Legislazione e Giurisprudenza, Responsabilità oggettiva, semioggettiva -  Rossi Stefano - 2013-09-13

RESPONSABILITA' E RISCHI DEL GESTORE DEL CAMPO DI CALCETTO - Cass. civ., 30.8.2013, n. 19998 - Stefano ROSSI

Il gestore di un campo di calcio si era visto rigettare l"appello proposto contro la condanna – con esclusione della manleva chiesta nei confronti della società assicuratrice - al risarcimento dei danni subiti da un giocatore della domenica per lesioni durante una partita di calcetto nel campo gestito dal ricorrente.

Il ricorrente lamentava l"erroneo riconoscimento della sua responsabilità in base all"evidenza del nesso causale tra conformazione dell"oggetto (in particolare, del palo metallico che sorreggeva la struttura del campo da gioco) ed evento lesivo, alla stregua della non contestata adeguatezza delle condizioni della cosa.

Per la Cassazione, la sentenza impugnata ha applicato correttamente il consolidato principio per il quale la responsabilità per le cose in custodia, prevista dall"art. 2051 c.c., ha natura oggettiva e necessita del mero rapporto eziologico tra cosa e evento, tale da prescindere dall"accertamento della pericolosità della cosa stessa e da sussistere in relazione a tutti i danni da essa cagionati, sia per la sua intrinseca natura, sia per l"insorgenza in essa di agenti dannosi, essendo esclusa solo dal caso fortuito.

I giudici di legittimità hanno chiarito che l"allegazione e la prova del fortuito – che avrebbe potuto consistere nel rigoroso rispetto di eventuali normative esistenti o comunque nella concreta configurazione della cosa in condizioni tali da non essere in grado di nuocere normalmente ai soli fruitori, se non appunto in ipotesi di accadimenti imprevedibili e ascrivibili al fatto del danneggiato stesso o di terzi – andavano quindi prospettate dal ricorrente in questione fin dai gradi di merito.

Nel caso di specie – essendo l"esclusione del fortuito stata posta a base della sentenza di primo grado -, era onere del gestore riportare nel ricorso i passaggi delle pronunce dei gradi di merito in cui tale ratio decidendi emergeva, al fine di escludere la novità della censura in sede di legittimità. Per tale motivo, la Corte ha rigettato il ricorso, essendo stato correttamente indicato il principio di diritto per cui il gestore è responsabile degli infortuni capitati ai fruitori, ove non provi l"elisione del nesso causale tra la cosa e l"evento.



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