Legislazione e Giurisprudenza, Responsabilità della p.a. -  Santuari Alceste - 2016-12-15

Revoca del cda nelle società in house: è competente il g.o. – Cass. SS.UU. 24591/16 – Alceste Santuari

Le azioni riguardanti la nomina o la revoca di amministratori e sindaci delle società in house è competenza del giudice ordinario.

Una società in house e il comune socio hanno proposto ricorso per regolamento preventivo di giurisdizione, sostenendo che considerata la natura della società (in house), la responsabilità per danni cagionati dal cda alla società e la nomina e la revoca del medesimo siano da attribuire alla giurisdizione del giudice amministrativo. In particolare, i due ricorrenti hanno sottolineato che nel suo agire il comune non agirebbe come socio privato bensì quale autorità pubblica preposta al controllo ed al coordinamento della società.

Con la sentenza del 1 dicembre 2016, n. 24591, la Corte di Cassazione, SS.UU., ha statuito quanto segue:

-) spetta la giudice ordinario conoscere delle controversie aventi ad oggetto sia l"impugnazione del provvedimento di nomina e revoca dei rappresentanti dell"ente pubblico presso una società per azioni partecipata sia parzialmente sia totalmente dallo stesso ente, sia le conseguenti domande di tutela reale e risarcitoria;

-) una simile competenza è inferibile da quanto disposto dall"art. 4, comma 13, quarto periodo, del d.l. 6 luglio 2012, n. 95, conv. con modificazioni dalla l. 135/12, che si configura quale "clausola normativa ermeneutica generale (norma di chiusura)";

-) la natura della società non muta ancorché il socio sia un ente locale: già nella Relazione al codice civile del 1942 si può leggere che è lo Stato che "si assoggetta alla legge della società per azioni, per assicurare alla propria gestione maggiore snellezza di forme e nuove possibilità realizzatrici[…]";

-) la posizione del comune all"interno della società è "unicamente quella di socio di maggioranza":

-) è attraverso la posizione di "socio" e quindi in forza degli strumenti di diritto privato e non dei poteri pubblicistici che l"ente locale può influenzare il funzionamento della società;

-) ciò che rileva non è un interesse legittimo bensì un diritto soggettivo;

-) ai sensi dell"art. 2449 c.c., agli enti pubblici è riconosciuta la facoltà di nominare e revocare uno o più amministratori o sindaci delle società partecipate: si tratta di una facoltà che sostituisce la generale competenza dell"assemblea ordinaria, "trovando la sua giustificazione nella peculiarità di questa tipologia di soci";

-) la natura giuridica di diritto privato delle società partecipate è ribadita dagli artt. 1 comma 3, 12 e 14 del d. lgs. n. 175/2016, dai quali si evince l"assoggettamento delle società in parola alle disposizioni codicistiche;

-) tra le società a partecipazione pubblica devono essere ricondotte anche le società in house providing, a meno che siano rinvenibili disposizioni specifiche di segno diverso;

-) una disposizione in tale senso (contrario all"assoggettamento delle società in oggetto alle disposizioni del codice civile) è da rintracciare nell"art. 12 del T.U. sulle società a partecipazione pubblica, che stabilisce che per le società in house vale la giurisdizione contabile per quanto attiene le azioni di responsabilità degli organi sociali nei casi di danno erariale;

-) in un"altra sentenza, le SS.UU. (n. 26283/13) avevano affermato che le società in house costituiscono in realtà articolazioni della P.A. da cui promanano e non soggetti giuridici ad essa esterni e da essa autonomi. Tuttavia, la Suprema Corte, in quell"occasione, aveva così statuito in ordine al riparto di giurisdizione riguardante l"azione di responsabilità per danni arrecati dall"illegittimo comportamento degli organi sociali al patrimonio della società;

-) il rapporto intercorrente tra organi sociali delle società in house e soci pubblici è assimilabile a quello che informa il rapporto tra P.A. e i propri dipendenti: da ciò discende l"applicabilità delle medesime regole in materia di responsabilità;

-) al di fuori di questa specifica circostanza, non è "logico" postulare che i principi e le regole previste dal codice civile non si applichino agli altri aspetti che caratterizzano l"azione delle società in house.

Benchè non sia revocabile in dubbio che il socio pubblico, che pure agisce nell"ambito delle società partecipate quale socio di maggioranza ovvero quale unico socio totalitario, agisca anche a presidio dell"interesse generale e spesso anche quale ente affidante il servizio oggetto della società pubblica, la sentenza in commento, ancora una volta, conferma la veste privatistica delle società pubbliche. Agli statuti, ai regolamenti interni, alla governance societaria in termini generali il compito di contemperare le diverse (e configgenti) prospettive del socio pubblico.



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