Legislazione e Giurisprudenza, Mansioni, dequalificazione -  Cardani Valentina - 2014-10-09

RISARCIMENTO DEL DANNO ALLA PROFESSIONALITA': UN ALTRO NO DELLA SUPREMA CORTE - Cass. Lav., 20473/14 – V. CARDANI

Trova conferma anche nel caso di specie l'orientamento rigoroso della Suprema Corte di Cassazione secondo cui la richiesta di risarcimento del danno alla professionalità non può trovare automatico riconoscimento ogniqualvolta si verifichi un inadempimento da parte del datore di lavoro: così anche Cass. Lav. 16091/14 già annotata su questo sito (il danno alla professionalità, in questo caso era stato richiesto a seguito di licenziamento illegittimo).

La pronuncia in commento rigetta le doglianze del lavoratore che, pur avendo in primo grado ottenuto il riconoscimento del demansionamento - il ricorrente veniva infatti "reso inattivo", mentre vantava la qualifica di dirigente chimico e coordinatore di laboratorio presso una struttura ospedaliera - e del conseguente danno professionale, si era visto togliere il riconoscimento di detto pregiudizio dal Giudice d'Appello.

La Corte di Cassazione, nell'accogliere la tesi propugnata dal Giudice di secondo grado, ha precisato come il danno alla professionalità debba essere rigorosamente provato. Il ricorso a presunzioni non è escluso tout court, ma, a tal fine, devono essere quantomeno allegati elementi connotati da gravità, precisione e concordanza. Nel caso sottoposto all'esame del Supremo Collegio non vi era ragione per ritenere sussistente un danno alla professionalità, atteso che il ricorrente non aveva dato prova di non aver più ricevuto incarichi universitari – come sostenuto in atti – né di aver perduto occasioni occupazionali o di guadagno. Peraltro, dopo i fatti di cui trattasi, al ricorrente veniva offerto un incarico parimenti importante presso altra struttura ospedaliera.

Nemmeno può riconoscersi il danno alla professionalità sulla base dei principi secondo cui il danno non patrimoniale deve essere liquidato unitariamente, senza cioè distinguere tra le diverse voci di danno: ciò infatti, non può esimere il richiedente a fornire la prova del danno subito.



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