Legislazione e Giurisprudenza, Impresa, società, fallimento -  Ricc√≤ Riccardo - 2016-01-27

RIFORMA DELLE PROCEDURE CONCORSUALI E GRUPPI DI IMPRESE – Riccardo RICCÒ

-       legge fallimentare

-       gruppi di imprese

-       schema di d.d.l.

Principiarono, sin dal quindicesimo/sedicesimo secolo, statuti e legislazioni – per prime quelle "italiche" – a disciplinare il fenomeno dell"insolvenza, civile e/o commerciale, con l"introduzione di regole di concorso e graduazione tra i creditori dell"insolvente, e di norme afflittive/sanzionatorie – di derivazione romanistica (lo "oppignoramento") – a carico di chi propter debita abbandonava il "banco", da rompere per tanto pubblicamente, o comunque del debitore, pur privo di "banco", fuggitivo o meno.

La "moderna" legge fallimentare italiana (regolata in principio dagli artt. 543 ss. cod. comm. 1865, poi dagli artt. 683 ss. cod. comm. 1882, dal r.d. 24 maggio 1903, n. 103, d. lgt. n. 739 e 1143 del 1915, r.d.l. 28 dicembre 1921, n. 1861, r.d.l. 2 febbraio 1922, n. 22, r.d. 10 luglio 1930, n. 995, e, infine, sistemata dal r.d. 16 marzo 1942 n. 267) è stata oggetto nell"ultimo decennio di numerose rilevanti modificazioni (dal d. lgs. n. 5/2006 al d.l. n. 83/2015), incidenti in particolare la disciplina delle procedure - c. d. minori - alternative al fallimento.

Nonostante l"attenzione dedicata dal legislatore, e la conseguente proliferazione di norme correttive e integrative del sistema fondamentale, raramente si è tenuto in cale il fenomeno dei gruppi d"imprese, che pur richiederebbe speciale disciplina, soprattutto concordataria.

Solo la disciplina delle amministrazioni straordinarie e quella delle insolvenze transfrontaliere (intra-u.e.), transeat sull"art. 61 l. f., prendono in considerazione il fenomeno di cui si discorre. Ma in certi limiti.

Nella generalità dei casi d"attualità, dunque, le imprese del gruppo – insolventi o in stato di crisi – devono instare autonomamente/individualmente onde accedere alla procedura, se di competenza di differenti tribunali ex art. 9 l. f., con corollaria complicazione e "disecomonia" nella gestione e coordinamento delle singole procedure.

È infatti inammissibile, rectius improponibile, un piano unitario – che sia – di definizione della crisi/insolvenza, così come non può disporsi la liquidazione unitaria di più patrimoni commerciali, pur funzionalmente connessi l"un l"altro, diciamo così, se ed in quanto di questi siano titolari distinti soggetti giuridici (aventi sedi in diversi circondari di tribunale), anche se schermanti il medesimo centro/nucleo d"interessi imprenditoriali.

Cfr. Cass. civ., sez. I, 13 ottobre 2015, n. 20559, Pres. Ceccherini, Est. Nazzicone, in Cassazione.net; Trib. Teramo, 5 gennaio 2016, su Il caso; Trib. Roma, 7 marzo 2011, in Dir. fall., 2011, II, 247, con nota di Fauceglia.

Nello schema di disegno di legge delega al Governo per la "riforma organica delle discipline della crisi di impresa e dell"insolvenza", elaborato dalla Commissione ministeriale istituita dal Ministro della Giustizia con Decreto 28 gennaio 2015 (e successive integrazioni), è però, finalmente previsto che la crisi e l"insolvenza dei gruppi di imprese andranno specificamente disciplinate, prevedendo:

a) una definizione di gruppo di imprese modellata sulla nozione di direzione e coordinamento di cui agli articoli 2497 e seguenti, nonché 2545-septies, del codice civile, corredata dalla presunzione semplice di assoggettamento a direzione e coordinamento in presenza di un rapporto di controllo ai sensi dell"articolo 2359 del codice civile;

