Legislazione e Giurisprudenza, Responsabilità oggettiva, semioggettiva -  Mazzon Riccardo - 2015-07-02

RESPONSABILITA' DELL'OSPEDALE: L'INTERVENTO DEL MEDICO DI FIDUCIA DEL PAZIENTE - Riccardo MAZZON

intervento eseguito da medico di fiducia del paziente

ambito sanitario e responsabilità dell'ente ospedaliero

anche in questo caso, non vi è alcun ostacolo all'applicabilità integrale dell'art. 2049 del codice civile alla Pubblica Amministrazione

Premesso che, in presenza di contratto di spedalità (cfr., amplius, capitolo sedicesimo del volume "Responsabilita' oggettiva e semioggettiva", Riccardo Mazzon, Utet, Torino 2012), la responsabilità della struttura ha natura contrattuale, sia in relazione a propri fatti d'inadempimento sia per quanto concerne il comportamento dei medici dipendenti, a norma dell'art. 1228 c.c., secondo cui il debitore che nell'adempimento dell'obbligazione si avvale dell'opera di terzi, ancorché non alle sue dipendenze, risponde anche dei fatti dolosi o colposi dei medesimi, tale responsabilità non è esclusa dalla circostanza che, ad eseguire l'intervento, sia un medico di fiducia del paziente, sempre che la scelta cada (anche tacitamente) su professionista inserito nella struttura sanitaria:

"a questi fini è sufficiente che la struttura sanitaria comunque si avvalga dell'opera di un medico. Né ad escludere tale responsabilità è idonea la circostanza che ad eseguire l'intervento sia un medico di fiducia del paziente, sempre che la scelta cada (anche tacitamente) su professionista inserito nella struttura sanitaria, giacché la scelta del paziente risulta in tale ipotesi operata pur sempre nell'ambito di quella più generale ed a monte effettuata dalla struttura sanitaria, come del pari irrilevante è che la scelta venga fatta dalla struttura sanitaria con (anche tacito) consenso del paziente" (Cass. civ., sez. III, 13 aprile 2007, n. 8826, GCM, 2007, 7-8).

D'altra parte, anche se il medico curante non facesse parte della struttura,

"nel caso di danni causati dall'insuccesso di un intervento chirurgico, la casa di cura nella quale l'intervento è stato praticato risponde, a titolo contrattuale ex art. 1218 c.c., del danno causato dal chirurgo, anche nei casi in cui quest'ultimo non faccia parte dell'organizzazione aziendale della casa di cura" (Cass. civ., sez. III, 8 gennaio 1999, n. 103, GCM, 1999, 24, SI, 1999, 569; RCP, 1999, 683),

è necessario rammentare come il complesso ed atipico rapporto, instaurato tra quest'ultima e il paziente, non si esaurisca nella mera fornitura di prestazioni di natura alberghiera (somministrazione di vitto e alloggio), ma consista anche e soprattutto nella messa a disposizione del personale medico ausiliario e di quello paramedico, nonché nell'apprestamento dei medicinali e di tutte le attrezzature necessarie, anche in vista di eventuali complicanze (nella fattispecie sottoposta al giudizio della Suprema Corte, da cui è scaturita la pronuncia che segue, le inadempienze della casa di cura erano consistite nell'insufficienza delle apparecchiature di rilevazione del battito cardiaco, nella omissione della amnioscopia, nella totale assenza di una struttura di rianimazione di neonati in difficoltà, nonché nella mancanza di un'efficiente organizzazione per la ricerca di un centro ospedaliero attrezzato):

"il complesso ed atipico rapporto che si instaura tra la casa di cura e il paziente (nella specie, una partoriente), anche nell'ipotesi in cui quest'ultimo scelga il medico curante al di fuori della struttura sanitaria, non si esaurisce nella mera fornitura di prestazioni di natura alberghiera (somministrazione di vitto e alloggio), ma consiste nella messa a disposizione del personale medico ausiliario e di quello paramedico, nonché nell'apprestamento dei medicinali e di tutte le attrezzature necessarie, anche in vista di eventuali complicanze; è perciò configurabile una responsabilità autonoma e diretta della casa di cura ove il danno subito dal paziente risulti causalmente riconducibile ad una inadempienza delle obbligazioni ad essa facenti carico " (Cass. civ., sez. III, 14 luglio 2004, n. 13066, DResp, 2005, 537; RCP, 2005, 1362; GCM, 2004, 7-8).



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