Legislazione e Giurisprudenza, Separazione, divorzio -  Mazzotta Valeria - 2015-04-23

REVOCABILE PER DOLO LA SENTENZA DI SEPARAZIONE O DIVORZIO - CASS. 8096/2015 - Valeria MAZZOTTA

Separazione e divorzio

In caso di occultamento dei redditi, la sentenza e l'accordo di separazione o divorzio sono soggetti a revocazione per dolo ex art. 395 n. 1 c.p.c.

La sentenza che recepisce l"accordo della separazione consensuale o del divorzio congiunto è soggetta a revocazione se colui che deve versare l"assegno ha occultato con dolo le proprie reali condizioni economiche.

Con un nuovo orientamento, la Cassazione, con la sentenza n. 8096 del 21 aprile 2015, ritiene esperibile il rimedio della revocazione, precisamente sussisterebbero i presupposti del dolo  processuale revocatorio ex art. 395 n. 1 c.p.c. che si verificano quando venga posta in essere intenzionalmente un"attività fraudolenta consistente in artifizi e raggiri , diretti ed idonei a paralizzare o sviare la difesa avversaria e ad impedire al Giudice l"accertamento della verità, facendo apparire una situazione diversa da quella reale, e così pregiudicando l"esito del procedimento.

Nel caso di specie, gli Ermellini hanno respinto il ricorso del marito che aveva simulato la vendita della sua azienda (ceduta per un prezzo irrisorio a un terzo e poi ricomprata dalla nuova compagna di lui), inducendo la moglie ad accettare un accordo di separazione che prevedesse un assegno di mantenimento ben inferiore rispetto a quello che le sarebbe spettato tenuto conto del vero patrimonio e dei redditi del marito.

Resasi conto del raggiro, la donna aveva infatti appellato la decisione chiedendone la revocazione e la domanda era stata accolta.

I Giudici della Cassazione precisano che non si può chiedere, con l"impugnazione, la pronuncia della nullità o l"annullamento dell"accordo (istanze esperibili solo in un autonomo giudizio ordinario),  ma si può domandare la revocabilità della pronuncia di separazione o divorzio per dolo.

La Cassazione afferma che nella separazione consensuale e nel "divorzio congiunto" le parti stipulano un accordo di natura negoziale che configura un contratto specie con riguardo ai profili patrimoniali. A nulla rileva che esso sia poi recepito in sede di divorzio: la sentenza di divorzio serve per lo scioglimento del vincolo matrimoniale, ma sull"accordo resta il controllo esterno del giudice, analogo a quello di separazione consensuale.

Quindi, proseguono i giudici, se l'accordo sia nullo, tale nullità potrebbe essere fatta valere da chiunque vi avesse interesse, e dunque anche da chi avesse dato causa a tale nullità. E tale accordo potrebbe essere oggetto di annullamento da parte del soggetto incapace o la cui volontà risulti viziata (ad es. da un errore, magari sulla sussistenza dell' interesse del minore, ovvero dal dolo di una delle parti ). Ma nullità o annullamento non potrebbero costituire motivo di impugnazione da parte dei soggetti dell'accordo da cui essi sono vincolati, ma dovrebbero essere fatti valere in un autonomo giudizio di cognizione.

Nel caso di specie si tratta invece di dolo revocatorio che giustifica la revoca, appunto, della pronuncia di separazione o divorzio.



Autore

immagine A3M

Visite, contatti P&D

Nel mese di agosto 2020 Persona & Danno ha registrato oltre 241.000 visite.

Articoli correlati