Legislazione e Giurisprudenza, Risarcimento, reintegrazione -  Fabbricatore Alfonso - 2015-11-19

RESPONSABILITÀ DELLA STRUTTURA SANITARIA PRIVATA: È DI NATURA CONTRATTUALE - Cass. 23198/15 - di A.FABBRICATORE

Cassazione, sez. III Civile, 13 novembre 2015, n. 23198, Pres. Berruti – Rel. Carluccio

La responsabilità delle case di cure private nei confronti dei propri pazienti ha natura contrattuale e, pertanto, soggiace alla disciplina dettata da una ormai risalente giurisprudenza di riferimento.

Questo, in estrema sintesi, è quanto stabilisce la S.C. con la sentenza in epigrafe. La vicenda trae spunto dalla richiesta di risarcimento dei danni a persona subiti da una donna a seguito di un errato intervento chirurgico cui si era sottoposta presso una struttura sanitaria privata.

Tralasciando i dettagli del caso specifico, i principi enucleati con la sentenza in commento appaiono in linea con la più vasta produzione giurisprudenziale degli ultimi anni e meritano di essere analizzati in questa sede.

La ricorrente struttura privata, adito il Giudice di legittimità, contesta che una differenziazione tra ricovero nella struttura pubblica e ricovero nella struttura privata, per la quale ultima varrebbe, oltre all'art. 2049 c.c., anche il 1218 c.c., sarebbe configurabile solo nel caso di assunzione di patto contrattuale con il privato per l'esecuzione dell'intervento, mentre nelle sentenze di legittimità sono state fatte affermazioni generali, sia per quelle pubbliche che per quelle private, e che in realtà, decidendo sempre casi di medici subordinati, convenzionati o legati da un rapporto di collaborazione continuativo, con le suddette aziende, non sarebbero applicabili alla fattispecie in esame.

Oltretutto la responsabilità della casa di cura sarebbe individuabile, oltre che nel caso di responsabilità diretta per malfunzionamento delle attrezzature, solo nel caso di responsabilità del personale paramedico o ausiliario dipendente, e viceversa, nella specie, la paziente contattò direttamente il medico e provvide al pagamento con distinte fatture; lo stesso medico concordò con la clinica gli interventi e quest"ultima si adoperò esclusivamente per mettere a disposizione la sala operatoria, la camera per la degenza, la somministrazione di medicinali e il materiale sanitario. Pertanto, sempre secondo la tesi proposta dalla ricorrente, dovrebbe essere il medico scelto dal paziente a rispondere anche per la colpa addebitabile direttamente quale ausiliaria ex 1228 c.c..

In realtà nelle sentenze di merito è stato accertato che l'accettazione della paziente in clinica fu fatta dal medico, il quale ne seguì poi il decorso durante l'intervento chirurgico e la degenza, impartendo le relative direttive.    
La Corte di merito ha fatto corretta applicazione del principio consolidato nella giurisprudenza di legittimità, secondo il quale "Il rapporto che si instaura tra paziente e casa di cura (o ente ospedaliero) ha la sua fonte in un atipico contratto a prestazioni corrispettive con effetti protettivi nei confronti del terzo, da cui, a fronte dell'obbligazione al pagamento del corrispettivo (che ben può essere adempiuta dal paziente, dall'assicuratore, dal servizio sanitario nazionale o da altro ente), insorgono a carico della casa di cura (o dell'ente), accanto a quelli di tipo lato sensu alberghieri, obblighi di messa a disposizione del personale medico ausiliario, del personale paramedico e dell'apprestamento di tutte le attrezzature necessarie, anche in vista di eventuali complicazioni od emergenze.

Ne consegue che la responsabilità della casa di cura (o dell'ente) nei confronti del paziente ha natura contrattuale e può conseguire, ai sensi dell'art. 1218 cod. civ., all'inadempimento delle obbligazioni direttamente a suo carico, nonché, in virtù dell'art. 1228 cod. civ., all'inadempimento della prestazione medico-professionale svolta direttamente dal sanitario, quale suo ausiliario necessario pur in assenza di un rapporto di lavoro subordinato, comunque sussistendo un collegamento tra la prestazione da costui effettuata e la sua organizzazione aziendale, non rilevando in contrario al riguardo la circostanza che il sanitario risulti essere anche di fiducia dello stesso paziente, o comunque dal medesimo scelto". (ex plurimis, Cass. n. 13952 del 2007).

Deve aggiungersi che, nelle molteplici decisioni della Corte di legittimità che hanno affermato il principio, nessuna differenziazione emerge tra natura pubblica o privata della struttura sanitaria. E non potrebbe essere diversamente, in ragione della intrinseca identica natura del contratto atipico di spedalità e della irrilevanza della scelta del medico; assumendo per contro rilievo solo la riconducibilità dell'attività del medico all'ambito di applicazione dell'art. 1228 c.c., per essersi la struttura ospedaliera (pubblica o privata) comunque avvalsa dell'opera del medico. D'altra parte, ai fini dell'art. 1228 cit., il debitore che nell'adempimento dell'obbligazione si avvale dell'opera di terzi risponde anche dei fatti dolosi o colposi di questi e per l'avvalimento è sufficiente che il professionista sia inserito in qualche modo nella struttura sanitaria, non occorrendo, non solo un rapporto di dipendenza, ma neanche una convenzione o un rapporto di collaborazione continuativo.

Con conseguente irrilevanza che il medico sia stato scelto dal paziente e che sia stato il tramite per la scelta della clinica, sempre che il professionista sia in qualche modo inserito nella struttura sanitaria, giacché la scelta del paziente risulta in tale ipotesi operata pur sempre nell'ambito della scelta più generale effettuata a monte dalla struttura sanitaria. (Cass. n. 8826 del 2007).

Del tutto non conferente rispetto alla specie è l'ipotesi, sostenuta dalla ricorrente, della responsabilità del medico non solo per colpa propria ma anche per responsabilità addebitabile alla clinica, quale ausiliaria del medico; ipotesi che presuppone un medico di fiducia indicato dal paziente e del tutto estraneo all'organizzazione della struttura sanitaria, nella quale si inserisce come mezzo di adempimento fornito dal paziente creditore alla clinica debitrice.



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