Articoli, saggi, Impresa, società, fallimento -  Mazzon Riccardo - 2013-07-03

REVOCA CAUTELARE DEGLI AMMINISTRATORI DI SRL: PUO' ESSERE CHIESTA ANTE CAUSAM? - RM

Nonostante plurime pronunce in senso contrarie dirette,

"è inammissibile la domanda cautelare "ante causam" di revoca dell'amministratore ex art. 23 d.lg. 17 gennaio 2003 n. 5, dal momento che essa può essere formulata solo in corso di causa, ai sensi dell'art. 24 d.lg. n. 5 del 2003, e ciò in quanto l'azione di responsabilità sociale e la richiesta di revoca dell'amministratore, devono intendersi come esercitabili esclusivamente in modo congiunto" (Trib. Milano 27.4.2005, CorM, 2005, 883 – conforme, in quanto non idonea ad anticipare gli effetti della sentenza di merito: Trib. Treviso 7.2.2005, GI, 2005, 2107 – conforme - Trib. Brescia 8.3.2005, Soc, 2005, 1254 – conforme, in quanto ammessa solo nel corso di un'azione di responsabilità: Trib. Genova 28.2.2008, RDCo, 2010, 1, 19 – conforme: Trib. Parma 25.10.2004, Soc, 2005, 758 – conforme - Trib. S.Maria Capua V. 16.7.2004, Redazione Giuffrè, 2004 - cfr., da ultimo, "LE SOCIETA' A RESPONSABILITA' LIMITATA - ORIENTAMENTI GIURISPRUDENZIALI", CEDAM 2013, Riccardo MAZZON),

spesso giustificate da erronee considerazioni relative al (preteso) rapporto di strumentalità, (asseritamente) esistente tra azione di revoca ed azione sociale di responsabilità,

"è illegittima la domanda di revoca cautelare "ante causam" di amministratore di società a responsabilità limitata: l'art. 2476, comma 3, c.c., nel prevedere che i soci che promuovono l'azione di responsabilità possono "altresì" domandare la revoca degli amministratori, collega, sotto il profilo temporale, la revoca con la pendenza - da intendersi quantomeno come inizio - dell'azione di responsabilità, potendosi, altrimenti, verificare la possibilità che un amministratore venga revocato con provvedimento cautelare "ante causam" caratterizzato da elementi di accertamento sommario, senza che poi ne venga verificata l'effettiva responsabilità con la causa di merito" (Trib. Ravenna 3.2.2006, ND, 2006, 7-8, 915; GCo, 2007, 4, 910 – conforme: Trib. Agrigento 15.2.2006, GCo, 2007, 4, 910; VN, 2006, 1, 317),

l'ammissibilità "ante causam" della revoca cautelare di amministratori di società a responsabilità limitata,

"è ammissibile la revoca "ante causam" degli amministratori di s.r.l. ai sensi dell'art. 2476 c.c. in caso di gravi irregolarità di gestione" (Trib. Pescara 4.10.2007, PQM, 2007, 3, 58 – conforme: Trib. Milano, sez. VIII, 30.8.2006, GM, 2007, 5, 1377, CorM, 2007, 2, 170 – conforme, ma motivando in virtù della strumentalità all'azione sociale di responsabilità: App. Marsala 15.3.2005, FI, 2005, I, 3469 – conforme, dovendo ritenersi operante il principio per il quale la cautela "ante causam" è ammessa in via generale dall'ordinamento, salvo eccezioni esplicitamente disciplinate: Trib. Roma 22.6.2004, GM, 2005, 1, 95 – conforme: Trib. Roma 6.6.2004, GRom, 2004, 381 – conforme: Trib. Roma 31.3.2004, GM, 2004, 2254; Soc, 2005, 913),

richiesta dal socio in chiave anticipatoria degli effetti di una sentenza di revoca degli stessi, per gravi irregolarità,

"il provvedimento cautelare di revoca degli amministratori di una società a responsabilità limitata ex art. 2476, 3 comma, c.c. può essere chiesto dal socio in chiave anticipatoria degli effetti di una sentenza di revoca degli stessi per gravi irregolarità" (Trib. Lucca 13.9.2007, GCo, 2009, 1, 216),

può essere ragionevolmente dedotta dall'articolo 669 quaterdecies del codice di procedura civile,

"l"ammissibilità "ante causam" della revoca cautelare dell"amministratore di una società ai sensi dell"art. 2476 comma 3 c.c. si desume dall"art. 669 quaterdecies c.p.c. che è richiamato dall"art. 23, comma 7, d.lg. 5 del 2003, secondo cui la disciplina generale uniforme dei procedimenti cautelari di cui agli art. 669 bis e ss. e quindi pure dell"art. 669 ter c.p.c. che riguarda l"azionabilità del rimedio "ante causam", si applica anche agli altri provvedimenti cautelari previsti dal codice civile e dalle leggi speciali, salvo il limite dell"incompatibilità" (Trib. Civitavecchia 6.5.2009, Redazione Giuffrè, 2009 – conforme: Trib. Napoli, sez. VII, 5.5.2008, Redazione Giuffrè, 2008 – conforme: Trib. Milano 12.1.2006, GCo, 2007, 4, 910 – conforme, non ostandovi la sua collocazione nella "sedes materiae" dell'azione di responsabilità sociale: Trib. Marsala 15.3.2005, GCo, 2007, 2, 430 – conforme, quale misura tipicamente anticipatoria degli effetti della decisione di merito, e cioè la revoca definitiva: Trib. S. Maria Capua V. 15.11.2004, Soc, 2005, 477 – conforme, in quanto, per escludere l'applicabilità dell'art. 669 ter c.p.c. al giudizio cautelare di revoca dell'amministratore, occorrerebbe sostenere che il procedimento previsto dall'art. 2476 comma 3 c.c. costituisca "lex specialis" rispetto al procedimento cautelare uniforme, e sia incompatibile con le norme di quest'ultimo. Tale conclusione, però, sarebbe palesemente erronea, posto che di tale "specialità" sarebbe difficile ravvisare i contenuti e la "ratio": Trib. Roma 27.7.2004, Redazione Giuffrè, 2006),

costituendo peraltro, l'esperibilità della tutela cautelare "ante causam" - prevista nelle disposizioni del procedimento cautelare uniforme -, regola generale dell'ordinamento processuale:

