Articoli, saggi, Obbligazioni, contratti -  Mazzon Riccardo - 2017-03-27

Responsabilità precontrattuale della Pubblica Amministrazione: orientamenti giurisprudenziali - Riccardo Mazzon

Particolarmente cospicua ed interessante risulta essere la giurisprudenza in tema di configurabilità della responsabilità precontrattuale della pubblica amministrazione laddove, a tal fine, non si deve tener conto della legittimità dell'esercizio della funzione pubblica, cristallizzato nel provvedimento amministrativo, ma della correttezza del comportamento complessivamente tenuto dall'Amministrazione, durante il corso delle trattative e della formazione del contratto.

Sulla base dei suddetti principi (cfr., amplius, il capitolo quarto del volume "RISARCIMENTO DEL DANNO PER INADEMPIMENTO CONTRATTUALE", Riccardo Mazzon, Rimini 2014), è stato deciso:

  • non esser configurabile un abuso del diritto né la violazione del principio di leale collaborazione e dei canoni di buona fede e correttezza, per la condotta di una amministrazione che reitera affidamenti temporanei, trattandosi di un esercizio di una facoltà legittimata dalla situazione contingente, che si traduce in un percorso accompagnato da valutazioni ponderate (ferma la natura non accettabile di proroghe ulteriori); non sussiste in tal caso una responsabilità precontrattuale, che esige il contrasto della condotta con le regole di diligenza di cui all'art. 1337 c.c. e, nella specie, nota il Tribunale, l'Amministrazione non aveva

"suscitato in alcun modo un affidamento in capo all'impresa ricorrente ed, anzi, le azioni poste in essere hanno perseguito l'obiettivo di fare chiarezza sugli obblighi residuati in esito all'azione giurisdizionale" (T.A.R. Brescia sez. II, 5 marzo 2013 n. 214 FATAR, 2013, 3, 78);

  • che la dichiarazione di interesse pubblico del progetto e la successiva aggiudicazione sono idonee a conferire al proponente una posizione differenziata e qualificata meritevole di tutela giuridica: nel caso di specie, questo legittimo affidamento era stato frustrato da una condotta dell'Amministrazione non conforme alle regole di correttezza e buona fede di cui all'art. 1337 c.c.; infatti, l'Amministrazione Comunale, oltre ad attivare la descritta procedura senza garantire la copertura finanziaria, aveva colpevolmente portato avanti la stessa senza attivarsi in alcun modo per porre rimedio alla già segnata carenza ovvero, valutata l'inopportunità o l'impossibilità di reperire le indispensabili risorse economiche,

"per ritirare tempestivamente in autotutela l'iniziativa imprudentemente intrapresa" (T.A.R. Napoli sez. I, 4 marzo 2013 n. 1233 FATAR, 2013, 3, 909);

  • come, nell'ambito delle procedure ad evidenza pubblica, l'esercizio di poteri di autotutela da parte dell'amministrazione appaltante, benché legittimo, possa determinare la lesione dell'affidamento dei concorrenti negli atti revocati o annullati, facendo insorgere obblighi risarcitori; pertanto, la legittimità dell'annullamento degli atti di gara non può essere considerato elemento di per sé escludente la colpa dell'amministrazione per la lesione degli affidamenti suscitati, colpa che va ricondotta al comportamento precedente all'esercizio dello "ius poenitendi", consistente nella negligente predisposizione di atti di gara:

"detto comportamento contrasta con le regole di correttezza e buona fede di cui all'art. 1337 c.c. e determina l'obbligo di risarcire il danno a titolo di responsabilità precontrattuale" (T.A.R. Napoli sez. II, 4 febbraio 2013 n. 704 FATAR, 2013, 2, 602);

  • non esser addebitabile alcuna responsabilità precontrattuale, alla stazione appaltante che decida di revocare l'aggiudicazione provvisoria in ragione di un sopraggiunto mutamento organizzatorio determinato da mutamenti normativi: invero, in questo caso non sussistono i presupposti necessari per il prodursi della responsabilità precontrattuale, mancando sia l'elemento soggettivo della colpa in capo all'Amministrazione, sia l'ingiustizia del danno; così pure non è configurabile una violazione dei principi di correttezza e buona fede ex art. 1337 c.c., né la violazione delle regole di buona amministrazione; senza dimenticare, infine, che il sopraggiungere di un nuovo assetto normativo rappresenta una circostanza del tutto indipendente dalla volontà dell'Amministrazione: in tema di responsabilità precontrattuale della p.a. nell'ambito di una procedura ad evidenza pubblica, i doveri di correttezza e buona fede, di cui è espressione l'art. 1337 c.c., consistono nell'obbligo di rendere al partecipante alla gara in modo completo e tempestivo tutte le informazioni necessarie e sufficienti a salvaguardare la sua posizione, circa fatti che possano far ipotizzare fondatamente la revoca dei relativi atti, in modo da

"impedire che si consolidi un ragionevole ed incolpevole affidamento sulla invece incerta conclusione del procedimento" (Cons. di Stato sez. III, 21 gennaio 2013 n. 339, DeG, 2013).



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