Legislazione e Giurisprudenza, Responsabilità della p.a. -  Santuari Alceste - 2015-09-05

REVOCA DEI RAPPRESENTANTI NELLE PARTECIPATE: NECESSARIA LA MOTIVAZIONE – Tar Sardegna 972/15 – Alceste SANTUARI

Gli Enti locali nominano propri rappresentanti negli organismi partecipati

La relazione intercorrente tra designanti e designati è spesso oggetto di interpretazioni diverse

Il Tar Sardegna ritiene che l"ente locale deve sempre motivare la revoca del proprio rappresentante

Il Tar Sardegna, sez. II, con sentenza 29 luglio 2015, n. 972 si è pronunciato sul tema delicato del rapporto tra rappresentanti nominati dagli enti locali negli organismi partecipati. Nel dettaglio, i giudici amministrativi hanno dichiarato l"illegittimità della revoca del rappresentante provinciale in un consorzio, quale effetto automatico della nomina del commissario straordinario a capo dell"amministrazione provinciale.

Benché il Collegio segnali che "stando alla lettera dell"art. 50 del d.lgs. 18 agosto 2000, n. 267", le nomine negli enti partecipati, "in quanto di carattere fiduciario, parrebbero automaticamente travolte dall"elezione del nuovo Sindaco o Presidente della Provincia," i giudici del Tar, aderendo ad un "condivisibile orientamento giurisprudenziale, confermato anche dalla sentenza 23 marzo 2007, n. 104, della Corte costituzionale, nell"ambito dell"eterogenea categoria degli "incarichi fiduciari" solo alcuni di essi (in particolare gli incarichi di carattere "squisitamente politico", come ad esempio quello di Assessore) risultano del tutto sottratti al dovere di motivazione, mentre gli altri vi restano soggetti, specialmente in punto di revoca (cfr., ad esempio, TAR Lazio, Roma, 8 settembre 2014 sent. 815, secondo cui "la natura di atto di alta amministrazione, a forte valenza fiduciaria, ….non comporta l'esclusione dell'obbligo di motivazione, essendo chiuso nel sistema, dopo l'entrata in vigore della L. n. 241/1990, ogni spazio per la categoria dei provvedimenti amministrativi c.d. a motivo libero…"; vedi anche, tra gli altri, Consiglio di Stato, VI, 19 ottobre 2009, n. 6388)."

Si tratta, dunque, a parere della Sezione di affermare la necessità in capo agli enti locali di motivare adeguatamente ogni atto con la P.A. incida in autotutela su posizioni soggettive già cristallizzate dal provvedimento che si intende revocare, come nel caso di specie, in coerenza con quanto stabilito dall"art. 25, comma 1, lett. b-quater, d.l. n. 133/2014, conv. in l. 11.11.2014, n. 164.

In altri termini, il Tar ha inteso rimarcare che "l"esercizio del potere di revoca non può avvenire ad libitum, richiedendo una motivazione specificamente rapportata alla fiduciarietà dell"incarico e volta, quindi, a illustrare le ragioni concrete per le quali il comportamento del rappresentante non è stato conforme agli indirizzi dell"Ente che l"ha nominato o, comunque, tale da far venir meno il rapporto di fiducia."

Interessante notare che la Sezione giudicante evidenzia il rapporto fiduciario (che sembrerebbe dunque "superare" l"area di appartenenza ovvero di riferimento politico), caratterizzato dalla specifica competenza ed expertise individuata quale adeguata e corrispondente all"incarico da svolgere "in nome e per conto" dell"ente locale controllante. Al riguardo, la sentenza richiama l"l"impianto complessivo della normativa "anticorruzione" sulle inconferibilità/incompatibilità (d.lgs. n. 39/2013), che ha specificamente vietato agli Organi politici dell"Ente locale di "rappresentare quest"ultimo in prima persona" in seno agli Organismi e alle Istituzioni cui l"Ente partecipa (cfr. artt. 7 e 11).

Da una simile impostazione discende la conseguenza che "ai "delegati" a rappresentare l"Ente locale debba essere riconosciuta una sfera minima di indipendenza dall"Organo "delegante", la quale si traduce nella necessità che la loro eventuale revoca non possa fondarsi esclusivamente sul "cambio di Commissario", dovendo essere, invece, motivata su ragioni obiettive, desunte da comportamenti e fatti concreti, che abbiano comportato l"interruzione del rapporto fiduciario tra l"Ente nominante e il proprio rappresentante."



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