"la esperibilità della tutela cautelare "ante causam" prevista nelle disposizioni del procedimento cautelare uniforme, non derogata sul punto dall'art. 23 d.lg. n. 5 del 2003, costituisce regola generale dell'ordinamento processuale, finalizzata alla più ampia tutela delle posizioni soggettive e, pertanto, può subire deroghe solo ove queste siano dal legislatore esplicitate (v., ad es., l'art. 2378 comma 3 c.c. richiamato anche dall'art. 2479 ter comma 4 c.c. e dall'art. 2519 comma 1 c.c., in materia di sospensione dell'esecuzione delle delibere assembleari e, più in generale, delle decisioni dei soci), mentre nell'art. 2476 c.c. mancano concludenti ed inequivoci dati letterali nel senso di siffatta deroga" (Trib. Roma 5.8.2004, GM, 2005, 2, 306; Soc, 2005, 913 – conforme: Trib. Roma 31.7.2004, VN, 2005, 295 – conforme, nel senso che il ricorso ex art. 2476 comma 3 c.c. può essere proposto sia contestualmente all"atto di citazione per il giudizio di merito – atteso che, avendo tale provvedimento cautelare un"evidente natura anticipatoria, non è ad esso applicabile l"art. 669 octies c.p.c. – sia "ante causam", ma in tale ipotesi non è obbligatoria l"instaurazione del giudizio di merito: Trib. Salerno 21.2.2006, n. 125, Redazione Giuffrè, 2006).

Trattandosi di misura cautelare espressamente prevista,

"il ricorso alla tutela cautelare atipica è precluso dal carattere sussidiario o residuale dell'art. 700 c.p.c, laddove l'esigenza cautelare sia adeguatamente soddisfatta attraverso una misura cautelare tipica (nella specie rappresentata dalla revoca dell'amministratore ex art. 2476, comma 3, c.c.)" (Trib. Ravenna 25.11.2005, GCo, 2007, 4, 874 – conforme, ma con l'erronea motivazione secondo cui la revoca cautelare degli amministratori di una società a responsabilità limitata ex art. 2476 comma 3 c.c. non può essere domandata prima dell"instaurazione della causa di merito: Trib. Vercelli 28.9.2005, GPiem, 2005, 3, 469; GM, 2007, 4, 1019),

non residua spazio alcuno per la proposizione della medesima istanza ex articolo 700 del codice di procedura civile; contra, Tribunale di Salerno 29 settembre 2007:

"deve ritenersi ammissibile l"istanza cautelare ex art. 700 c.p.c. di revoca "ante causam" degli amministratori di una società a responsabilità limitata ai sensi dell'art. 2476 c.c." (Trib. Salerno, sez. I, 29.9.2007, Redazione Giuffrè, 2007 – conforme: Trib. Napoli 22.3.2005, Redazione Giuffrè, 2005).

La revoca cautelare degli amministratori è condizionata alla ricorrenza, in concreto, del requisito del "periculum in mora", da intendersi non solo come pericolo che la permanenza in carica degli amministratori renda quantomeno dubbia la possibilità di conseguire l'eventuale risarcimento dei danni,

"contra, sull'erroneo presupposto della strumentalità dell'azione di revoca rispetto a quella risarcitoria(cfr. Paragrafi 4. e ss. del presente capitolo): la revoca cautelare degli amministratori è condizionata alla ricorrenza in concreto del requisito del "periculum in mora", da intendere, stante la strumentalità con il giudizio risarcitorio, come pericolo che la permanenza in carica degli amministratori convenuti nel giudizio sociale di responsabilità renda quantomeno dubbia la possibilità di conseguire il risarcimento dei danni, ma non per il pericolo di dispersione della garanzia patrimoniale (per il che occorre invocare il sequestro conservativo), quanto piuttosto per il possibile aggravamento del pregiudizio (già verificatosi) al patrimonio sociale che potrebbe conseguire da ulteriori comportamenti antigiuridici degli amministratori "incriminati"" (Trib. S.Maria Capua V. 16.7.2004, Redazione Giuffrè, 2004),

ma anche come pericolo di dispersione della garanzia patrimoniale, intesa come possibile aggravamento del pregiudizio al patrimonio sociale, che potrebbe conseguire da ulteriori comportamenti antigiuridici degli amministratori de quibus, atteso l'espressamente richiesto requisito di gravi irregolarità nella gestione della societa:

"ai fini della revoca in via cautelare dell'amministratore di una società a responsabilità limitata non è sufficiente dimostrare che l'amministratore medesimo abbia svolto attività in concorrenza con la società, ma è necessario altresì fornire la prova che da tale condotta dell'amministratore sia derivato o possa derivare un pregiudizio patrimoniale per la società" (Trib. Roma 6.6.2004, GRom, 2004, 381).



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