Legislazione e Giurisprudenza, Separazione, divorzio -  Mottola Maria Rita - 2013-12-29

RIPARTIZIONE DELLA COMPETENZA TRA TM E TO Trib. Milano, 11.12.2013 – Maria Rita MOTTOLA

La sentenza in commento esamina un caso di una situazione familiare estremamente complessa. Il padre violento a seguito dell"abuso alcolico da egli stesso addebitato alla prostrazione e sofferenza conseguente alla perdita del lavoro e alle difficoltà conseguenti aveva usato metodi violenti nei confronti della moglie che si era risolta a chiedere la separazione con addebito. Nel frattempo a seguito di segnalazione il TM si occupava del caso e disponeva la decadenza dalla potestà in limine litis.

Il Tribunale dichiara la separazione ma esclude l"addebito per carenza di istruttoria e di affermazione circa la rilevanza degli episodi di violenza sulla disgregazione del vincolo familiare.

Affida i figli minori alla madre in via esclusiva stante la grave situazione di pregiudizio alla prole determinato anche da un episodio di violenza indiretta (il padre aveva mantenuto atteggiamenti violenti nei confronti della nuova compagna in presenza dei figli).

Ciò che è interessante esaminare è la costruzione sistematica dell"affidamento esclusivo. Il Tribunale infatti afferma che vista la scelta del legislatore verso le modalità di affidamento condiviso come prevalente, diritto dei figli a rapporto continuativo con entrambi i genitori, deve ritenersi che sia anche una formula che riconosce un diritto del genitore. Ne discende che l"affidamento esclusivo a uno solo dei genitori deve essere considerato una limitazione della potestà genitoriale, in applicazione dell"art. 333 c.c.. Secondo la sentenza in esame l"interpretazione che individuava nel TM il tribunale competente per le disposizioni che impongano limiti alla potestà genitoriale alla luce dell"art. 38 disp. att. c.p.c.. La norma però è stata modificata dalla l. 219/2012 e dispone ora una competenza del TO anche le limitazione della responsabilità genitoriale, che in via generale sono attribuiti alla competenza del Tribunale minorile, in presenza di una precedente pendenza di un procedimento c.d. ordinario. Il TO, quindi, può applicare l"art. 333 c.c. se è pendente un procedimento di separazione o divorzio.

Secondo il Tribunale però la novella non è una novità bensì avvalora una interpretazione già espressa da giurisprudenza di merito e di legittimità dell"art. 333 c.c. «tanto il giudice specializzato che il giudice della separazione (e del divorzio) in presenza di una situazione di pregiudizio per i minori, possono assumere provvedimenti volti alla tutela dei figli. E' applicabile, anche in regime di separazione (e, in particolare, in materia di modifica delle condizioni) l'art. 333 c.c.» (Cass. sez. I, 5 ottobre 2011 n. 20354). Resta quindi la competenza del TM, sia in pendenza di separazione o divorzio, sia in via generale solo per i provvedimenti di decadenza ex art. 330 c.c.



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