Changing Society, Intersezioni -  Palumbo Valeria - 2013-09-08

RICCARDO: ALTRO CHE CUOR DI LEONE – Valeria PALUMBO

14 agosto 1974: dopo quasi vent"anni di scontri tra le comunità greca e turca di Cipro, l"esercito turco riprende l"invasione dell"isola, lanciata il mese prima e che, nel frattempo, ha contribuito alla caduta dei colonnelli in Grecia, e conquista un terzo dell"isola. Dopo tutti questi anni, dei colonnelli non si ricorda più nessuno, la Grecia ha ben altri guai da amministrare, la Guerra Fredda è finita, il Muro di Berlino e quello di Gorizia sono crollati. Quello di Nicosia è ancora lì: un ammasso di filo spinato, macerie e bidoni, migliaia di soldati, compresi quelli delle forza di "pace" dell"Onu a controllare una Green Line di 180 chilometri. In mezzo, e ai margini, casa sventrate e mai più riabitate, panni stesi da 40 anni ad aspettare proprietari, turchi o greci, che nel frattempo sono fuggiti a Nord o a Sud, a raggiungere i loro nuovi "Stati". In realtà, per tutto il mondo, la Repubblica di Cipro è solo quella del Sud, malaguratamente ammessa nell"Unione europea nel 2004 dopo aver bocciato un referendum sulla riunificazione che, invece, a Nord avevano accettato a larga maggioranza.

Meglio: per l"Ue la Repubblica di Cipro comprende tutta l"isola ma gli effetti dell"adesione all"Unione sono sospesi a Nord perché sotto occupazione turca. Oltre il danno,la beffa. Nel frattempo a Nord (dal 1983 costituiscono una republica riconosciuta soltanto dalla Turchia) si sono in gran parte rifatti: la primavera scorsa Cipro Sud ha rischiato la bancarotta insieme alla Grecia e il piano di salvataggio impone sacrifici pesantissimi. I turco-ciprioti, invece. Godono i vantaggi della trainante economia turca.

Durerà? A Cipro tutto sembra immobile, con i pastori che guidano le pecore sull"asino, e in perenne movimento, con il wi-fi ovunque e gratuito. Per questo ho scelto di fare un viaggio-reportage che conto di trasformare anche in spettacolo per l"anno prossimo. Mi ero occupata di Cipro scrivendo il libro sulla cortigiana veneziana Veronica Franco e studiando la Battaglia di Lepanto e sono partita per il Nord ripercorrendo tutta la storia. Fin da quando ero bambina, colpita da una ricostruzione a fumetti sul Corriere dei Piccoli, dell"assedio di Famagosta, desideravo vedere la piazza dove l"ultimo governatore veneziano, Marc"Antonio Bragadin, era stato scuoiato vivo dagli Ottomani, nell"estate del 1571: era stato il pretesto finale per Lepanto. Sono arrivata a Famagosta, dove sorge anche il cosiddetto Castello di Otello, con il cuore in mano. E, come sempre avviene quando si ripercorre la storia dopo secoli, mi sono seduta a sorseggiata una spremuta di arancia fresca fresca proprio dove Bragadin è stato giustiziato. Nel frattempo avevo imparato che era stato sì coraggioso, ma anche terribilmente arrogante e proprio questo avrebbe suscitato l"ira dei turchi che, altrimenti, avevano concordato di lasciar partire i veneziani sconfitti a insegne spiegate e con armi e bagagli. Bragadin, non contento, offese il pascià durante la cerimonia di consegna delle chiavi della città, il 5 agosto 1571, e così condannò se stesso e i suoi compagni. Andatelo a dire sulle decine di siti Veneti che lo celebrano come un eroe…

In ogni caso, se non ebbe cuore, ebbe fegato. E In ogni caso mai è come appare: avete presente Riccardo Cuor di Leone? Il soprannome ne fa un re buono e il Robin Hood di Walt Disney (con il buffo "leone" mammone Giovanni Senzaterra, il fratello di Riccardo, e il suo perfido consigliere serpente Sir Biss) lo ha trasformato in un bonario felinone ancora in abiti da crociato che arriva giusto in tempo per salvare la patria e i nostri eroi. Nella realtà Riccardo è stato un personaggio molto controverso: le biografie alternano a sottolinearne la ferocia o l"audacia. Certo è che, arrivato a Cipro nel 1191 durante il viaggio verso la Terra Santa, nel corso della Terza Crociata (il fallimentare tentativo di riprendere Gerusalemme a Saladino), Riccardo ne combinò di tutti i colori, in particolare perché cerco di spillare più soldi possibili per finanziare la sua impresa. I ciprioti, allora sudditi di un regno che si era staccato dall"Impero bizantino, gli opposero una resistenza così tenace che Riccardo cedette l"isola ai Templari. Racconto tutto questo sia perché è sempre curioso osservare come i miti popolari e la mitologia del potere non vengano quasi mai scalfiti dalla verità storiografica. Sia perché è appena uscita che il cuore di Riccardo Cuor di leone è stato ritrovato. Che glielo avessero tolto (insieme al cervello) al momento in cui morì, nella primavera del 1199, a Châlus, già si sapeva. Si sapeva anche che fosse rimasto nella cattedrale di Rouen, mentre il corpo fu sepolto nell"Abbazia di Fontevrault, a 300 chilometri di distanza. Adesso i ricercatori hanno scoperto che la polvere rimasta nel cofanetto, che recita Hic iacet cor Ricardi regis Anglorum, è un misto di erbe, sostanze ed essenze: quelle che venivano usate per imbalsamare. Sic transit gloria mundi.



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