Legislazione e Giurisprudenza, Beni, diritti reali -  Mazzon Riccardo - 2016-01-21

RIPARTIZIONE SPESE CONDOMINIALI: I CONDOMINI POSSONO TESTIMONIARE? - Riccardo MAZZON

individuazione effettiva di quali siano le parti e i servizi comuni

parti e servizi che, per loro natura, sono suscettibili di fornire utilità diverse ai singoli condomini

incapacità di testimoniare dei condomini quando si disserti di ripartizione di spese

Nella lite promossa da un condomino nei confronti del condominio, in relazione alla ripartizione delle spese sostenute per l'utilizzazione della cosa comune (cfr., amplius,  il capitolo ottavo del volume "La responsabilità nel condominio dopo la riforma", Riccardo Mazzon, 2013"), i singoli condomini, potendo [anche se non sono litisconsorti necessari: anche recentemente è stato ad esempio precisato come, ove un condomino impugni una delibera assembleare, con la quale gli siano state addebitate spese in misura asseritamente eccedente rispetto alla propria quota millesimale, tale giudizio non esige la pregiudiziale revisione della relativa tabella - che deve avvenire con deliberazione unanime dei condomini o con provvedimento dell'autorità giudiziaria - né, di conseguenza,

"la necessaria estensione del contraddittorio a tutti i condomini, essendo legittimato passivo il solo amministratore" (Cass., sez. II, 5 giugno 2008, n. 14951, GCM, 2008, 6, 885)],

assumere la qualità di parti, sono

"incapaci di testimoniare" (Cass., sez. II, 23 agosto 2007, n. 17925, GCM, 2007, 7-8; conforme, in controversia promossa dall'amministratore di condominio (al quale spetta, come mandatario dei condomini, la rappresentanza degli stessi) per la riscossione dei contributi dovuti da ciascun condomino per l'utilizzazione delle cose o dei servizi comuni: Cass., sez. II, 16 luglio 1997, n. 6483, GCM, 1997, 1207; ALC, 1997, 793).

Si ricordi, in argomento, come i comproprietari di un immobile non siano litisconsorti necessari nel giudizio per il pagamento dei relativi contributi condominiali, instaurato da uno di essi singolarmente o nei suoi confronti anche nell'interesse dell'altro,

"perché nei loro rapporti si instaura una forma di rappresentanza reciproca, attributiva a ciascuno di una legittimazione sostitutiva, fondata sulla necessaria tutela del diritto dell'uno contemporaneamente all'analogo diritto dell'altro" (Cass., sez. II, 19 luglio 1999, n. 7682, GCM, 1999, 1670).



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