b) specifici obblighi dichiarativi, nonché il deposito del bilancio consolidato di gruppo, ove redatto, a carico delle imprese appartenenti ad un gruppo, a scopo di informazione sui legami di gruppo esistenti, in vista del loro assoggettamento a procedure concorsuali;

c) il potere dell"organo di gestione della procedura di richiedere alla Consob, o a qualsiasi altra pubblica autorità, informazioni utili ad accertare l"esistenza di collegamenti di gruppo, nonché di richiedere alle società fiduciarie le generalità degli effettivi titolari di diritti sulle azioni o sulle quote ad esse intestate;

d) la facoltà per le imprese del gruppo in crisi o insolventi sottoposte alla giurisdizione dello Stato italiano di proporre con un unico ricorso domanda di omologazione di un accordo unitario di ristrutturazione dei debiti, o di ammissione al concordato preventivo, o di liquidazione giudiziale, ferma restando in ogni caso l"autonomia delle rispettive masse attive e passive, con predeterminazione del criterio attributivo della competenza, ai fini della gestione unitaria delle rispettive procedure concorsuali, ove le imprese abbiano la propria sede in circoscrizioni giudiziarie diverse;

e) obblighi reciproci di informazione e di collaborazione fra gli organi di gestione delle diverse procedure, nel caso in cui le imprese insolventi del gruppo siano soggette a separate procedure concorsuali, in Italia o all"estero;

f) la postergazione del rimborso dei crediti di società o imprese appartenenti allo stesso gruppo, in presenza dei presupposti di cui all"articolo 2467 del codice civile, salve deroghe dirette a favorire l"erogazione di finanziamenti in funzione o in esecuzione di una procedura di concordato preventivo ovvero di accordo di ristrutturazione dei debiti.

2. Nell"ipotesi di gestione unitaria della procedura di concordato preventivo di gruppo devono essere previsti:

a) la nomina di un unico giudice delegato e di un unico commissario giudiziale ed il deposito di un unico fondo per le spese di giustizia;

b) la contemporanea e separata votazione dei creditori di ciascuna impresa;

c) l"esclusione dal voto dei soggetti appartenenti al gruppo che siano titolari di crediti nei confronti delle altre imprese assoggettate alla procedura;

d) gli effetti dell"eventuale annullamento o risoluzione della proposta unitaria omologata;

e) i criteri per la formulazione del piano unitario di risoluzione della crisi del gruppo, eventualmente attraverso operazioni contrattuali e riorganizzative infragruppo funzionali alla continuità aziendale e al miglior soddisfacimento dei creditori, fatta salva la tutela endoconcorsuale per i soci ed i creditori delle singole imprese, nonché per ogni altro controinteressato.

3. Nell"ipotesi di gestione unitaria della procedura di liquidazione giudiziale di gruppo devono essere previsti:

a) la nomina di un unico giudice delegato e di un unico curatore, ma di distinti comitati dei creditori, per ciascuna impresa del gruppo;

b) un criterio di ripartizione proporzionale dei costi della procedura fra le singole imprese del gruppo;

c) l"attribuzione al curatore, anche nei confronti di imprese non insolventi del gruppo, del potere di: i) azionare rimedi contro operazioni antecedenti l"accertamento dello stato di insolvenza e dirette a spostare risorse ad altra impresa del gruppo, in danno dei creditori; ii) esercitare le azioni di responsabilità di cui all"articolo 2497 del codice civile; iii) promuovere la denuncia di gravi irregolarità gestionali nei confronti degli organi di amministrazione delle società del gruppo non assoggettate alla procedura di liquidazione giudiziale; iv) nel caso in cui ravvisi l"insolvenza di imprese del gruppo non ancora assoggettate alla procedura di liquidazione giudiziale, segnalare tale circostanza agli organi di amministrazione e di controllo ovvero promuovere direttamente l"accertamento dello stato di insolvenza di dette imprese;

d) la disciplina di eventuali proposte di concordato liquidatorio giudiziale, in conformità alla previsione dell"articolo 7, comma 9, lettera d).



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