Legislazione e Giurisprudenza, Reo, vittima -  Gasparre Annalisa - 2014-11-16

RILIEVO PENALE DELLE VIOLAZIONI DEL CODICE DELLA STRADA - Cass. pen. 46818/2014 - Annalisa GASPARRE

  • Omicidio colposo
  • Concorso del danneggiato
  • Causalità della colpa

Il diritto di precedenza non esclude il dovere, per il conducente del veicolo in cui favore il diritto opera, di osservare le normali prescrizioni di prudenza e diligenza connesse alla circolazione stradale. In altre parole, ciascun utente deve prevedere le imprudenti condotte altrui.

Nel caso in esame, la Corte d'appello confermava la condanna dell'imputata per il delitto di omicidio colposo, per la morte di un uomo, riducendo la pena inflitta in primo grado per concorso di colpa della vittima.

Secondo le ricostruzioni, la donna, dopo essersi fermata allo "stop", impegnava la carreggiata mentre sopraggiungeva da sinistra un motoveicolo che, avvedutosi dell'auto, frenava bruscamente perdendo il controllo del mezzo.

Il motociclista scivolava a terra, andava ad urtare la testa contro il cerchione dell'autovettura dell'imputata e riportava gravi ferite mortali.

Ad adire la Corte di legittimità è stata la parte civile.

La Suprema Corte ha ricordato il dovere di prudenza e diligenza anche del soggetto beneficiario del diritto di precedenza. Invero, un consolidato orientamento di legittimità, afferma che «in tema di circolazione stradale, il diritto di precedenza non esclude il dovere del conducente "favorito" di osservare a sua volta, approssimandosi all'incrocio, le normali prescrizioni di prudenza e di diligenza e, in particolare, quella di rallentare e di moderare la velocità» (Cass., n. 9615/1991).

In altre parole, ciascun utente della strada deve prevedere sempre le condotte imprudenti altrui («nel corso della circolazione stradale il conducente è tenuto a prevedere anche le condotte imprudenti altrui», così Cass. pen., n. 472/1990). Né può sostenersi che l'ingombro della carreggiata da parte di altro veicolo in un incrocio cittadino sia una circostanza imprevedibile, in quanto è circostanza comune, affatto anomala o imprevedibile.

In termini netti: non basta rispettare le regole del Codice della Strada da parte di chi impegna un incrocio.

Peraltro, rimanendo nell'alveo delle norme sulla circolazione stradale, l'art. 145 C.d.S. stabilisce che "I conducenti, approssimandosi ad una intersezione, devono usare la massima prudenza al fine di evitare incidenti". La disposizione "codifica una regola cautelare di comune esperienza, diretta proprio ad evitare il rischio di collisioni con veicoli provenienti dall'altra strada".

Come noto, la responsabilità colposa implica che la violazione della regola cautelare abbia determinato la concretizzazione del rischio che detta regola mirava a prevenire (c.d. "causalità della colpa"). Nel caso concreto, il concorso di colpa della vittima aveva contribuito a realizzare l'evento, perché "causalmente riconducibile al comportamento posto in essere in violazione della regola cautelare prima citata".

Tuttavia, non si tratta nemmeno di un concorso di colpa di tipo presuntivo: occorrono pur sempre indici di responsabilità. Secondo i giudici, nel caso in esame, il casco della vittima si era spaccato a seguito dell'impatto, e ciò sarebbe indice del fatto che la sua velocità di circolazione non era stata prudenziale. Di qui il riconoscimento del concorso di colpa del motociclista.



Autore

immagine A3M

Visite, contatti P&D

Nel mese di agosto 2020 Persona & Danno ha registrato oltre 241.000 visite.

Articoli correlati