Legislazione e Giurisprudenza, Responsabilità della p.a. -  Redazione P&D - 2015-12-24

RISARCIMENTO DEL DANNO NON PATRIMONIALE NEL PROCESSO AMMINISTRATIVO - TAR CAMPANIA n. 04865/15 - Fernanda VAGLIO

- danno non patrimoniale nel processo amministrativo

- risarcimento per provvedimento ingiusto dal parte della PA

- è responsabile la PA nel caso di lesione dei diritti fondamentali

Il TAR Campania, con la sentenza in rassegna, affronta la tematica   del risarcimento del danno non patrimoniale nel processo amministrativo. La fattispecie in esame è così surreale da sembrare scritta dalla penna di Kafka.

In un terreno agricolo, di cui il prefetto di Napoli ha autorizzato l"occupazione d"urgenza in favore del Consorzio XXX per la realizzazione della linea Alta velocità Roma – Napoli, sono scaricati dei rifiuti. Di conseguenza il Comune, con ordinanza sindacale, intima sì giustamente la rimozione dei rifiuti, per ripristinare l"igienicità e la salubrità del fondo, ma non al legittimo possessore del terreno, bensì ad A e B, estranei   alla questione, i quali inutilmente   comunicano il loro difetto di legittimazione passiva ad essere destinatari dell"ordinanza sindacale.

In seguito   il locale Comando di Polizia Municipale trasmette alla Procura della Repubblica la prima comunicazione di notizia di reato per omessa ottemperanza all"ordinanza da parte di A e B, i quali, chiedono, invano, un sopralluogo per verificare l"esatta ubicazione dei rifiuti in modo da attribuirne l"onere della rimozione al legittimo possessore.   Gli stessi ricevono addirittura una diffida allo sgombero, per la cui inottemperanza è trasmessa a loro carico alla Procura della Repubblica un"ulteriore   comunicazione di reato     da parte   della Polizia Municipale, sono persino condannati, con   decreto penale di condanna, al pagamento di un"ammenda      per i reati di cui all"art. 50, comma 2, in relazione all"art. 14, comma 3, del d.lgs. n. 22/1997.

A questo punto essi, per superare l"errato accertamento in fatto degli organi comunali e sollecitare, conseguentemente, l"esercizio del potere di annullamento in autotutela degli atti illegittimi, producono      una specifica perizia giurata   da cui è possibile rilevare che la zona di scarico dei rifiuti riguarda    esclusivamente il terreno   occupato dal   Consorzio.   Finalmente gli organi comunali, compiuto lo specifico sopralluogo, revocano   in via di autotutela, le precedenti ordinanze illegittime emesse nei confronti di A e B ed ordinano al Consorzio de quo la pulizia del fondo.

Per questo   A. e B. ricorrono contro il Comune di XXX innanzi al TAR Campania per richiedere il risarcimento di tutti i danni patiti per essere      stati indebitamente destinatari   di provvedimenti, intimanti la pulizia e il ripristino dell"igienicità e della salubrità di un fondo, non in loro possesso. Tali provvedimenti illegittimi, basati su un"incompleta e superficiale istruttoria compiuta dagli organi tecnici e amministrativi comunali preposti (Polizia Municipale   e responsabile del settore Ambiente) e negligentemente trasmessi all"Autorità Giudiziaria senza i necessari approfondimenti   addirittura sfociano in un decreto penale di condanna. I ricorrenti lamentano che tale comportamento della Pubblica Amministrazione, incidente sui valori fondamentali di difesa personale, onore e   reputazione, integra un fatto illecito produttivo di danno, sotto il profilo del diritto all"onorabilità risultando fondato su un interesse di rilievo costituzionale ex art. 2 e 3 cost., la cui lesione comporta il diritto al risarcimento del danno non patrimoniale, ex art. 2059 c.c.

Essi chiedono, pertanto, il risarcimento, secondo equità, dei danni non patrimoniali derivanti dalla lesione ai diritti della persona quali, oltre al diritto alla difesa e alla partecipazione procedimentale, quelli attinenti all"onore, alla reputazione e alla serenità psichica, compromessi dall"ingiusta condanna penale.  L"Amministrazione comunale intimata si costituisce concludendo per il rigetto del ricorso.



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