Articoli, saggi, Sport -  Mazzon Riccardo - 2014-03-25

RESPONSABILITA' PER ATTIVITA' PERICOLOSA: GLI SPORT SONO TUTTI PERICOLOSI? - PRIMA PARTE - Riccardo MAZZON

E' evidente a tutti come esistano, effettivamente, sports il cui esercizio sia, effettivamente, più pericoloso rispetto ad altri: si pensi, ad esempio, all'attività venatoria, che essendo esercitata mediante armi da fuoco (mezzi destinati all'offesa),

"poiché non sono ammissibili, a norma dell'art. 16 cost., restrizioni alla libertà di circolazione delle persone nelle campagne e nei luoghi dove sia in atto l'esercizio della caccia, nel caso di ferimento di taluno per effetto di un colpo di fucile sparato da un cacciatore senza il previo accertamento di una sufficiente libertà e sicurezza del campo di tiro, non è configurabile una colpa concorrente del danneggiato con quella del feritore per il solo fatto che il primo si sia avvalso del pari diritto di esercitare la caccia nella stessa località del secondo o anche a breve distanza da lui" (Cass. civ., sez. III, 19 agosto 2003, n. 12109, GCM, 2003, 7-8 - cfr., amplius, da ultimo, "Responsabilita' oggettiva e semioggettiva", Riccardo Mazzon, Utet, Torino 2012 -)

pare doversi considerare attività in sé pericolosa, sicché chi danneggia altri, nello svolgimento della stessa, è tenuto a risarcire il danno, se non provi di avere adottato tutte le misure idonee ad evitarlo (l'azienda faunistico venatoria in cui si è verificato il ferimento, invece, non può rispondere dei danni, non esercitando né in modo diretto, né indiretto, l'attività venatoria che, invece, è riferibile esclusivamente ai suoi associati, nel momento in cui la praticano):

"la responsabilità ex art. 2050 c.c. richiede la prova del nesso causale tra l'esercizio di un'attività pericolosa e l'evento (nel caso di specie l'esercizio della caccia e il ferimento di uomo), e non è invocabile per fatto altrui" (Trib. Tivoli 24 febbraio 2009, Redazione Giuffrè, 2009).

Si pensi, ulteriormente, al volo,

"il volo di addestramento effettuato con un apparecchio per il volo da diporto o sportivo dotato di un motore "non specificamente indicato per impieghi aeronautici" costituisce attività pericolosa ai sensi dell'art. 2050 c.c." (Trib. Roma 22 maggio 2002, DT, 2003, 953)

anche quanto alla responsabilità degli aeroclub (nella sentenza che segue, ad esempio, è stato osservato come non si possa desumere dall'art. 16 d.P.R. 404 del 1988 (come sostituito dall'art. 5 d.P.R. n. 207 del 1993) che la responsabilità dell'aeroclub per i danni provocati e riportati dagli allievi e dagli istruttori durante le esercitazioni di volo abbia carattere oggettivo,

"ma, trattandosi di attività pericolosa, la responsabilità è presunta ai sensi dell art. 2050 c.c., è esente da responsabilità l'aeroclub nei confronti dell'istruttore di volo, che abbia riportato danni mentre l'apparecchio era pilotato dall'allievo, qualora l'attore imposti l'azione sulla base dell'art. 2043 anziché 2050 c.c. e risulti in fatto che l'esercitazione è avvenuta in condizioni climatiche favorevoli e l'allievo era adeguatamente preparato, anche perché la valutazione in concreto dell'idoneità delle condizioni per effettuare l'esercitazione spetta all'istruttore" (Trib. Pisa 10 aprile 2001, DT, 2003, 929);

o, ancora, all'alpinismo,

"ancorché l'insegnamento delle tecniche necessarie al conseguimento del titolo di guida alpina costituisca esercizio di un'attività pericolosa per sua natura, qualora si ravvisi una condotta colposa degli organizzatori, il risarcimento del danno è dovuto secondo il principio del "neminem laedere" di cui all'art. 2043 c.c." (Trib. Verbania 17 febbraio 1994, RDSp, 1999, 545)

specie se praticato da principianti (l'attività sportiva di alpinismo, secondo i più, assume caratteristiche di attività pericolosa soprattutto quando è svolta da soggetti privi di esperienza):

"nell'attività sportiva, la valutazione di pericolosità può non essere effettuata in termini assoluti, ma avuto riguardo al rischio connesso con l'attività in relazione ai soggetti che la praticano. Conseguentemente l'introduzione all'alpinismo praticata da società del settore mediante corsi per principianti rientra nella previsione normativa di cui all'art. 2050 c.c." (Trib. Milano 21 novembre 2002, GMil, 2003, 80).



Autore

immagine A3M

Visite, contatti P&D

Nel mese di agosto 2020 Persona & Danno ha registrato oltre 241.000 visite.

Articoli correlati