Legislazione e Giurisprudenza, Risarcimento, reintegrazione -  Mazzon Riccardo - 2013-10-02

RESPONSABILITA' DELLA SCUOLA: CADUTA DALLA SEDIA, INCIAMPO SU ZAINO, INCIDENTE IN ZONA LIMITROFA - RM

La casistica giurisprudenziale, riguardante la responsabilità degli insegnanti (e figure equiparate:  amplius, da ultimo, "Responsabilita' oggettiva e semioggettiva", Riccardo Mazzon, Utet, Torino 2012), risulta, intuitivamente, esser più che mai interessante e variegata; ad esempio, si confrontino le seguenti pronunce che affrontano problematiche connesse

  • alla caduta dalla sedia (nella recente sentenza qui riportata, correggendo, ex art. 384, comma 2, c.p.c., la motivazione dell'impugnata sentenza, che aveva fatto applicazione dell'art. 2048 c.c. anziché della responsabilità contrattuale secondo il principio affermato da Cass., Sez. un., n. 9346 del 2002, la Suprema Corte ha ritenuto - in base all'accertamento compiuto dal giudice del merito - non ascrivibile nella specie all'insegnante alcun addebito di culpa in vigilando, in mancanza di omessa adozione di preventive misure organizzative e disciplinari volte ad evitare l'insorgenza di situazioni di pericolo nonché stante la repentinità del verificarsi della caduta dell'alunno dalla sedia del banco di scuola elementare, evento invero non prevedibile né prevenibile in base all'ordinaria diligenza, come tale integrante la recepita nozione del fortuito quale causa di esonero da responsabilità),

"nel caso di danno cagionato dall'alunno a sé stesso, la responsabilità dell'istituto scolastico e dell'insegnante non ha natura extracontrattuale, bensì contrattuale, atteso che - quanto all'istituto scolastico - l'accoglimento della domanda di iscrizione, con la conseguente ammissione dell'allievo alla scuola, determina l'instaurazione di un vincolo negoziale, dal quale sorge l'obbligazione di vigilare sulla sicurezza e l'incolumità dell'allievo nel tempo in cui questi fruisce della prestazione scolastica in tutte le sue espressioni, anche al fine di evitare che l'allievo procuri danno a se stesso; e che - quanto al precettore dipendente dell'istituto scolastico - tra insegnante e allievo si instaura, per contatto sociale, un rapporto giuridico nell'ambito del quale l'insegnante assume, nel quadro del complessivo obbligo di istruire ed educare, anche uno specifico obbligo di protezione e vigilanza, onde evitare che l'allievo si procuri da solo un danno alla persona. Ne deriva che, nelle controversie instaurate per il risarcimento del danno da autolesione nei confronti dell'istituto scolastico e dell'insegnante, è applicabile il regime probatorio desumibile dall'art. 1218 c.c., sicché, mentre l'attore deve provare che il danno si è verificato nel corso dello svolgimento del rapporto, sull'altra parte incombe l'onere di dimostrare che l'evento dannoso è stato determinato da causa non imputabile né alla scuola né all'insegnante" (Cass. civ., sez. III, 18 novembre 2005, n. 24456, GCM, 2006, 1; CIV, 2009, 4, 94);

  • al ferimento di alunno, avvenuto in ambiente non adibito ad esclusivo uso della scuola (nella specie la Corte di Cassazione ha confermato la sentenza di merito, che aveva escluso la responsabilità dell'amministrazione scolastica, con riguardo al ferimento con arma da fuoco di un minore, da parte di un nomade, con il quale aveva avuto un litigio il giorno precedente, in quanto avvenuto in un cortile antistante la scuola, non adibito ad esclusivo uso della stessa, essendo transitabile ed accessibile da terzi per il parcheggio di autoveicoli, neppure rilevando l'uso di tale luogo per la sosta dei ritardatari, atteso che era stato accertato che l'alunno ferito aveva deliberatamente deciso di non entrare a scuola alla prima ora, ma di allontanarsi dal cortile per recarsi in un vicino bar),

"in tema di responsabilità civile ex art. 2048 c.c., il dovere di vigilanza dell'insegnante per il danno subito dall'allievo - obbligo la cui estensione va commisurata all'età ed al grado di maturazione raggiunto dagli allievi in relazione alle circostanze del caso concreto - presuppone che l'allievo gli sia stato affidato. pertanto colui che agisce per ottenere il risarcimento deve dimostrare che l'evento dannoso si è verificato nel tempo in cui l'alunno era sottoposto alla vigilanza dell'insegnante, restando indifferente che invochi la responsabilità contrattuale per negligente adempimento dell'obbligo di sorveglianza o la responsabilità extracontrattuale per omissione delle cautele necessarie, suggerite dall'ordinaria prudenza, in relazione alle specifiche circostanze di tempo e di luogo, affinché sia salvaguardata l'incolumità dei discenti minori"(Cass. civ., sez. III, 4 febbraio 2005, n. 2272, GCM, 2005, 2);

  • all'allievo che inciampi in uno zaino,

"nel caso di infortunio occorso a scuola, la presunzione di responsabilità ex art. 2048 c.c. (a carico dei precettori per i danni cagionati all'allievo da un fatto illecito) presuppone un fatto obiettivamente antigiuridico. Tale non può considerarsi la condotta che procuri danno non a un terzo ma a se stesso. Nella fattispecie uno scolaro alzatosi dal banco era inciampato in uno zaino posto a terra riportando fratture al gomito"(Trib. Milano 22 maggio 2004, GiustM, 2004, 52);

  • all'allontanamento furtivo del minore, dall'istituto scolastico:

"nel caso in cui un alunno si allontani furtivamente durante l'orario delle lezioni, ovvero durante lo svolgimento di attività didattica, causando un sinistro stradale dal quale derivino danni a terzi, il Ministero della pubblica istruzione è tenuto a rispondere ex art. 2048 c.c. dei danni subiti da questi ultimi, a meno che non dimostri che gli insegnanti avevano nel caso concreto adottate tutte le misure idonee alla sorveglianza degli alunni"(Trib. Roma 7 luglio 2003, GRom, 2004, 195).



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