Legislazione e Giurisprudenza, Impresa, società, fallimento -  Mazzon Riccardo - 2013-07-05

REVOCA DELL'AMMINISTRATORE DI SOCIETA' A RESPONSABILITA' LIMITATA: APPUNTI GIURISPRUDENZIALI - RM

Premeso che (come è stato efficacemente chiarito) nel tempo intercorrente tra il valido esercizio del diritto di recesso e la liquidazione della quota, il socio di s.r.l. recedente resta titolare dei diritti sociali non incompatibili con la dichiarazione di recesso - e per l'esercizio dei quali vanti un concreto interesse ad agire, anche relativo al pericolo che dal depauperamento del patrimonio sociale derivi un rischio attuale per l'effettivo rimborso della quota oggetto di recesso -:

"in caso di gravi irregolarità nell'amministrazione, il singolo socio può esperire, in via cautelare e d'urgenza, domanda giudiziale di revoca dell'organo gestorio e di nomina di un amministratore giudiziale. La revoca conserverà il proprio effetto a prescindere dall'instaurazione del giudizio di merito volto a far valere la responsabilità dell'amministratore e la conseguente richiesta risarcitoria. Nel tempo intercorrente tra il valido esercizio del diritto di recesso e la liquidazione della quota, il socio di s.r.l. recedente resta titolare dei diritti sociali non incompatibili con la dichiarazione di recesso e per l'esercizio dei quali vanti un concreto interesse ad agire, anche relativo al pericolo che dal depauperamento del patrimonio sociale derivi un rischio attuale per l'effettivo rimborso della quota oggetto di recesso" (Trib. Pavia 5.8.2008, GCo, 2009, 6, 1218 - cfr., da ultimo, "LE SOCIETA' A RESPONSABILITA' LIMITATA - ORIENTAMENTI GIURISPRUDENZIALI", CEDAM 2013, Riccardo MAZZON);

nonostante taluno proponga, in argomento, l'applicazione analogica delle norme che regolano la società per azioni, da più parti si fa notare come, nel caso di revoca degli amministratori di s.r.l., non possa trovare accoglimento la domanda di nomina di un amministratore giudiziario, essendo stato soppresso il controllo giudiziario sull'amministrazione delle s.r.l., di cui all'articolo 2409 del codice civile:

"nel caso di revoca degli amministratori di s.r.l. ai sensi dell'art. 2476 c.c., non può trovare accoglimento la domanda di nomina di un amministratore giudiziario essendo stato soppresso il controllo giudiziario sull'amministrazione delle s.r.l. di cui all'art. 2409 c.c." (Trib. Pescara 4.10.2007, PQM, 2007, 3, 58 - conforme, posto che tale nomina non è prevista dalla legge: Trib. Roma 31.3.2004, RN, 2004, 768).

Il provvedimento - di accoglimento o di rigetto - dell'istanza cautelare di revoca degli amministratori è reclamabile, entro il termine di dieci giorni,

"è tempestivo il reclamo cautelare proposto entro dieci giorni dalla comunicazione del provvedimento di revoca degli amministratori di una società a responsabilità limitata, contro i quali sia stata proposta azione sociale di responsabilità da parte di un socio" (Trib. S. Maria Capua V. 20.1.2007, FI, 2008, 1, 331),

decorrenti dalla comunicazione del provvedimento cautelare o, per i provvedimenti resi in udienza, dalla data dalla pronuncia:

"il provvedimento di accoglimento o di rigetto dell'istanza cautelare di revoca degli amministratori di s.r.l. è reclamabile entro il termine di dieci giorni decorrenti dalla comunicazione del provvedimento cautelare o, per i provvedimenti resi in udienza, dalla data dalla pronuncia" (Trib. S. Maria Capua V. 16.7.2004, Redazione Giuffrè, 2004 – conforme:Trib. S. Maria Capua V. 20.1.2007, FI, 2008, 1, 331).

Anche nell'ipotesi di revoca dell'amministratore, richiesta in via cautelare, ci si chiede se risulti necessaria la partecipazione al processo, quale soggetto titolare dal lato attivo, del diritto fatto valere nel giudizio, della società; con la precisazione, anche qui che, stante il potenziale conflitto di interessi, l'eventuale citata in giudizio sarà da effettuarsi in persona del curatore speciale, nominato ex articolo 78, comma 2, del codice di procedura civile; per l'affermativa, ma sull'erroneo presupposto della strumentalità dell'azione di revoca rispetto a quella risarcitoria:

"nell'ipotesi di revoca dell'amministratore richiesta in via cautelare ex art. 2476 comma 3 c.c., è necessaria la partecipazione al processo, quale soggetto titolare dal lato attivo del diritto fatto valere nel giudizio, della società, la quale, stante il potenziale conflitto di interessi, deve essere citata in giudizio in persona del curatore speciale nominato ex art. 78, comma 2 c.p.c.; infatti, il socio che propone azione cautelare di revoca dell'amministratore ai sensi dell'art. 2476 comma 3 c.c. fa valere nel processo in nome proprio il diritto al risarcimento del danno cagionato al patrimonio della società dall'inadempimento dell'amministratore alle obbligazioni ad esso derivanti dall'incarico di preposizione gestoria di cui è titolare e pertanto agisce quale sostituto processuale della società ex art. 81 c.p.c. in quanto il diritto fatto valere appartiene alla società" (Trib. Roma 4.4.2005, GM, 2005, 7/8, 1563).

Trattandosi di azione alternativa e autonoma, il magistrato dovrà pronunciarsi anche sulle spese:

"la revoca ex art. 2476, comma 3, c.c. rientra nei provvedimenti cautelari di cui all'art. 23 d.lg. n. 5 del 2003 sicché occorre pronunciare in ordine alle spese del procedimento, senza fissare un termine per l'instaurazione del giudizio di merito" (Trib. Roma 31.7.2004, VN, 2005, 295 – contra (nell'ipotesi in cui il giudice emetta il provvedimento cautelare di revoca degli amministratori non deve pronunciare sulle spese del procedimento, trattandosi di tutela conservativa per la quale è esclusa ogni possibile ultrattività in caso di estinzione del giudizio di merito avente ad oggetto l'accertamento della responsabilità e la conseguente condanna degli amministratori infedeli): Trib. S.Maria Capua V. 16.7.2004, Redazione Giuffrè, 2004).

L'istanza cautelare di revoca degli amministratori configura un provvedimento idoneo ad anticipare la decisione di merito e non richiede che il giudice, con l'ordinanza ammissiva, fissi la data per l'instaurazione del giudizio di merito:

"l'istanza cautelare di revoca degli amministratori prevista dall'art. 2476 comma 3 c.c. configura un provvedimento idoneo ad anticipare la decisione di merito e non richiede che il giudice, con l'ordinanza ammissiva, fissi la data per l'instaurazione del giudizio di merito, in quanto deve ritenersi operante la previsione dell'art. 23 comma 1 d.lg. n. 5 del 2003 la quale per i provvedimenti idonei ad anticipare gli effetti della decisione di merito esclude l'applicabilità dell'art. 669 octies c.p.c." (Trib. Roma 31.3.2004, GM, 2004, 2254; Soc, 2005, 913).



Autore

immagine A3M

Visite, contatti P&D

Nel mese di agosto 2020 Persona & Danno ha registrato oltre 241.000 visite.

Articoli correlati