti di polizia (nella fattispecie, relativa ad un serie di reati commessi da agenti di polizia, la Corte ha cassato la sentenza impugnata che aveva ritenuto la responsabilità civile del Ministero degli Interni senza accertare la contestualità tra svolgimento delle mansioni e comportamento criminoso, nonché le relative specifiche connessioni e l'eventuale condotta - anche omissiva - di altri dipendenti dell'amministrazione che avrebbero potuto agevolare la commissione dei reati, e, in particolare, senza valutare se il comportamento degli imputati, ancorché deviato, risultasse in ogni caso inquadrabile nel meccanismo delle attività complessive dell'ente e delle correlative finalità, o, viceversa, avesse determinato una completa responsabilità per la p.a.),

"ai fini dell'affermazione della responsabilità civile della p.a. per reato commesso dal dipendente, deve essere accertata l'esistenza di un nesso di occasionalità necessaria tra il comportamento doloso posto in essere dall'agente e le incombenze affidategli, verificando che la condotta si innesti nel meccanismo dell'attività complessiva dell'ente e che l'espletamento delle mansioni inerenti al servizio prestato abbia costituito conditio sine qua non del fatto produttivo del danno per averne in modo decisivo agevolato la realizzazione" (Cass. pen., sez. VI, 20 giugno 2000, n. 13048, Occhipinti, CP, 2002, 1417),

infortuni sul lavoro,

"le disposizioni del d.P.R. n. 1124 del 1965 che, in tema di infortuni sul lavoro, prevedono la responsabilità civile del datore di lavoro qualora il fatto-reato produttivo dell'infortunio sia imputabile a coloro che il primo ha incaricato della direzione o sorveglianza del lavoro, se del fatto di questi ultimi debba rispondere secondo il codice civile, trovano applicazione anche nel caso di responsabilità diretta della p.a. per il fatto dei propri dipendenti, atteso che la normativa suddetta deve interpretarsi estensivamente e, quindi, non ritenersi limitata all'ipotesi di responsabilità indiretta di cui all'art. 2049 c.c." (Cass. civ., sez. lav., 18 agosto 2000, n. 10950, GCM, 2000, 1815),

magistrati (la Suprema Corte, con la pronuncia in esame, ha cassato la sentenza che aveva accolto la domanda risarcitoria nei confronti del solo magistrato, mentre l'aveva rigettata nei confronti del Ministero di grazia e giustizia, sul presupposto che l'illecito non era attribuibile allo Stato, posto che il magistrato, sia pure mediante abuso dei poteri attribuitigli dalla legge, aveva agito per scopi meramente personali, avvalendosi della sua posizione di superiorità):

"la responsabilità dello Stato, ai sensi dell'art. 13 della legge n. 117 del 1998, per i danni conseguente a fatti costituenti reato commessi dal magistrato nell'esercizio delle sue funzioni ed accertati dal giudice penale, non è esclusa dalla circostanza che il comportamento del magistrato non sia diretto al conseguimento di fini istituzionali, ma mosso da motivi personali ed egoistici, quando l'atto stesso, indipendentemente dalla sua concreta rispondenza o meno alle esigenze di giustizia, sia comunque collegato all'espletamento della funzione giudiziaria, inserendosi nell'ambito di un procedimento quale forma di trattazione dello stesso" (Cass. civ., sez. I, 24 novembre 2000, n. 15192, GCM, 2000, 2439).



Autore

immagine A3M

Visite, contatti P&D

Nel mese di agosto 2020 Persona & Danno ha registrato oltre 241.000 visite.

Articoli correlati