Legislazione e Giurisprudenza, Sport -  Mazzon Riccardo - 2013-12-17

RESPONSABILITA' PER DANNI: LA PARTITA DI CALCETTO - Riccardo MAZZON

La pronuncia in epigrafe citata origina da atto di citazione attraverso il quale una coppia di coniugi, in proprio e nella qualità di esercenti la potestà genitoriale sul figlio minore, convenivano in giudizio, dinanzi al Giudice di Pace, un circolo culturale, istituito presso una parrocchia, al fine di sentirlo condannare al risarcimento dei danni fisici subiti, dal figlio minore medesimo, in occasione di una partita di calcetto, svoltasi presso il campo della parrocchia e organizzata dal circolo medesimo; in particolare, deducevano gli attori che, durante detta gara, il minore era stato colpito involontariamente da un coetaneo, in uno scontro di gioco, al naso ed alla bocca, riportando la rottura delle ossa nasali con rottura e lesione dei denti incisivi superiori:

"si costituiva il Circolo Don Orione, chiedendo il rigetto della domanda e chiamando in garanzia la Soc. Cattolica di Assicurazioni, poi, a sua volta, regolarmente costituitasi. Espletate prova testimoniale e consulenza di ufficio, l'adito Giudice di Pace, con sentenza n. 387/2002, accoglieva la domanda e condannava in solido il Circolo e la societa' assicuratrice al risarcimento dei danni, liquidati in favore degli attori, in complessivi Euro 2.582,28. Con atto notificato il 12.2.2003, la societa' assicuratrice, quale terza chiamata in causa per la responsabilita' civile, proponeva appello avverso la sentenza di condanna adducendo la contraddittorieta' della motivazione del provvedimento e la falsa e contraddittoria applicazione dell'art. 2043 c.c., in quanto l'evento lesivo si sarebbe verificato fortuitamente, per cui la Compagnia non poteva ritenersi obbligata al risarcimento. Il Circolo Don Orione rimaneva contumace. Il Tribunale di S. Maria Capua Vetere sezione distaccata di Piedimonte Matese, con la sentenza in esame n. 91/04 del 30.5.2004, accoglieva l'appello e, in totale riforma di quanto statuito in primo grado, rigettava la domanda risarcitoria, ritenendo l'insussistenza di responsabilita' a carico degli amministratori del circolo" Cassazione civile, sez. III, 28/09/2009, n. 20743 Franchitti ed altro c. Soc. Cattolica assicur. ed altro Giust. civ. Mass. 2009, 9, 1364 - cfr., amplius, da ultimo, "Responsabilita' oggettiva e semioggettiva", Riccardo Mazzon, Utet, Torino 2012).

Di qui il ricorso per cassazione, con dedotta violazione degli articoli 2043 e 2048 del codice civile e, in particolare, rilevando la sussistenza tanto della responsabilità del minore che aveva colpito il danneggiato - con un comportamento, pur se nell'ambito del gioco del calcio, irruento e violento, tale da procurare le gravi lesioni in questione -, quanto della responsabilità, quale precettore-sorvegliante, del Circolo Culturale, per non avere adottato, in via preventiva, misure idonee per evitare il danno in questione.

Nel respingere il ricorso predetto, la Suprema Corte evidenzia - sulla base di quanto già statuito in proprie, precedenti pronunce (come, ad esempio, la sentenza n. 15321/2003) - che, in materia di risarcimento danni per responsabilità civile conseguente ad un infortunio sportivo, subito da uno studente all'interno di una struttura scolastica, organizzatrice di una partita di calcio, ai fini della configurabilità di responsabilità a carico della scuola stessa, ex articolo 2048 del codice civile,

"non è sufficiente la sola circostanza di aver fatto svolgere tra gli allievi una gara sportiva, in quanto è necessario che il danno sia conseguenza di un comportamento colposo integrante, un fatto illecito, posto in essere da altro studente, impegnato nella partita ed inoltre che la scuola, in relazione alla gravità del caso concreto, risulti non aver predisposto tutte le misure atte ad evitare i danni" Cassazione civile, sez. III, 28/09/2009, n. 20743 Franchitti ed altro c. Soc. Cattolica assicur. ed altro Giust. civ. Mass. 2009, 9, 1364.

Nel caso concreto, aggiunge il giudice di legittimità, è pacifico invece, per quanto risulta dall'impugnata decisione e per quanto asserito dagli stessi ricorrenti, che l'infortunio in questione avvenne durante "una normale azione di gioco", per "caso fortuito" – e, dunque, del tutto prescindendo da un comportamento colposo di altro allievo partecipante alla gara sportiva -; inoltre, sulla base di circostanze di fatto (non ulteriormente esaminabili in sede di legittimità e) poste a base della decisione impugnata,

"nessun'appunto può essere mosso agli organizzatori della partita e nessuna specifica violazione può essere contestata al sorvegliante, essendosi il sinistro verificato per un normale fallo di gioco, evento prevedibile in una partita di calcio ma certo non prevenibile in alcun modo da parte dell'organizzatore. In relazione alla natura della controversia, sussistono giusti motivi per dichiarare interamente compensate tra le parti le spese della presente fase. P.Q.M. LA CORTE Rigetta il ricorso e compensa le spese. Così deciso in Roma, il 18 giugno 2009. Depositato in Cancelleria il 28 settembre 2009" Cassazione civile, sez. III, 28/09/2009, n. 20743 Franchitti ed altro c. Soc. Cattolica assicur. ed altro Giust. civ. Mass. 2009, 9, 1364.



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